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> Il Nichilismo: partenza, transito o arrivo?
Sgubonius
messagio May 26 2008, 10:37 PM
Messaggio #1


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Su suggerimento di Nihilo tentiamo una ardua sentenza...
Qual'è il ruolo di questa concezione all'interno della storia del pensiero, e ovviamente nel pensiero di Nietzsche?

Io penso che non possa essere un punto di arrivo, perchè non lascia spazio ad alcuna conclusione sul campo etico e risulta più deleterio per la vita di quanto possa esserlo qualunque religione.

Come sempre esso va superato, e penso che una buona rappresentazione di questo superamento sia il famoso enigma del serpente che strisciato in gola ad un pastore lo morde e viene da questi morso fino al distacco della testa che viene sputata via. Come dice l'indovino e Zarathustra stesso durante la sua convalescenza questo strangolamento è la grande nausea di pensare che "tutto è vano, tutto fu, e tutto ritorna eternamente, anche l'uomo più piccolo". E' l'eterno ritorno a rendere il nichilismo inaccettabile, esso insinua nel pastore un veleno mortale che è anche antidoto fondamentale, una volta sputata via la testa del serpente.

Solo essendo un mare in cui tutto può annegare, che può accogliere anche il torrente più nero senza scurirsi sarà possibile superare tutto ciò che è morto, far scrosciare riso di fanciulli dai feretri e alzarsi come vento gagliardo sempre vittorioso su ogni stanchezza mortale. Come poeta Zarathustra vuole ricomporre in uno ciò che è frammento ed enigma e orrida casualità e redimere ogni "così fu" in un "così volli che fosse!", perchè è il così fu (eternamente ritornante) l'ultima catena per una volontà libera (nichilista) ma non ancora creatrice. Il leone deve diventare bambino. Poi rimane solo da aggiungere quello che ho scritto nella firma...


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NIHILO
messagio May 29 2008, 07:44 AM
Messaggio #2


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Fastoso il preludio di Sgubonius, che già guarda alla meta finale di questo
viaggio così lungo attraverso la glaciale, notturna e tempestosa landa del
nichilismo.
Io, da parte mia, voglio invece muovere i primi passi addentrandomi nelle
brughiere battute dall'uragano della morte di Dio, e cioè voglio porre l'accento
sugli effetti che il nichilismo produsse alla sua prima comparsa in occidente, citando
testualmente Nietzsche: "Che cosa significa nichilismo? Che i valori supremi si svaluta-
no". Come rileva giustamente Heidegger nel suo impareggiabile "Nietzsche", il possente
e inesorabile vomere del nichilismo scava subito tre profondi solchi palesando senza indugi
le ramificazioni portanti della sua azione decostruttiva : 1) la perdita degli scopi; 2) la dissoluzione
del monismo metafisico, che aveva sino ad allora eretto sempre dei "sistemi"; la dissoluzione della
"verità", cioè delle "strutture" dell'Essere, perfette ed immutabili, calchi, citando sempre Heidegger
del conio - Gepraege - che da forma all'ente conferendogli appunto l'impronta dell'essere.
Viene meno la pregnanza ontologica del fino allora solido binomio Essere-Ente, che fece concentrare
sempre di più la filosofia occidentale sull'ente, determinando "l'oblio" dell'Essere.
Entriamo nelle terre del nichilismo, senza abbandonare però la speranza di uscirne rigenerati dal
superamento di noi stessi - SelbstUberwindung _.


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Irenisch
messagio May 29 2008, 11:19 AM
Messaggio #3


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Io credo sia un transito,probabilmente necessario per trovare un senso da dare alla nostra vita e alle nostre azioni.Trovare qualcosa che ci spinga ad andare avanti, e apprezzare appieno la nostra esistenza.
"Life´s there for the ones who love to live and take it all"

Come dice la saggezza popolare, una volta toccato il fondo, si puo' solo risalire.
..A meno che non si rimanga impantanati..

Credo che per qualcuno il nichilismo DIVENTI un punto di arrivo, il che a mio parere è abbastanza triste.


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NIHILO
messagio May 29 2008, 11:37 AM
Messaggio #4


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Sono d'accordo con te, è un transito -Ubergang -, ma nessuno di
sa ancora quando il viaggio finirà, quando, come diceva Ernst Junger,
si andrà uber die Linie, oltre la linea.
Sono pure d'accordo che we got to take it all, ma questa è più una
posizione edonistica, che ripeto condivido, mentre il nichilismo è un
processo storico e dialettico, che investe il pianeta terra, e noi ne
siamo investiti nostro malgrado. La felicità o meno per me non attiene al
nichilismo, o per lo meno attiene forse solo al nichilismo passivo.


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Sgubonius
messagio May 29 2008, 11:50 AM
Messaggio #5


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CITAZIONE(Irenisch @ May 29 2008, 12:19 PM) *
Io credo sia un transito,probabilmente necessario per trovare un senso da dare alla nostra vita e alle nostre azioni.Trovare qualcosa che ci spinga ad andare avanti, e apprezzare appieno la nostra esistenza.
"Life´s there for the ones who love to live and take it all"

Come dice la saggezza popolare, una volta toccato il fondo, si puo' solo risalire.
..A meno che non si rimanga impantanati..

Credo che per qualcuno il nichilismo DIVENTI un punto di arrivo, il che a mio parere è abbastanza triste.


Penso che considerare il nichilismo un arrivo sia la grande malattia (mortale) moderna, però non trovo corretto (sono ripetitivo, lo so!) il fatto di dover uscirne con un senso. Il nichilismo è la liberazione dal senso, e il passo successivo è liberarsi in qualche modo della libertà, amare il necessario e così via.

Aggiungo un argomento di discussione che meriterebbe un topic suo forse ma potrebbe andare con questo: il determinismo. Secondo voi quanto è "determinista" Nietzsche, dove sono i limiti di questa concezione, come giustificare la libertà?


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Irenisch
messagio May 29 2008, 07:14 PM
Messaggio #6


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Nihilo,
credo tu abbia frainteso la mia affermazione "secondo me è triste".
"E' triste" puo essere considerato un modo di dire, forse si usa solo dalle mie parti.
Triste non si riferisce allo stato d'animo delle persone, ma è piuttosto una mia considerazione di merito sulla loro condizione (?). Non so tradurtela alla perfezione,perchè puo assumere molti significati, ma in questo contesto significa tipo squallido, anche se forse non è l'aggettivo piu adatto.
Spero comunque di averti reso l'idea.

Sgubonius,
penso che dalla volontà del nulla si debba uscire con qualcosa. Poi quel qualcosa ognuno lo chiama come vuole.
Sono d'accordo con te che ci si libera del senso, secondo me la vita non ha,di per sè,senso. Però a mio parere ci si libera di un senso di stampo cristiano, un senso di quel tipo. Quello che intendevo io è diverso,ma capisco che mi sono espressa male,scusa.
Proverò a trovare un modo per esprimermi meglio.

Cosa significa liberarsi della libertà?


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Sgubonius
messagio May 29 2008, 07:46 PM
Messaggio #7


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CITAZIONE(Irenisch @ May 29 2008, 08:14 PM) *
Sgubonius,
penso che dalla volontà del nulla si debba uscire con qualcosa. Poi quel qualcosa ognuno lo chiama come vuole.
Sono d'accordo con te che ci si libera del senso, secondo me la vita non ha,di per sè,senso. Però a mio parere ci si libera di un senso di stampo cristiano, un senso di quel tipo. Quello che intendevo io è diverso,ma capisco che mi sono espressa male,scusa.
Proverò a trovare un modo per esprimermi meglio.

Cosa significa liberarsi della libertà?


Cerco di risponderti al meglio che riesco, purtroppo non è facile spiegarsi...
Il leone, il grande nichilista che distrugge i valori, è uno spirito libero, tutto è lecito per lui. Purtroppo la massima libertà è un cruccio enorme, è anzi insostenibile, ed è soprattutto una nuova schiavitù: la responsabilità. Liberarsi della libertà (ovviamente è un gioco di parole, non avrai una libertà alla fine altrimenti sarebbe un processo infinito) significa in primo luogo superare il nichilismo, perchè significa superare il pilastro del nichilismo, cioè il soggetto relativizzante e distruttore di autorità diverse da lui.
Chiudere Nietzsche nell'idea che si devono scrivere nuove tavole di valori perchè Dio è morto mi pare veramente scolastico. La grande novità di sils-maria è abbandonare ogni pretesa di soggetto, andare al di là della volontà, della libertà, del progetto e accettare il tempo circolare come vincolo alla terra e al fato totale e incondizionato. Cosa significa volere a ritroso o amor fati se non adeguare le pretese del soggetto allo stato del mondo? Cosa rimane allora della libertà, se bisogna amare ciò che accade, senza possibilità di scelta? Se tutto è già accaduto, e tutto riaccadrà esattamente cosi com'è stato, come in un film riproposto, quale ribellione da leone è sensata? Se vedi uno che avendo già visto un film pretende che alla seconda visione esso sia più conforme alla sua volontà non lo riempiresti di insulti?

Purtroppo solo un oceano può accogliere il torbido fiume dell'esistenza senza macchiarsi, e temo che nessuno sia un oceano.


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NIHILO
messagio May 30 2008, 09:30 AM
Messaggio #8


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CITAZIONE(Irenisch @ May 29 2008, 06:14 PM) *
Nihilo,
credo tu abbia frainteso la mia affermazione "secondo me è triste".
"E' triste" puo essere considerato un modo di dire, forse si usa solo dalle mie parti.
Triste non si riferisce allo stato d'animo delle persone, ma è piuttosto una mia considerazione di merito sulla loro condizione (?). Non so tradurtela alla perfezione,perchè puo assumere molti significati, ma in questo contesto significa tipo squallido, anche se forse non è l'aggettivo piu adatto.
Spero comunque di averti reso l'idea.

Sgubonius,
penso che dalla volontà del nulla si debba uscire con qualcosa. Poi quel qualcosa ognuno lo chiama come vuole.
Sono d'accordo con te che ci si libera del senso, secondo me la vita non ha,di per sè,senso. Però a mio parere ci si libera di un senso di stampo cristiano, un senso di quel tipo. Quello che intendevo io è diverso,ma capisco che mi sono espressa male,scusa.
Proverò a trovare un modo per esprimermi meglio.

Cosa significa liberarsi della libertà?

Sì, anche da noi quest'espressione può avere un tal senso, anche se
più raramente. Chiedo venia, Fraulein!
Anch'io ritengo che il nichilista passivo sia un tipo squallido, ma penso
che qui si parli tra nichilisti attivi , cioè tra persone consapevoli dell'immane
processo storico del nichilismo come conseguenza ineluttabile della morte di Dio,
ma pronti ad assorbire tutta l'immensa energia che esso sprigiona, tentando il "superamento",
di andare Ueber die Linie, di assumere le forme degli oltreuomini.Tutto questo è molto adrenalinico, molto.
E' probabile che Nietzsche patì la solitudine perchè aveva troppa energia dentro di sè, e la società da sempre
ha timore dell'energia, perche minaccia lo status quo antropologico.
D'altronde lo diceva lui stesso in Ecce Homo, un pò enfatizzando da par suo: "Io non sono uomo, sono dinamite!!.


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NIHILO
messagio May 30 2008, 09:54 AM
Messaggio #9


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La tecnica è senz'altro l'arma più possente del nichilismo.
A questo proposito consideriamo alcune frasi tratte dal
trattatello - di Junger e Heidegger- "Oltrea linea" - Adelphi -.

<< La tecnica è la distruttrice di ogni fede in generale, e perciò
anche la potenza più decisamente anticristiana >>.

<< Per avere un rapporto reale con la tecnica, occorre essere
qualcosa di più di un tecnico>>.

E poi, sempre in connessione, ancorchè indiretta, con la questione
della tecnica.

<< Ma la rappresentazione moderna della realtà, cioè l'oggettivazione,
in cui anticipatamente si muove la comprensione concettuale - Be- greifen -,
resta ovunque un attacco che fa presa - Angriff - sul reale, nella misura in cui
sfida il reale a mostrarsi nell'orizzonte della presa - Griff - rappresentativa.
La conseguenza di questa sfida, nell'ambito della comprensione concettuale
contemporanea, è che la realtà com-presa concettualmente passa al contrattacco
- Gegenangriff -, un contrattacco impreveduto e pure a .lungo inosservato, che,
nonostante Kant, ha sorpreso improvvisamente la scienza della natura [..... ]>>.


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NIHILO
messagio May 30 2008, 02:15 PM
Messaggio #10


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CITAZIONE(Sgubonius @ May 29 2008, 10:50 AM) *
Penso che considerare il nichilismo un arrivo sia la grande malattia (mortale) moderna, però non trovo corretto (sono ripetitivo, lo so!) il fatto di dover uscirne con un senso. Il nichilismo è la liberazione dal senso, e il passo successivo è liberarsi in qualche modo della libertà, amare il necessario e così via.

Aggiungo un argomento di discussione che meriterebbe un topic suo forse ma potrebbe andare con questo: il determinismo. Secondo voi quanto è "determinista" Nietzsche, dove sono i limiti di questa concezione, come giustificare la libertà?

Il determinismo è sì un tema trattato dalla filosofia, ma le formulazioni più tecniche di questo concetto
sono state elaborate dalla fisica. Dovrebbero intervenire, oltre a te, altri interlocutori competenti come
Phys, Desilentio e diechirico.
Li aspettiamo fiduciosi.


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Sgubonius
messagio May 30 2008, 02:40 PM
Messaggio #11


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CITAZIONE(NIHILO @ May 30 2008, 03:15 PM) *
Il determinismo è sì un tema trattato dalla filosofia, ma le formulazioni più tecniche di questo concetto
sono state elaborate dalla fisica. Dovrebbero intervenire, oltre a te, altri interlocutori competenti come
Phys, Desilentio e diechirico.
Li aspettiamo fiduciosi.


Il punto è che se il determinismo è in atto... è inutile parlarne!


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NIHILO
messagio Jun 4 2008, 11:49 AM
Messaggio #12


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Nietzsche disse che "il nichilismo è l'ospite più inquietante".
Inquietante in tedesco si dice un-heimlich, cioè qualcosa che non è
proprio, appartenente alla nostra dimora comune ma non di altri
all'infuori di noi - heim -, cioè al quadro complessivo dei nostri riferimenti
etici, ontologici ed esistenziali fondamentali; quindi il nichilismo opera
uno sradicamento, perchè svuota di contenuto questi che fino al suo avvento
noi "sentivamo" - ed è importante questa parola - come nostri e inalienabili.
Cosa ne pensate del nostro - di noi occidentali - sradicamento?
E' reale? O è solo un prodotto dell'angoscia che il processo nichilistico
genera?


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Sgubonius
messagio Sep 3 2008, 03:19 PM
Messaggio #13


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CITAZIONE(NIHILO @ Jun 4 2008, 12:49 PM) *
Nietzsche disse che "il nichilismo è l'ospite più inquietante".
Inquietante in tedesco si dice un-heimlich, cioè qualcosa che non è
proprio, appartenente alla nostra dimora comune ma non di altri
all'infuori di noi - heim -, cioè al quadro complessivo dei nostri riferimenti
etici, ontologici ed esistenziali fondamentali; quindi il nichilismo opera
uno sradicamento, perchè svuota di contenuto questi che fino al suo avvento
noi "sentivamo" - ed è importante questa parola - come nostri e inalienabili.
Cosa ne pensate del nostro - di noi occidentali - sradicamento?
E' reale? O è solo un prodotto dell'angoscia che il processo nichilistico
genera?


Finita l'estate cerchiamo di tornare a questioni di peso!
Sono giorni che ho la testa piena di questa parola, nichilismo, e che cerco di fare ordine!
Rispondo intanto a questa tua importante domanda come posso: esistono almeno due
accezioni di nichilismo ben diverse.

La prima, diciamo nietzschiana, parte chiaramente dal presupposto "metafisico" dell'ente
come VdP e del pensare per valori come ambiente (heim che è anche la patria) ideale
dell'uomo che ne permette il calcolare e il superpotenziarsi, e vede quindi lo svalutarsi come
il primo pericolo e contemporaneamente il trampolino di lancio verso il transvalutare. E qui non
vale la pena di andare oltre la storia la conosciamo tutti benissimo e possiamo anche rispondere
alla domanda iniziale del topic dicendo che è contemporaneamente un arrivo e un transito e un
inizio. Inizio in quanto causa scatenante del pensiero (mancanza di un perchè), transito in quanto
distruzione dei valori precedenti (e quindi lo sradicamento di cui parli è necessario e auspicabile)
e arrivo come nichilismo attivo/estatico/classico. Resta aperta la questione se sia davvero superabile
il nichilismo in sè o se resti solo il portarlo a compimento.

La seconda è invece un accezione più estesa, cioè come Heidegger intende questo concetto.
Qui il nichilismo come oblio della velatezza dell'essere è inevitabilmente legato a doppio filo alla
metafisica e al suo svilupparsi, l'intera storia della metafisica è storia del nichilismo poichè fin
dall'origine essa a fatto sì che dell'essere non ne sia niente. In questa prospettiva non c'è nulla di
un-heimlich nel nichilismo dato che è esso stesso come oblio dell'essere la storia che viviamo.
Il vero sradicamento di cui abbiamo bisogno non è allora solo l’uccello "saggezza" che dice «Ecco,
non c’è sopra né sotto!» ma è un mettersi nella radura (lichtung) in cui la problematicità dell'essere
che inevitabilmente ci si nasconde ritorna ad essere da pensare. Questo dovrebbe essere l'unico
possibile superamento del nichilismo come ripensare l'essere e privarlo della nullità in cui la domanda
della metafisica "che cosa è l'ente" lo ha ridotto, impedendo una soluzione non-nichilistica.

Andando sul personale io penso che non ci sia una via di scampo al nichilismo (divinità permettendo),
e l'intuizione di Heidegger è un passo importante per capire come il nichilismo sia tutt'altro che estraneo
all'uomo e alla storia ma ne sia invece un carattere fondamentale (il carattere forse). E' inutile dire che
il nichilismo non può essere arrivo perchè sarebbe triste, purtroppo non risolve la questione, e invece utile
andare fino alle estreme conseguenze a cui questo nichilismo ci porta (appunto un nichilismo attivo) senza
rinnegare tuttavia il processo storico in cui siamo inevitabilmente dentro. Detto questo rinnovo le mie
perplessità riguardo alla possibilità di cui parla Heidegger di superare attraverso un ripensare l'essere la sua
nullità e una tale scappatoia dal nichilismo.

Scusate per la sintesi laugh.gif


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NIHILO
messagio Sep 4 2008, 01:06 PM
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Mi ripeto - se no che nicciofilo sarei !! laugh.gif - , ma debbo nuovamente osservare
che la "via d'uscita" -AustrittsWeg (?)- proposta da Heidegger non convince.
Fra l'altro, prima che l'uomo - Mensch - si volga a coltivare l'intenzione di
farsi "pastore dell'essere" secondo me dovranno trascorrere almeno due secoli
di nichilismo attivo, in cui la tecnologia - e l'amministrazione basata sulla po-
tenza tecnologica, come soggiungerebbero i francofortesi ( ma anche Sgubonius laugh.gif ) -
saranno sempre più massivi.


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Sgubonius
messagio Sep 4 2008, 06:48 PM
Messaggio #15


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CITAZIONE(NIHILO @ Sep 4 2008, 02:06 PM) *
Mi ripeto - se no che nicciofilo sarei !! laugh.gif - , ma debbo nuovamente osservare
che la "via d'uscita" -AustrittsWeg (?)- proposta da Heidegger non convince.
Fra l'altro, prima che l'uomo - Mensch - si volga a coltivare l'intenzione di
farsi "pastore dell'essere" secondo me dovranno trascorrere almeno due secoli
di nichilismo attivo, in cui la tecnologia - e l'amministrazione basata sulla po-
tenza tecnologica, come soggiungerebbero i francofortesi ( ma anche Sgubonius laugh.gif ) -
saranno sempre più massivi.


Anche io nutro dei dubbi però la posizione di Heidegger ha una sua fondatezza.
Aldilà dell'umanità che arriva sempre in ritardo l'evento (Ereignis) della storia
dell'essere che si manifesta nel suo pensiero è una apertura/radura dell'essere
dopo secoli di oblio ad opera dell'ente. In qualche maniera la coltre di malaessenza del
nichilismo è squarciata da questo ripensare, riproblematizzare l'essere, dato che
è la dimenticanza ad aver fatto dell'essere niente e ad aver affondato la storia dell'essere
nell'epoca del nichilismo (e del dominio della tecnica giustamente e del Gestell).

Insomma la questione non è se saranno necessari uno, due o tre secoli perchè
si apra una nuova fase della storia dell'essere, il problema è se una tale apertura
è effettivamente credibile. Penso che giochi a questo punto un ruolo fondamentale
l'interpretazione del pensiero greco presocratico, se questa filosofia pre-metafisica
era realmente aperta all'essere e in quanto tale fuori dal nichilismo allora è possibile
anche uno scenario di ritorno alla radura e un superamento della metafisica e con essa
anche di Nietzsche stesso che ne sarebbe il compimento. Se invece non c'è soluzione di
continuità nella storia del pensiero (e dell'essere) e il nichilismo è essenzialmente nella
storia dell'essere (quindi non solo l'impossibilità dello svelamento, ma anche l'impossibilità di
svelarne il velamento, insomma l'impossibilità di ripensarlo) allora Nietzsche rappresenta
inevitabilmente il culmine di tutta la filosofia.


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rasema74
messagio Jan 29 2009, 02:22 PM
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CITAZIONE(Sgubonius @ May 29 2008, 07:46 PM) *
Il leone, il grande nichilista che distrugge i valori, è uno spirito libero, tutto è lecito per lui. Purtroppo la massima libertà è un cruccio enorme, è anzi insostenibile, ed è soprattutto una nuova schiavitù: la responsabilità.

Personalmente credo che il problema del Leone sia un altro...
La massima liberta' e' insostenibile non per lui ma per la societa' con cui avra' a che fare!
E la nuova schiavitu' e' pittosto la gabbia dove sbatteranno il povero Leone
appena si sara' permesso di torcere un solo capello a qualche Cammello di passaggio!
(o magari anche per molto meno...)

Normalmente quando un personaggio simile, per cui tutto e' lecito,
si trova in una situazione "normale", non passa molto che viene intercettato da
una volante della polizia con un'ambulanza al seguito!

Il problema del passaggio dal Leone al Fanciullo credo sia un altro.
E cioe' come estirpare la rabbia (il Leone che ride...)
Se infatti il Leone non ha piu' in se' la rabbia,
allora non sara' piu' pericoloso ne' per gli altri ne' per se stesso,
e avra' molte piu' probabilita' di tornare a casa senza la faccia gonfia di schiaffi!

E devo dire che sul come estirpare la rabbia il nostro caro Nietzsche non era molto bene informato...
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lou
messagio Jan 29 2009, 03:04 PM
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carissimo ras
spero che il tempo laggiù ti sia lieve e propizio!
( é lo stesso augurio che faccio anche a me, il più alto!)


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rasema74
messagio Jan 30 2009, 04:40 AM
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Ciao Lou,
dopo due mesi di sbattimenti ad esaudire i desideri
di mio fratello e di Alex, il mulo di Trieste, sono solo
soletto, in un bel posticino qui a Bangkok, e credo che ci
restero' almeno per una settimana.
E siccome il prode Federico e' qui con me,
mi sa che verro' sul forum spesso in questi giorni!
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Sgubonius
messagio Jan 30 2009, 03:41 PM
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CITAZIONE(rasema74 @ Jan 29 2009, 02:22 PM) *
Il problema del passaggio dal Leone al Fanciullo credo sia un altro.
E cioe' come estirpare la rabbia (il Leone che ride...)
Se infatti il Leone non ha piu' in se' la rabbia,
allora non sara' piu' pericoloso ne' per gli altri ne' per se stesso,
e avra' molte piu' probabilita' di tornare a casa senza la faccia gonfia di schiaffi!


"Die Wüste wächst: Weh dem der Wüsten birgt!"

Il deserto cresce: guai a chi alberga deserti!

Il problema del passaggio al bambino è IL problema per antonomasia credo in Nietzsche!
Il leone ha sconfitto il drago del Tu devi e quindi non deve certo andare a fare i conti con una morale del cammello o con degli schiaffi e del risentimento, non è questo il problema del leone a mio avviso. Il leone crea il deserto, annulla ogni tu devi e spiana la strada all'io voglio, ma il leone non è in grado di creare, di far fiorire questo deserto.
Il rischio del leone è di autodistruggersi, alla Schopenhauer (non a caso il leone dice "io voglio", la volontà aspirazione senza fine nè scopo!), in un nichilismo passivo, incapace di "volere la sua volontà" (volontà di potenza, che spesso è anche detta volontà di volontà infatti) e quindi ucciso affamato dal suo stesso deserto.

Bisogna essere pericolosi, per se stessi e per gli altri.


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"Innocenza è il fanciullo e oblio, un nuovo inizio, un giuoco, una ruota ruotante da sola, un primo moto, un sacro dire di sì"
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lou
messagio Jan 30 2009, 04:07 PM
Messaggio #20


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CITAZIONE(rasema74 @ Jan 30 2009, 04:40 AM) *
Ciao Lou,
E siccome il prode Federico e' qui con me,
mi sa che verro' sul forum spesso in questi giorni!


si dai...hai visto le mie foto? dimmi se ti piacciono
hai visto il mio nuovo avatar? è nerissa di questo godward che muore suicida a 61 anni
perchè ormai era passato di moda..è fantastico il suo atteggiamento languido
in un'ora che nopn sai se è d'addio o di ritorno...

scegliti un avatar..è più bello il messaggio

a sgubonius parla di friedrich
a me parla dei luoghi

sai ho scoperto una cosa di friedrich sui luoghi che prima o poi ti scriverò


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