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Versione completa: Pensare il Cristianesimo dopo Nietzsche
Friedrich Wilhelm Nietzsche Forum > Friedrich Wilhelm Nietzsche > Nietzsche Pensiero
Pagine: 1, 2
Sandro
Pensare il Cristianesimo dopo Nietzsche, secondo il punto di vista di Vattimo.
Voglio fare chiarezza su questo concetto e vi invito a dicuterne.Vi chiedo di aiutarmi.
Non ho capito bene se Vattimo considera l'influenza del pensiero di Nietzsche
come una opportunità per risanare o rinvigorire il cristianesimo. Dato che Vattimo è
credente oltre che ad essere un grande studioso di Nietzsche mi pongo questa domanda.
Saluti
AndreaF.
Bella proposta. Essere esaustivi è difficile, le cose verranno man mano nella discussione:

1) Vattimo è credente?
Tempo fa lo ascoltai dire "sono ateo proprio perchè sono cristiano".
Il che è sicuramente bizzarro ma di chiara ascendenza nietzschiana, si pensi semplicemente all crepuscolo degli Idoli.

2) Cristianesimo
Pensare il Cristianesimo oggi per Vattimo significa pensarlo dopo la Morte di Dio e quindi dopo la fine della metafisica. Ma c'è di più: è stato Gesù stesso a liberarci dagli idoli e riproporci la domanda di verità. Il cristianesimo ha un "vocazione secolarizzante".

Per ben spiegarmi vi linko un blog di un amico, in cui abbiamo discusso del tema.
Lui è molto bravo e sicuramente troverete facili chiarimenti (con le mie obiezioni eheh)

http://emiliocorriero.blogspot.com/2007/12...alta-laico.html
Sandro
CITAZIONE(AndreaF. @ Mar 7 2008, 11:31 AM) *
Bella proposta. Essere esaustivi è difficile, le cose verranno man mano nella discussione:

1) Vattimo è credente?
Tempo fa lo ascoltai dire "sono ateo proprio perchè sono cristiano".
Il che è sicuramente bizzarro ma di chiara ascendenza nietzschiana, si pensi semplicemente all crepuscolo degli Idoli.

2) Cristianesimo
Pensare il Cristianesimo oggi per Vattimo significa pensarlo dopo la Morte di Dio e quindi dopo la fine della metafisica. Ma c'è di più: è stato Gesù stesso a liberarci dagli idoli e riproporci la domanda di verità. Il cristianesimo ha un "vocazione secolarizzante".

Per ben spiegarmi vi linko un blog di un amico, in cui abbiamo discusso del tema.
Lui è molto bravo e sicuramente troverete facili chiarimenti (con le mie obiezioni eheh)

http://emiliocorriero.blogspot.com/2007/12...alta-laico.html



Grazie per la riposta che con calma leggo bene .
Intanto, ti invio una recensione legata a questo contesto:
link sorgente:
http://www.uaar.it/ateismo/opere/162.html


Ho detto che vattimo è credente perchè da come puoi leggere tu stesso qui sotto:
CITAZIONE
una vera e propria ostilità del Vattimo credente nei confronti dell’ateo Arcais
Recensione:
CITAZIONE

Il nostro tempo vede riaccendersi una forte contrapposizione tra pensiero razionale e religioni, con scontri e confronti a volte durissimi su etica, scienza, democrazia, laicismo, dove il grande assente è spesso il dialogo. In una situazione di sostanziale stallo, è interessante questa sorta di “esperimento filosofico” – quasi una riedizione dei salotti illuministi – in cui si incontrano (e scontrano) tre intellettuali diversi, per formazione e idee, come d’Arcais, Onfray e Vattimo.

Il testo comprende tre discorsi introduttivi di ognuno degli autori, cui seguono una serie di capitoli di dibattiti – che rappresentano il nocciolo del libro –, il tutto concluso da tre poscritti “ciechi” (ovvero, stilati senza alcuna visione di ciò che avrebbero scritto gli altri). Tutto ha un che di non sistematico, con notevoli digressioni, punti poco chiariti e accantonati, detti e non detti, in bilico nel dispensare perle fulminanti e conclamare banalità (e assurdità): questa caratteristica, che potrebbe apparire un limite, testimonia in maniera vivida la complessità e la passione del dibattito, rispecchia proprio la ratio del confronto, una specie di moderno simposio nella casa torinese di Arcais, svoltosi nel dicembre del 2006.


Tutto sembra promettere bene, all’insegna di un grande confronto filosofico tra figure di spicco (e in un certo senso, le promesse del libro vengono mantenute): ma il dibattito si infrange su una cortina di incomprensione, a tratti una vera e propria ostilità del Vattimo credente nei confronti dell’ateo Arcais (cui non risparmia mai punzecchiature – invero, distorcendone le posizioni), con Onfray che si pone come una sorta di raccordo tra i due, a volte appoggiando il primo.

Se d’Arcais esordisce con un “sappiamo tutto” volutamente provocatorio, affermando che l’ateismo «dovrebbe essere, già da molto tempo, l’orizzonte “normale” e addirittura ovvio della filosofia» (specie dopo Hume e Darwin), Vattimo controbatte accusando ingenerosamente il primo di «assolutismo scientista», quasi di “imperialismo intellettuale” (che farebbe il paio all’imperialismo capitalistico degli USA), e rifacendosi a una tradizione religiosa e metafisica che ritiene relativisticamente “razionale” e che proclama insostituibile e irrinunciabile. Onfray – pur confermando il suo ateismo – accoglie alcune considerazioni di Vattimo in merito alla pluralità di “ragioni” e di “verità”, ponendo la necessità di «riconsiderare la questione della ragione».


La questione dei valori etici diventa un punto di attrito molto forte, perché è il nocciolo della questione: Vattimo tenta di ricollegare i caratteri della modernità (secolarizzazione, diritti umani, laicità, uguaglianza) al cristianesimo, considerandoli inconcepibili senza quel fulcro storico che sarebbe l’Incarnazione, arrivando a dire cose abbastanza discutibili del tipo «Il vero cristianesimo di quel momento era la Rivoluzione» (francese). Valgono in realtà a poco le puntualizzazioni di Arcais sulle contraddizioni della teologia e le serrate critiche sulla storia del cristianesimo di Onfray, che Vattimo bellamente ignora, riducendo la sua fede ai minimi termini, come una «proposta della carità».


Il ritorno del religioso è un’altra questione trattata; secondo Arcais, ciò è motivato non solo dalle classiche paure umane, ma in generale, oggi, dalla «crisi della politica, la sottrazione di cittadinanza, il potere autoreferenziale della gilda dei politici di professione, e il “fare establishment” di questo potere con quello affaristico (ma anche mafioso, ormai) e mediatico. E la frustrazione di massa che ne consegue». Secondo Onfray, l’etologia in particolare può essere uno spunto per fondare la genealogia dei valori, spiegando le dinamiche di gruppo e quindi quelle politiche. Ma Arcais ha una visione più volontaristica, che valorizza la scelta umana e meno il determinismo; Vattimo invece gli contesta di non poter costruire in maniera logica dei valori atei, perché si ostinerebbe a non comprendere la “grazia”.


La politica deve rispondere alle sfide lanciate dal ritorno del religioso, soprattutto considerando l’aggressività di un certo islam. Arcais e Onfray ribadiscono il rigetto del multiculturalismo, in nome di un’impostazione laica e fondata sui diritti umani, dato che «in nome dell’eguale dignità delle culture si sopprime l’eguale dignità degli individui», mentre per Vattimo questa politica sarebbe l’anticamera dell’imperialismo. La soluzione di Vattimo? «Si può solo sperare che il cristianesimo si “diffonda”, come l’Occidente, in quanto religione via via meno “religiosa”, ridotta all’osso della carità».


Un ruolo particolare, nella costruzione della società del futuro, lo ha ovviamente la scuola. Per Onfray e Arcais l’istruzione deve educare allo spirito critico, alla riflessione, alla convivenza civile – di qui il ruolo particolare riservato alla scienza e alla filosofia – ma Vattimo teme l’imposizione di una sorta di “verità di Stato” di matrice tecno-scientista e utile all’imperialismo occidentale – arrivando persino a scandalizzarsi quando Arcais nega che il creazionismo possa essere imposto nelle scuole in quanto dottrina non scientifica. All’incalzare dei sofismi di Vattimo – che accosta addirittura la questione dell’aborto ai bombardamenti in Iraq – Arcais riserva una stilettata da antologia: «Le obiezioni che mi stai facendo sono le stesse che mi ha rivolto Rocco Buttiglione». Il problema è che ha una bella fetta di ragione.


Il relativismo esasperato di Vattimo, che non sembra accettare una concreta distinzione tra religioni, idee irrazionali e discipline fondate su metodi più attendibili, ha i suoi limiti, tanto che Arcais ribatte: «nella pratica, tu stesso, Gianni, accetti queste verità [scientifiche], ogni volta che accendi la luce…».


Insomma, più che un dibattito, questo libro rischia a tratti di diventare un dialogo tra sordi. Comunque, lascia almeno delle opzioni: l’ateo razionalista e illuminista apprezzerà la granitica andatura di Arcais; per un ateo più sghembo e disincantato andrà bene Onfray; l’agnostico scetticissimo o il credente fai da te preferiranno Vattimo.

Dato che il recensore è chiaramente fazioso, propendendo tra l’Onfray e il d’Arcais, conclude così. Le esternazioni di Vattimo lasciano a volte basiti: il suo “cristianesimo” bricolage – secolarizzato, rammodernato e decontestualizzato –, venato di Nietzsche, post-comunismo e iper-relativismo, ostinatamente cristocentrico, è per certi versi l’espressione filosofica di quella confusione che caratterizza una certa cultura dell’odierna sinistra, un pensiero “debole” – quello sì – che di fatto spiana la strada a quello “forte” di Ratzinger e compagnia – e di cui in fondo è figlio.
NIHILO
Come si fa a pensare un cristianesimo dopo la morte di Dio?
Come si fa a pensare ad un cristianesimo secolarizzante quando Gesù per
primo sentenziava: "il mio regno non è di questo mondo"?
Posizioni siffatte giustificano totalmente la tesi nicciana, poi freudiana
e girardiana che Dio è stato assassinato - invito a leggere lo splendido
"il capro espiatorio" di Giràrd-.
Il filo concettuale sarebbe questo: " mah, ho ucciso Tizio, però ora ho lavato il coltello,
e la mia casa è piena di quadri raffiguranti la sua immagine. Tizio non c'è più, pero lui stesso
ci avrebbe detto: "uccidetemi, avanti, poi vivrete tranquilli".
Come diceva Dostoèvskij "Se Dio non esiste, tutto è lecito".
Ecco, posizioni siffatte implicitamente raccomandano: "fate tutto quel che volete, l'importante
è che ricordiate ogni tanto di essere cristiani".
Beh, molto comodo....gli atei devoti......, se non sapessi di certo che questa è furbizia
la chiamerei schizofrenia.
A ciascuno il suo: o si è atei o si è devoti: Nietzsche è il profeta del senso della terra,
Cristo è il profeta della redenzione e della salvezza.
Sono due piani che non si possono incontrare dal punto di vista filosofico-teoretico.
Nichilismo secondo me vuol dire prorio ignorare questa antitesi decisiva per la storia
dell'Occidente, talchè chi vuole muovere il passo fatidico del superamento, lo faccia,
assumendosene tutte le responsabilità, chi non vuole rimanga al di quà di questa linea
di confine, ma non si illuda o finga di illudersi.
nemo
Ah però!!!

niente male!

davvero niente male...
Sandro
Vi riporto un testo che vi può stimolare:
CITAZIONE
Il cristianesimo di Vattimo, se per molti aspetti si accorda con quello di Girard – e al quale in realtà deve molto - è fortemente radicato nel principio dell’amore e della carità contro ogni forma d’autorità. Per il filosofo torinese, l’atto di voler definire una natura umana, di fissare un principio universale che regola l’agire degli uomini è violento e autoritario. Così come lo era stato per Nietzsche e per Heidegger, qualunque fissazione di strutture è per Vattimo un atto di autorità, e quindi sostanzialmente un atto anticristiano. C’è un’essenza dinamica e rivelativa nel Cristianesimo e il fine della storia e lo scopo della vita è ridurre sempre più i limiti. Ecco perché riprende e “tira” il discorso girardiano verso una dinamicità consumativa del Cristianesimo: sempre meno “idoli”, sempre più “ateismo”. Da qui lo slogan preferito di Vattimo: “grazie a Dio sono ateo”, dove l’ateismo è da intendersi come abbandono di qualsiasi forma di fissità dell’essere, in senso sia religioso che filosofico.


Preso da questo link:
http://www.aifr.it/pagine/letture/046.html

ciao
NIHILO
Ciao, Sandro, colgo l'occasione per salutarti
per la prima volta.
D'accordo, no agli irrigidimenti dogmatici, ma un conto
è il dogmatismo, un conto è la confusione, la totale
- non dico parziale - mancanza di corenza, il guazzabuglio
concettuale.
Io preferisco le analisi e le rispettive posizioni di Heidegger
e Severino.
NIHILO
CITAZIONE(nemo @ Mar 7 2008, 01:25 PM) *
Ah però!!!

niente male!

davvero niente male...

se ti riferisci al mio intervento ti ringrazio,
nemo.
Sandro
Anche io preferisco Heidegger
CITAZIONE
Il colpo più duro contro Dio non consiste nel ritenerlo inconoscibile(...) ma nell ’innalzarlo a supremo valore
Il fatto che il cristianesimo è antidogmatico e per natura contro ogni forma di idolatria non vuol dire che abbia provocato la "secolarizzazione" che è tutta un'altra cosa. Mi sembra strano che vattimo abbia dato un'interpretazione confusionaria per giustificare un cristianesimo totalmente "libero" e "ateo" alla stesso tempo. Sono interpretazioni un po' rischiose quelle di Vattimo?

Mi dite per favore quali sono le posizioni "più condivisibili" di Heidegger dietro l'influenza di Nietzsche?

Saluti

Ti rinvio,caro NIHILO, i miei saluti e grazie per l'interesse


CITAZIONE(NIHILO @ Mar 7 2008, 01:53 PM) *

Ciao, Sandro, colgo l'occasione per salutarti
per la prima volta.
D'accordo, no agli irrigidimenti dogmatici, ma un conto
è il dogmatismo, un conto è la confusione, la totale
- non dico parziale - mancanza di corenza, il guazzabuglio
concettuale.
Io preferisco le analisi e le rispettive posizioni di Heidegger
e Severino.
nemo
CITAZIONE(NIHILO @ Mar 7 2008, 02:11 PM) *
se ti riferisci al mio intervento ti ringrazio,
nemo.


al tuo intervento, certo

del quale, condivido ogni parola.
Sandro
Leggetivi questo link:

Meglio Nietzsche o il cristianesimo?

http://www.corrispondenzaromana.it/articol...tianesimo-.html

Qualcuno di voi ha letto questo testo:
René Girard, Giuseppe Fornari, Il caso Nietzsche. La ribellione fallita dell’anticristo, Marietti,2002

ciao
Sandro
CITAZIONE
Nietzsche è il profeta del senso della terra,
Cristo è il profeta della redenzione e della salvezza.


E chi ti dice che il << senso della terra>> non possa incrociarsi
in qualche modo con la <<redenzione>> o <<la salvezza>>
Il paradasso è proprio questo. Come sostiene Cristina Ferroni, perchè Girard è << cattolico ma anche nietzschiano>> e <<vede nel filosofo dell’anticristo il più grande teologo dopo San Paolo.>>?
Gesù è salito sulla croce perchè non via sia l'inferno sulla terra e quindi si rivolge a uno <<stile di vita>> legato a un <<senso della terra>> in cui :<<Così come lo era stato per Nietzsche e per Heidegger, qualunque fissazione di strutture è per Vattimo un atto di autorità, e quindi sostanzialmente un atto anticristiano.>>(C. Ferroni)
Capisco che non si può sinteitizzare in questo modo e che il <<senso della terra >> di Nietzsche non è quello cristiano ma a volte Zarathustra sembra così <<cristiano>> e Cristo così <<dionisiaco>>.
Saluti
Luigi
Il pensiero di Nietzsche credo sia anche anti-cristiano..mi sembra assurdo voler vedere nell'anti-assolutismo e nell'ostilità alla 'fissazione di strutture'(anti-dogmatismo)di Nietzsche una forma di cristianesimo e di tolleranza totale in senso 'pluralistico'...per Nietzsche questa forma di scetticismo è una forma di paralisi della volontà-a tal proposito mi riferisco all'aforisma 208 di 'Al di là del bene e del male'..senza dimenticare,sia chiaro, che Nietzsche stesso è scettico,ma in un modo ben diverso.Ma Nietzsche e Cristianesimo sono ben poco conciliabili,le ultime opere a partire da 'Al di là del bene...'oltretutto in molti passi sono anti-democratiche ed anti-cristiane in maniera esplicita.
AndreaF.
C'è da dire una cosa: sul cristianesimo è stato detto di tutto, così come su gesù di nazareth.

(Purtroppo) definire cos'è il cristianesimo diviene problematico perchè ognuno può appoggiarsi su un aspetto diverso.
D'altronde è la molteplicità stessa la forza del Deus-trinitas.... o no?
NIHILO
CITAZIONE(Sandro @ Mar 8 2008, 07:21 PM) *
E chi ti dice che il << senso della terra>> non possa incrociarsi
in qualche modo con la <<redenzione>> o <<la salvezza>>
Il paradasso è proprio questo. Come sostiene Cristina Ferroni, perchè Girard è << cattolico ma anche nietzschiano>> e <<vede nel filosofo dell’anticristo il più grande teologo dopo San Paolo.>>?
Gesù è salito sulla croce perchè non via sia l'inferno sulla terra e quindi si rivolge a uno <<stile di vita>> legato a un <<senso della terra>> in cui :<<Così come lo era stato per Nietzsche e per Heidegger, qualunque fissazione di strutture è per Vattimo un atto di autorità, e quindi sostanzialmente un atto anticristiano.>>(C. Ferroni)
Capisco che non si può sinteitizzare in questo modo e che il <<senso della terra >> di Nietzsche non è quello cristiano ma a volte Zarathustra sembra così <<cristiano>> e Cristo così <<dionisiaco>>.
Saluti

.....senso della terra sta per negazione di qualunque trascendenza,
di qualunque aldilà della terra.Poi coi sofismi si può giustificare tutto,
ma se già il tuo discorso viene vagliato secondo i canoni della logica
formale, è di per sè contraddittorio.
NIHILO
CITAZIONE(Sandro @ Mar 8 2008, 07:21 PM) *
E chi ti dice che il << senso della terra>> non possa incrociarsi
in qualche modo con la <<redenzione>> o <<la salvezza>>
Il paradasso è proprio questo. Come sostiene Cristina Ferroni, perchè Girard è << cattolico ma anche nietzschiano>> e <<vede nel filosofo dell’anticristo il più grande teologo dopo San Paolo.>>?
Gesù è salito sulla croce perchè non via sia l'inferno sulla terra e quindi si rivolge a uno <<stile di vita>> legato a un <<senso della terra>> in cui :<<Così come lo era stato per Nietzsche e per Heidegger, qualunque fissazione di strutture è per Vattimo un atto di autorità, e quindi sostanzialmente un atto anticristiano.>>(C. Ferroni)
Capisco che non si può sinteitizzare in questo modo e che il <<senso della terra >> di Nietzsche non è quello cristiano ma a volte Zarathustra sembra così <<cristiano>> e Cristo così <<dionisiaco>>.
Saluti

Gìrard è in primo luogo cristiano, e vede in Nietzsche un pensatore estremamente
onesto, perchè primo tra tutti i pensatori dell'occidente ha parlato chiaramente di
assassinio di Dio.Egli considera Nietzsche un teologo dell'assassinio di Dio,
ma teologo come lo era Heidegger, cioè un filosofo che ha analizzato a fondo le problematiche
legate alla morte di Dio.
DUNKEL SIND DIE WEGE DER GOTTLOSEN
Sandro
CITAZIONE(NIHILO @ Mar 10 2008, 08:39 AM) *
.....senso della terra sta per negazione di qualunque trascendenza,
di qualunque aldilà della terra.Poi coi sofismi si può giustificare tutto,
ma se già il tuo discorso viene vagliato secondo i canoni della logica
formale, è di per sè contraddittorio.


Eppure Heidegger considera Nietzsche l'<<ultimo metafisico>>...

CITAZIONE
.....senso della terra sta per negazione di qualunque trascendenza,
di qualunque aldilà della terra


E' esattamente quello che sostiene vattimo quando dice :-Grazie a Dio sono ateo-
ciao
NIHILO
CITAZIONE(Sandro @ Mar 10 2008, 09:28 AM) *
Eppure Heidegger considera Nietzsche l'<<ultimo metafisico>>...
E' esattamente quello che sostiene vattimo quando dice :-Grazie a Dio sono ateo-
ciao

Sì, ma lo considera un metafisico "del divenire"
- imprimere al divenire il carattere dell'essere- e in questo,
seguito da Loewith, scorge un'antinomia del suo filosofare.
Non posseggo neanche un infinitesimo della dottrina di Vattimo,
ma questa sua frase non è forse un sofisma, una - come la chiamerebbe
Kant - anfibolia, e dunque in sè contraddittoria?
Un saluto.
Sandro
Forse, questo link prò chiarire meglio tutto

René Girard – Gianni Vattimo, Verità o fede debole? Dialogo su cristianesimo e relativismo.
http://www.recensionifilosofiche.it/crono/...ard-vattimo.htm

ciao
NIHILO
CITAZIONE(Sandro @ Mar 10 2008, 10:26 AM) *
Forse, questo link prò chiarire meglio tutto

René Girard – Gianni Vattimo, Verità o fede debole? Dialogo su cristianesimo e relativismo.
http://www.recensionifilosofiche.it/crono/...ard-vattimo.htm

ciao

http://www.forma-mentis.net/Filosofia/Severino.html
NIHILO
Ciò che amo tantissimo di Giràrd è che lui
è stato il primo intellettuale della storia ad
affermare apertamente ciò che tutti gli altri
implicitamente sottendevano, e cioè che
qualunque ordine sociale si fonda "sulla
pelle di un solo innocente".
E' terribilmente vero, "l'assassinio fondatore"
è un dato antropologico inconfutabile.
Io, stavolta con Freud, credo, a differenza del
cattolico e cristiano Giràrd, che questo totem non si
possa sradicare.
Colui che ha trovato
CITAZIONE(NIHILO @ Mar 7 2008, 12:32 PM) *
Nietzsche è il profeta del senso della terra.


Un bel canto in un mare che mugghia... una luce in una valle dell'oblio.
lou
CITAZIONE(NIHILO @ Mar 7 2008, 12:32 PM) *
Nietzsche è il profeta del senso della terra,
Cristo è il profeta della redenzione e della salvezza.
Sono due piani che non si possono incontrare dal punto di vista filosofico-teoretico.


e invece si, perchè si può appartenere pienamente alla terra mirando alle cose del cielo, come al sottosuolo
perchè se la terra e il sottosuolo sono frutto della Creazione..come possono essere qualcosa di malevolo??

io non riesco a leggere di vattimo
o della posizione di severino
ma ho un mio pensiero di cattolicaromana
che spero nn sia eresia

Premessa:
Il mio Maestro mi ha insegnato che tutto ciò che accade o Dio lo vuole o Dio lo permette

dunque perchè ha permesso che il pensiero di Nietzsche imprintasse di sè questo secolo e forse quelli a venire?
dove si situa il valore da trattenere come bagaglio per la storia culturale dell'uomo?

Io ho trovato la risposta nella sottolineatura che N. fa dell'amore per il sè umano, qui e ora
lou
Gesù Cristo aveva detto: « Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. "

e poi «Chi mi segue ha la vita eterna e il centuplo quaggiù»

ora...da piccoli ci hanno insegnato che l'amore per il prossimo era il bene più grande da perseguire, annullarsi negli altri portava alla redenzione dell'anima...

penso invece che da Nietzsche i cattolici possano imparare invece l'amore per il proprio sè ..perchè...come si può rendere vero quel comandamento che Cristo ci ha detto, ama il prossimo come te stesso, se poi nn amiamo il valore di noi e ci spendiamo totalmente negli altri? perchè annullarsi quando Dio è venuto ad assumere la nostra finitezza di uomo e ha voluto diventare carne e sangue e nn linfa o radice? se Dio ci ha amato perchè noi dobbiamo disprezzare noi stessi??

buona domenica delle palme
nemo
CITAZIONE(lou @ Mar 16 2008, 09:58 AM) *
se Dio ci ha amato perchè noi dobbiamo disprezzare noi stessi??


e soprattutto:

perchè avere bisogno di un dio?
AndreaF.
CITAZIONE(nemo @ Mar 16 2008, 10:33 AM) *
e soprattutto:

perchè avere bisogno di un dio?


Di un Dio si può avere bisogno per svariati motivi, soprattutto.. come dire.. "esistenziali", no?
C'è bisogno di un Dio che risponda.

Però a mio avviso ostinarsi a leggere tutta la questione attraverso la dinamica domanda-risposta è fuorviante o almeno poco credibile.

Sicuramente questo tipo di critica, che ha avuto un picco in Feuerbach e Freud, non solo colpisce uno dei punti nevralgici della questio religiosa, ma dovrebbe essere assunta interamente da ognuno -soprattutto dai credenti- poichè smaschera l'atteggiamento meno autentico, ovvero l'idolatria.
Come è stato giustamente detto, l'uomo tenta di "proiettare", di catalizzare le risposte di ciò che gli risulta incomprensibile in un essere o in qualcosa di divino che possa soddisfarle tutte. Addirittura, nel tentativo di completezza, come sottolineava Bayle, si giunge ad assegnare a Dio attributi "incompatibili" tra loro. Certamente questo tipo di approccio è facilitato dall'idea del Dio personale.

Tuttavia ben s'intende che risolvere tutto in questa dinamica a cui, grosso modo, soggiace ogni grande religione, è parziale, perchè non si tiene conto di tutto ciò che ruota intorno a questo mondo, di tutta la razionalità e sincerità.

Ecco che, permettimi, la tua domanda "perchè avere bisogno di un dio?" non penso porti molto lontano.


Ciao
Sandro
CITAZIONE(lou @ Mar 16 2008, 09:53 AM) *
e invece si, perchè si può appartenere pienamente alla terra mirando alle cose del cielo, come al sottosuolo
perchè se la terra e il sottosuolo sono frutto della Creazione..come possono essere qualcosa di malevolo??

io non riesco a leggere di vattimo
o della posizione di severino
ma ho un mio pensiero di cattolicaromana
che spero nn sia eresia

Premessa:
Il mio Maestro mi ha insegnato che tutto ciò che accade o Dio lo vuole o Dio lo permette

dunque perchè ha permesso che il pensiero di Nietzsche imprintasse di sè questo secolo e forse quelli a venire?
dove si situa il valore da trattenere come bagaglio per la storia culturale dell'uomo?

Io ho trovato la risposta nella sottolineatura che N. fa dell'amore per il sè umano, qui e ora


In base a queste parole riporto una parte di un mio piccolo articolo in merito

CITAZIONE
Un aspetto importante che invece può provocare in futuro il pensiero di Nietzsche è per certi versi la riscoperta di una creativa cristianità, al momento poco valorizzata, che dovrebbe risorgere dalle ceneri di questo sistema massificante e pianificato.
Gran parte della contestazione nietzscheana è storicamente servita ad esprimere la funzione creativa e distruttiva della volontà di potenza e non ad eleggere un superuomo pagano che non è umanamente possibile e tanto meno concretizzabile nella moderna struttura sociale, dove nichilismo e mercato sono una cosa sola. Paradossalmente, il cristianesimo è destinato a tornare come guida ma in una veste rinnovata e vitale che nemmeno Nietzsche si sarebbe mai immaginato. Con una maggiore apertura del cristianesimo possiamo finalmente esprimere nuovi valori in un contesto tale da ispirare quell'equilibrio dionisiaco-apollineo tanto caro a Nietzsche. Di conseguenza, il grande filosofo tedesco ha involontariamente stimolato il cristianesimo. Quando Nietzsche afferma che quello che «si fa per amore, è sempre al di là del bene e del male» finisce inevitabilmente per incoraggiare un'etica evangelica anche se questo può sembrare apparentemente assurdo. Spesso si parla di Nietzsche in funzione completamente anticristiana, ma se si studia a fondo questo pensatore si finisce per comprendere nel tempo che il suo pensiero non mira proprio alla totale distruzione dei principi cristiani ma viceversa si tratta, in parte e in un certo senso, di una innovativa reinterpretazione di alcuni importanti ideali evangelici, anche se ciò è difficilmente comprensibile. Non a caso «Girard è un filosofo emblematico: cattolico ma anche nietzschiano, che vede nel filosofo dell’anticristo il più grande teologo dopo San Paolo» (Cristina Ferroni). Si pensi per esempio all'idea di Gianni Vattimo riguardo allo sviluppo di un cristianesimo comprensivo e libertario che tiene conto dell'esperienza del pensiero di Nietzsche. Difatti, Cristina Ferroni scrive che «il cristianesimo di Vattimo, se per molti aspetti si accorda con quello di Girard – al quale in realtà deve molto - è fortemente radicato nel principio dell’amore e della carità contro ogni forma d’autorità. Per il filosofo torinese, l’atto di voler definire una natura umana, di fissare un principio universale che regola l’agire degli uomini è violento e autoritario. Così come lo era stato per Nietzsche e per Heidegger, qualunque fissazione di strutture è per Vattimo un atto di autorità, e quindi sostanzialmente un atto anticristiano».
Come il pensiero umanistico-rinascimentale ha provocato una forte emancipazione nella mentalità cristiana, così deve accadere anche con alcuni aspetti del pensiero di Nietzsche, per favorire un cristianesimo dinamico, aperto e totalmente attivo nell'amore verso il prossimo. Si tratta di una riscoperta ispirata a quel "dionisismo cristiano" vissuto con entusiasmo dai primi cristiani, privo di fariseismo e sempre pronto a diffondere ovunque amore, libertà e vitalismo. E' realmente possibile vivere, in quest'ottica di idee legate a una particolare e sana influenza nicciana, un cristianesimo rinforzato, capace di sollecitare nell'uomo la potenza creativa della spiritualità.

Link sul "cristianesimo di vattimo"

http://www.caffeeuropa.it/attualita01/133l...ta-vattimo.html

Saluti
nemo
CITAZIONE(AndreaF. @ Mar 16 2008, 12:42 PM) *
Di un Dio si può avere bisogno per svariati motivi, soprattutto.. come dire.. "esistenziali", no?
C'è bisogno di un Dio che risponda.



Però a mio avviso ostinarsi a leggere tutta la questione attraverso la dinamica domanda-risposta è fuorviante o almeno poco credibile.

Sicuramente questo tipo di critica, che ha avuto un picco in Feuerbach e Freud, non solo colpisce uno dei punti nevralgici della questio religiosa, ma dovrebbe essere assunta interamente da ognuno -soprattutto dai credenti- poichè smaschera l'atteggiamento meno autentico, ovvero l'idolatria.
Come è stato giustamente detto, l'uomo tenta di "proiettare", di catalizzare le risposte di ciò che gli risulta incomprensibile in un essere o in qualcosa di divino che possa soddisfarle tutte. Addirittura, nel tentativo di completezza, come sottolineava Bayle, si giunge ad assegnare a Dio attributi "incompatibili" tra loro. Certamente questo tipo di approccio è facilitato dall'idea del Dio personale.

Tuttavia ben s'intende che risolvere tutto in questa dinamica a cui, grosso modo, soggiace ogni grande religione, è parziale, perchè non si tiene conto di tutto ciò che ruota intorno a questo mondo, di tutta la razionalità e sincerità.

Ecco che, permettimi, la tua domanda "perchè avere bisogno di un dio?" non penso porti molto lontano.
Ciao



fammi capire: tu ammetti che è solo una fantasia, una tua proiezione?

ma allora...va bene anche la droga o l'acool

ah già...quelli fanno male...
NIHILO
CITAZIONE(lou @ Mar 16 2008, 09:53 AM) *
e invece si, perchè si può appartenere pienamente alla terra mirando alle cose del cielo, come al sottosuolo
perchè se la terra e il sottosuolo sono frutto della Creazione..come possono essere qualcosa di malevolo??

io non riesco a leggere di vattimo
o della posizione di severino
ma ho un mio pensiero di cattolicaromana
che spero nn sia eresia

Premessa:
Il mio Maestro mi ha insegnato che tutto ciò che accade o Dio lo vuole o Dio lo permette

dunque perchè ha permesso che il pensiero di Nietzsche imprintasse di sè questo secolo e forse quelli a venire?
dove si situa il valore da trattenere come bagaglio per la storia culturale dell'uomo?

Io ho trovato la risposta nella sottolineatura che N. fa dell'amore per il sè umano, qui e ora

Questo tuo discorso si basa sul postulato dell'esistenza di Dio
- se Dio ha permesso che - donde trae la sua consequenzalità,
ma non tutti accettano questo postulato,...e torniamo sempre
allo stesso punto.
NIHILO
...per terra si intende l'ente nel suo insieme, cioè
l'universo, composto solo da materia - e antimateria -:
questo nella concezione laica, che pertanto esclude il cielo,
cioè l'aldilà.
Non c'è conciliazione, convergenza tra il pensiero di Nietzsche
ed il cristianesimo, si escludono reciprocamente, non ci vedo
nulla di strano.
Penso che la stessa dottrina teologica cattolica ortodossa,
implicitamente o esplicitamente, convenga su questo punto.
Sandro
CITAZIONE(NIHILO @ Mar 17 2008, 09:23 AM) *
...per terra si intende l'ente nel suo insieme, cioè
l'universo, composto solo da materia - e antimateria -:
questo nella concezione laica, che pertanto esclude il cielo,
cioè l'aldilà.
Non c'è conciliazione, convergenza tra il pensiero di Nietzsche
ed il cristianesimo, si escludono reciprocamente, non ci vedo
nulla di strano.
Penso che la stessa dottrina teologica cattolica ortodossa,
implicitamente o esplicitamente, convenga su questo punto.


Nulla in contario ma io non mi riferisco alla vita terrena intesa teologicamente ma a quella vita
terrena vissuta con armonia,equilibrio,amore,gioia. Un rapporto disalienato con la natura e con il prossimo, insomma. Il cristianesimo non ha mai negato questi valori così come non li ha mai negato il paganesimo.
La cristianità cattolica di stampo inquisitorio invece sì. Ma questo è un altro discorso.
Saluti
lou
CITAZIONE(NIHILO @ Mar 17 2008, 08:34 AM) *
Questo tuo discorso si basa sul postulato dell'esistenza di Dio
- se Dio ha permesso che - donde trae la sua consequenzalità,
ma non tutti accettano questo postulato,...e torniamo sempre
allo stesso punto.


naturalmente..non solo perchè io ritengo fondato il postulato
ma perchè stavamo parlando del cristianesimo dopo Nietzsche

Cristo può avere il suo fascino come uomo storico
ma a me interessa unicamente come parte essenziale della Trinità
lou
CITAZIONE(NIHILO @ Mar 17 2008, 09:23 AM) *
Non c'è conciliazione, convergenza tra il pensiero di Nietzsche
ed il cristianesimo, si escludono reciprocamente, non ci vedo
nulla di strano.
Penso che la stessa dottrina teologica cattolica ortodossa,
implicitamente o esplicitamente, convenga su questo punto.



beh.. Nietzsche è vissuto 56 anni di cui alcuni meno consci
nn pensi che il suo pensiero sia poliedrico e dalle molteplici sfaccettature?

continuo dopo nell'esposizione del pensiero
Sandro
Dal sito: "Corso tenuto dal prof. M. Ravera e dal dr. P. D. Bubbio nel secondo semestre 2004 – 2005 presso l’ Università di Torino. Appunti presi, scritti e sistematizzati da Diego Fusaro."

http://www.filosofico.net/filrelsacrificio5.htm

CITAZIONE
Va tuttavia precisato che l’obiettivo polemico di Nietzsche è sempre la religione cristiana, e mai la figura di Cristo: addirittura egli può sostenere che “non c’è nulla di più contrario al Vangelo del sacrificio”


ciao
lou
CITAZIONE(NIHILO @ Mar 17 2008, 09:23 AM) *
Non c'è conciliazione, convergenza tra il pensiero di Nietzsche
ed il cristianesimo, si escludono reciprocamente, non ci vedo
nulla di strano.

Sai Nì, vicende personali mi hanno condotto da Friedrich.
Ho sempre ritenuto, per intuizione visceralmente ancestrale, che le persone ritenute folli dalla pluralità della gente( la folla)
detenessero il dono della profezia. Un folle mi ha portato qui ma nn considero follia il pensiero di un uomo che dice :
"Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di piú sacro e di piú possente il mondo possedeva fino ad oggi, si è dissanguato sotto i nostri coltelli; chi detergerà da noi questo sangue?"
Dentro questo grido incessante non sono certa di trovare una concezione inconciliabile con l'affermazione dell'esistenza di Dio...
lou
io non sono ancora giunta a trovare i raccordi fra il pensiero della tradizione cristiana e il suo,
li intuisco, li annuso, ne sono sulle tracce
il mio obiettivo è trovare l'umano
trovare ciò che identifica nella sua specificità arcaica l'uomo/donna

ne cerco il nocciolo privo della scorza dei secoli e degli orpelli del pensiero
delle ridondanze inutili
se Friedrich mi aiuta in questo lo sfrutto
lou
ad esempio una cosa di lui che mi corrisponde
è la frase di emerson sul frontespizio della prima edizione della gaia scienza/1882

"Per il poeta e il saggio tutte le cose sono amiche e benedette,
ogni esperienza è utile, ogni giorno sacro, ogni uomo divino"

avere fede nell'uomo..io sto imparando questo anche da Friedrich
innovando la tradizione cristiana di una certa qual sfiducia nell'umano così debole e peccatore
così doveroso di espiazione
penso che sia sufficiente la durezza dell vita per dimostrare il nostro valore nell'affrontarla

mi affascina certa sua antropologia che via via sto conoscendo
lou
questo percorso lo ritengo altamente cattolico perchè, come ho già scritto,
Dio ha scelto di assumere carne di uomo, non squame di pesce
se avesse voluto assomigliare ad esseri perfetti sarebbe rimasto Dio ..e basta

poi mi affascinano gli ossimori, le contraddizioni
cioè la compresenza del tutto

trovare Dio in Nietzsche! splendida sfida..nn trovi?
lou
CITAZIONE(nemo @ Mar 16 2008, 10:33 AM) *
perchè avere bisogno di un dio?


ma non è che uno ha bisogno di un Dio!!
solo nn si preclude la possibilità di averne conoscenza
e di contemplarne la maestà

è una conoscenza in più

è come vedere un salice in riva ad un lago e dire:
io nn ne ho bisogno e dunque nn esiste!!!!

ma il salice è lì, indipendentemente da te e dalla tua necessità

se apri lo sguardo non puoi nn notarlo
(e poi dire: ma è bellissimo, maestoso, e guarda... che fronde imponenti ed allo stesso leggere ed aeree
che basta un soffio di brezza a scompigliarle..e poi, e poi che magnifica corteccia, rugosa e forte, chissà quanti insetti vi trovano rifugio!)

certo, a volte capita che, per poter meglio mirare il lago increspato uno si appoggi al fusto del salice..
ma c'è chi invece è così forte e saldo sulle gambe, oppure orgoglioso, che nn s'accosterà mai...

ma anche il salice è un albero orgoglioso..non ha bisogno di uno che non si accorge di lui...
forse o forse no
nemo
CITAZIONE(lou @ Mar 17 2008, 10:58 PM) *
ma non è che uno ha bisogno di un Dio!!
solo nn si preclude la possibilità di averne conoscenza
e di contemplarne la maestà

è una conoscenza in più

è come vedere un salice in riva ad un lago e dire:
io nn ne ho bisogno e dunque nn esiste!!!!

ma il salice è lì, indipendentemente da te e dalla tua necessità

se apri lo sguardo non puoi nn notarlo
(e poi dire: ma è bellissimo, maestoso, e guarda... che fronde imponenti ed allo stesso leggere ed aeree
che basta un soffio di brezza a scompigliarle..e poi, e poi che magnifica corteccia, rugosa e forte, chissà quanti insetti vi trovano rifugio!)

certo, a volte capita che, per poter meglio mirare il lago increspato uno si appoggi al fusto del salice..
ma c'è chi invece è così forte e saldo sulle gambe, oppure orgoglioso, che nn s'accosterà mai...

ma anche il salice è un albero orgoglioso..non ha bisogno di uno che non si accorge di lui...
forse o forse no


Essere umani, non è poi così facile e scontato

è una condizione della mente e del corpo e del cuore

e forse è questo il divino

il divino è essere umani fino in fondo...
NIHILO
CITAZIONE(lou @ Mar 17 2008, 10:32 PM) *
Sai Nì, vicende personali mi hanno condotto da Friedrich.
Ho sempre ritenuto, per intuizione visceralmente ancestrale, che le persone ritenute folli dalla pluralità della gente( la folla)
detenessero il dono della profezia. Un folle mi ha portato qui ma nn considero follia il pensiero di un uomo che dice :
"Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di piú sacro e di piú possente il mondo possedeva fino ad oggi, si è dissanguato sotto i nostri coltelli; chi detergerà da noi questo sangue?"
Dentro questo grido incessante non sono certa di trovare una concezione inconciliabile con l'affermazione dell'esistenza di Dio...

In primo luogo non ho mai dato alcun credito all'adagio
VOX POPULI VOX DEI: ancora oggi molto spesso la cronaca
pone in rilievo come persone assolutamente tranquille siano oggetto
di linciaggio, divengano cioè capri espiatori, solo per questo loro mite
distacco dalle illusioni mondane, e di contro persone considerate pacate
e sagge si rivelino i peggiori delinquenti.
In secondo luogo - e te lo dico in fraterna amicizia, senza neanche
un granello di polemica - chiunque reputa il Nietzsche prima dei fatti
di Torino un folle sbaglia. Era un introverso sì, un solitario sì, ma in ambito
nordico-germanico siffatti tipi psicologici si riscontrano più frequentemente
che da noi.
Nell'aforisma che hai citato secondo me Nietzsche non fa parlare solo sè
stesso, ma tutto l'Occidente, invita, con toni tragici, a prendere atto di una realtà
irreversibile.
Come ha detto una volta il buon Freddie: "Signori, le cose stanno così, cosa
vogliamo fare?".
Per chiudere, ritenere fondato un postulato è una tautologia, un postulato
è per definizione una proposizione non dimostrabile assunta di per sè come
vera: non si esce da questo circolo. La fede è un altro discorso, ed è rispettabile,
per carità.
Ciao nì.
AndreaF.
CITAZIONE(nemo @ Mar 16 2008, 09:49 PM) *
fammi capire: tu ammetti che è solo una fantasia, una tua proiezione?

ma allora...va bene anche la droga o l'acool

ah già...quelli fanno male...


Ritengo l'obiezione completamente fuori luogo.

Ovvero, non ne intendo il senso, probabilmente il problema è mio: proprio non riesco a spiegarmi con te.
nemo
CITAZIONE(AndreaF. @ Mar 20 2008, 08:49 PM) *
Ritengo l'obiezione completamente fuori luogo.

Ovvero, non ne intendo il senso, probabilmente il problema è mio: proprio non riesco a spiegarmi con te.



Di troppe cose "non intendi il senso"...

prova a chiederti il perchè!
AndreaF.
CITAZIONE(nemo @ Mar 20 2008, 09:11 PM) *
Di troppe cose "non intendi il senso"...

prova a chiederti il perchè!


Non intendere il senso di una cosa senza senso forse è l'opzione corretta.
nemo
CITAZIONE(AndreaF. @ Mar 20 2008, 09:25 PM) *
Non intendere il senso di una cosa senza senso forse è l'opzione corretta.


sei un perfetto "rigiratore" di frittate

complimenti!!!
Sandro
Cercare Dio in Nietzsche è uno dei paradossi teologici degli ultimi anni?
A pensarci bene,forse, non lo è. Cristo è stato il più eretico e bestemmiatore mai
esistito per i farisei. Combattere tutte le falsità e ipocrisie è sempre
un grave atto di eresia. Lo hanno fatto Galileo, Giordano Bruno,
San Francesco e Caravaggio, tanto per citare alcuni nomi ma in altri tempi. Ma adesso nell'epoca della
<<morte di Dio>> chi può essere il più eretico contro la modernità prometeica e la cattiva cristianità?
Solo personaggi radicali,atei e rivoluzionari come Nietzsche possono,paradossalmente,
assolvere il compito cristiano di abbattere inutili e mediocri muri di falsità culturali che hanno
eretto ambigue quanto assurde architetture sociali o psicologiche. Ecco perché Nietzsche ha <<stimolato>>il cristianesimo ,anche se in un modo brutale e deviato dal punto di vista cristiano. Se osserviamo bene cosa fa la Chiesa ,in questi giorni di pasqua in cui dovremmo essere allegri per festeggiare la resurrezione del Cristo, notiamo ancora una necrofilia viscerale nel <<Cristo Morto>>
che ci inchioda così tanto da farci dimenticare poi la gioia della rinascita di Dio. Ma questo non è niente se si pensa ancora all'ostinarsi della chiesa in assurdità teologiche come la
<<sempre vergine Maria>> o altre sciocchezze legate a fattori come la claustrofilia
delle monache di clausura. Se si pensa a queste cose, forse Nietzsche è stato il più <<cristiano>> di tutti!
Buona Pasqua!
nemo
CITAZIONE(Sandro @ Mar 21 2008, 09:20 AM) *
Se si pensa a queste cose, forse Nietzsche è stato il più <<cristiano>> di tutti!



E' vero, hai ragione!

Potrà sembrare assurdo e paradossale, ma oggi i più veri "cristiani", sono proprio gli atei!!!
NIHILO
....più che altro la maggior parte degli atei è
coerente con tale principio.
AndreaF.
CITAZIONE(Sandro @ Mar 21 2008, 09:20 AM) *
Cercare Dio in Nietzsche è uno dei paradossi teologici degli ultimi anni?
A pensarci bene,forse, non lo è. Cristo è stato il più eretico e bestemmiatore mai
esistito per i farisei. Combattere tutte le falsità e ipocrisie è sempre
un grave atto di eresia. Lo hanno fatto Galileo, Giordano Bruno,
San Francesco e Caravaggio, tanto per citare alcuni nomi ma in altri tempi. Ma adesso nell'epoca della
<<morte di Dio>> chi può essere il più eretico contro la modernità prometeica e la cattiva cristianità.
Solo personaggi radicali,atei e rivoluzionari come Nietzsche possono,paradossalmente,
assolvere il compito cristiano di abbattere inutili e mediocri muri di falsità culturali che hanno
eretto ambigue quanto assurde architetture sociali o psicologiche. Ecco perché Nietzsche ha <<stimolato>>il cristianesimo ,anche se in un modo brutale e deviato dal punto di vista cristiano. Se osserviamo bene cosa fa la Chiesa ,in questi giorni di pasqua in cui dovremmo essere allegri per festeggiare la resurrezione del Cristo, notiamo ancora una necrofilia viscerale nel <<Cristo Morto>>
che ci inchioda così tanto da farci dimenticare poi la gioia della rinascita di Dio. Ma questo non è niente se si pensa ancora all'ostinarsi della chiesa in assurdità teologiche come la
<<sempre vergine Maria>> o altre sciocchezze legate a fattori come la claustrofilia
delle monache di clausura. Se si pensa a queste cose, forse Nietzsche è stato il più <<cristiano>> di tutti!
Buona Pasqua!



La tua disamina è ampliamente condivisibile da un particolare punto di vista, ovvero quello che sottolinea la paradossalità e la radicale rottura del cristianesimo con la tradizione precedente. Ed è un po' la visione che ne emerse nel 68 o, per esser più raffinati, in pensatori come Kierkegaard.
Tuttavia, ancora una volta, ciò che mi fa dubitare è la pretesa di considerare questo tratto come distintivo, non solo come un elemento essenziale della tradizione cristiana (quale è), ma come come il più proprio, il più vero. E' la stessa tipologia di pensiero che ha portato Kierkegaard ad opporsi alla "chiesa borghese di danimarca" o che, radicalizzato, permette a Vattimo di professare l'ateismo come l'atteggiamento paradossalmente più cristiano.
Il cristianesimo è tuttavia ricco di vari elementi e mi sembra che il vostro tentavo sia una vera riduzione, perchè al fianco del cristo rivoluzionario, c'è il cristo teologico, ovvero c'è tutta quella tradizione di pensiero filosofico e teologico, da agostino ad anselmo, ad alberto magno e tommaso, che ha beneficiato dell'incontro con il pensiero greco, oppure con il pensiero ebraico, (pensiamo a Filone d'alessandria) e che, ad esempio, non evidenzia la rottura, ma continuità con la tradizione ebraica stessa (nonostante S.paolo non sia d'accordo!).
La mia può apparire un'affermazione abbastanza scontata, ma la vastità e l'articolazione della tradizione cristiana a stento permette di individuare cosa sia davvero cristiano e cosa no, ma questo risulta evidente se banalmente si pensa alla difficoltà della Chiesa a tener ferma la propria "cattolicità" nei confronti di un mondo dinamico che sembra rifiutarla, un mondo talmente dinamico che può assorbire persino il pensiero di nietzsche.
Luigi
Io credo di non essere al vostro stesso livello intellettuale,lo dico senza falsa modestia,ma questi ragionamenti su Nietzsche 'cristiano' mi lasciano molto scettico.Per me basta un concetto semplice ma diretto:i 'cristiani' credono in Cristo e nel regno dei cieli,Nietzsche crede in Cesare Borgia,Napoleone e nel senso della terra.Per il resto non nego che un interpretazione di Nietzsche in funzione del 'pensiero debole' sia sicuramente valida,ma porti a conclusioni sbagliate se finalizzata a interpretazioni politiche(come già successo all'altro estremo politico).Ma questo è gia out-topic.
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