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> Moreno Montanari, Il tao di Nic (testo quasi integrale), Nic e l'Oriente
andreademilio
messagio Jul 12 2009, 07:21 PM
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Mattia 90
messagio Jul 13 2009, 06:58 AM
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sembra interessante ohmy.gif


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AndreaF.
messagio Jul 13 2009, 02:34 PM
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Sì ma questi testi on-line sono un problema perchè no nriesci a leggerli al pc e a stamparli escono male
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Sgubonius
messagio Jul 21 2009, 09:07 PM
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Non è male google books, per scovare citazioni e altre cose tipo.
La speranza è che col tempo il meccanismo migliori e si riesca davvero ad avere accesso ad un database enorme di libri stampabili o comunque leggibili su qualcosa di portatile che non cavi gli occhi.

Riguardo al Tao, è una vecchia storia, sempre affascinante. Dei punti di contatto (così come con Heidegger o con tutta una certa mistica e teologia negativa) ci sono sicuramente, poi resta da capire se c'è e dove sia la borderline fra religione e filosofia.


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AndreaF.
messagio Jul 23 2009, 01:57 PM
Messaggio #5


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CITAZIONE(Sgubonius @ Jul 21 2009, 10:07 PM) *
Non è male google books, per scovare citazioni e altre cose tipo.
La speranza è che col tempo il meccanismo migliori e si riesca davvero ad avere accesso ad un database enorme di libri stampabili o comunque leggibili su qualcosa di portatile che non cavi gli occhi.

Riguardo al Tao, è una vecchia storia, sempre affascinante. Dei punti di contatto (così come con Heidegger o con tutta una certa mistica e teologia negativa) ci sono sicuramente, poi resta da capire se c'è e dove sia la borderline fra religione e filosofia.


La questione dell'affinità tra la mistica e la tradizione orientale è ampliamente discussa. La stessa prossimità di Nietzsche al Tao mi sembra ricondurre più che altro alla prossimità di Nietzsche alla mistica (su questo cfr. Vannini e Cacciari) e in secondo luogo all'oriente. Non ho letto il testo di Montanari anchen perchè non riesco a leggere i testi su pc e quindi sull'argomento glisso volentieri. Spendo due parole per il confronto tra mistica e oriente, sul quale suggerisco l'immenso lavoro di R.Otto, Mistica orientale e mistica occidentale, in cui avvicina l'intera speculazione filosofica di Eckhart a Sankara (non ricordo come si scrive).

L'idea che un po' mi sono fatto, bazzicando i mistici occidentali e pochissimo qualcosa d'oriente, è che in un certo senso questa affinità esista ma si limiti a linee direttive e approcci generici mentre nel momento in cui andiamo ad approfondire emergono chiaramente le differenze. La prima di queste, chiara e nitida, è che l'oriente non ha la filosofia mentre la mistica occidentale è retta dalla filosofia (antica) se non ad essa coincidente. La differenza è importante perchè se il Tao è in qualche modo un testo di lettura del mondo e di indirizzo etico per il soggetto, i testi dei mistici sono mossi da tutt'altro ordine di problemi, anzitutto teoretico. Eckhart è un mistico ma anzitutto un filosofo che si è posto il problema di come l'uomo elabora la propria esperienza nel momento in cui conosce qualcosa e possiamo prendere simbolicamente a icona l'elegante esempio dell'occhio e del legno. Insomma, siamo immersi in un panorama filosofico e spirituale, in un ambiente in cui l'idea di religione come ce l'abbiamo noi oggi, o peggio come ce l'ha l'oriente, pressocchè non esiste (Chi crede non è Figlio di Dio, La fede non è nei contenuti ma è conoscenza etc. etc.)

Ancora altro discorso quello riguardante Heidegger, definito da alcuni come il compositore del "primo sutra d'occidente". Su H. c'è qui qualcuno che si esprimerà meglio di me e quindi mi taccio subito, ma volevo sottolineare come oltre al mero dato storico della diffusione heideggeriana in Giappone, ci sia veramente u nqualcosa di più sostanzioso. D'altronde si sta parlando dello stesso H. che leggeva con passione Eckhart e Silesius quindi in qualche modo il cerchio concettuale si chiude ma ancora una volta invito a soffermarsi sulle questioni e fare distinzioni perchè è facile metter tutto nel minestrone. Sul rapporto tra mistica e rleigione orientale se volete ne parliamo in maniera più diffusa a seconda degli interessi che emergeranno.


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Sgubonius
messagio Jul 23 2009, 02:37 PM
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Penso che sarebbe interessante come accennavo sopra capire dove termini la religione e dove cominci la filosofia o viceversa. Mi pare che nella tradizione occidentale la filosofia tenda ad includere in sè la religione come una delle sue "categorie" nel panorama di una weltanschauung, mentre in oriente è più difficile trovare una vera e propria distinzione ed indipendenza del pensiero filosofico da quello mistico-religioso. Lo stesso Schopenhauer ad esempio introduce elementi orientali filtrati sempre prima dal "punto di vista" del dualismo kantiano e radicandosi là.

Arrivando a Nietzsche (ed a Heidegger) però la questione si complica molto. In entrambi c'è una religiosità (trascendenza) rigorosamente assente o negativa, mentre la filosofia stessa perde il suo piedistallo di scienza delle scienze, di teoresi somma.

Qui penso ci siano tutte le differenze tanto con l'oriente che con l'occidente, col positivo e il negativo, con la tradizione mistica o filosofica. Il problema è quello che Heidegger chiama "della metafisica" evidentemente (problema non solo occidentale per quanto lui si concentri soprattutto sull'occidente). Putroppo da qua in poi non so andare avanti!


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AndreaF.
messagio Jul 23 2009, 06:24 PM
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Dove inizia e dove finisce? Innanzitutto bisognerebbe chiarire cosa si intende per religione e cosa per filosofia (non parlo di ricerche etimologiche al fine di trovare un presunto vero significato, indico semplicemente la buona consuetudine di accordarsi sull'uso dei termini). I grandi mistici, ad esempio, ma anche Hegel!, risponderebbero alla tua domanda che la filosofia per loro coincide con la religione nella misura in cui entrambi trattano dell'assoluto con voglia di libertà. Tommaso d'Aquino e la scolastica avrebebro da dire altro. Ecco perchè contesto la tua affermazione:
CITAZIONE(Sgubonius)
Mi pare che nella tradizione occidentale la filosofia tenda ad includere in sè la religione come una delle sue "categorie" nel panorama di una weltanschauung

Questa che tu esprimi è una posizione esclusivamente post-idealistica e, forse, molto diffusa anche oggi. Tralasciando Schopenhauer, che secondo me intreccia e complica la questione più che risolverla, mi sembra di poter dire che in oriente è difficile trovare una distinzione perchè siamo noi a volerla trovare con i nostro occhi. Lì questo prioblema non è mai sorto.
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Sgubonius
messagio Jul 23 2009, 08:41 PM
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Per religione intenderei banalmente l'elemento irriducibilmente trascendente che è presente in quasi tutte le filosofie sistematiche.
In Hegel come in Kant mi pare che la religione (il trascendente) non possa coincidere coll'intero sistema, per quanto ne sia spesso il punto di partenza, come anche nella scolastica. Nei mistici probabilmente è differente. Già nel momento in cui accosti alla fede la ragione crei un sistema in cui la "religio" non ha più lo strapotere. Che poi sia credo ut intelligam o viceversa (o quia absurdum) non modifica l'impostazione sostanziale di un sistemino coerente in cui la religione sia pilastro portante o ornamento finale poco importa. Questo non avviene nelle filosofie più "etiche" dove i livelli si appiattiscono (penso anche a Spinoza o Nietzsche quindi) e dove Dio non è nè quello di Abramo e Isacco, nè il "garante della geometria". La filosofia vera e propria comincerebbe allora dove termina la trascendenza sistematica.

Purtroppo conosco troppo poco l'oriente e il misticismo per inserirli nel discorso, ma da quello che ho avuto modo di vedere alla fine si prestano alle medesime critiche quando non si liberano radicalmente dell'impostazione "religiosa", cioè da quel tanto di trascendente sistematico che pretende metafisicamente di cogliere da soggetto un oggetto progressivamente.

Non so se è molto chiaro, non lo è nemmeno tanto nella mia testa quindi non pretendo!


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