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> Nietzsche e Marx, grandi rivoluzionari
Sandro
messagio May 27 2008, 04:01 PM
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Nietzsche e Marx sono stati storicamente fraintesi nella loro utopia ma, del resto, Marcuse sosteneva che proprie le utopie muovono i grandi ideali della storia e quindi anticonformismo e mutamento sociale. Nietzsche e Marx sono stati i grandi rivoluzionari del XX secolo e lo continuano a essere anche adesso, non meno del secolo appena trascorso anche se con altri mezzi interpretativi. Dobbiamo molto a questi due ribelli ma di sicuro ora sappiamo che essi sono solo stati terribilmente fraintesi. Non possiamo con la nostra cultura e con i nostri mezzi riuscire a realizzare pienamente il superuomo o il comunismo marxista dato che l'esperienza storica vissuta fino adesso , seppur in modo assai differente dal pensiero originale di Nietzsche e Marx, dimostra vivamente l'impossibilità pratica,nella nostra epoca, di applicare integralmente i due movimenti di pensiero. Entrambi hanno fatto una buona diagnosi ma una difficile terapia per i nostri tempi e, di conseguenza, falliscono nella liberazione della natura umana fatta di deboli e di forti,di ricchi e di poveri.


Marx


La critica inesatta che è stata sostenuta al marxismo, in linea massima, è questa: Il comunismo distrugge,certo, molte falsità ma alla fine pianifica e cancella perché in nome della dittatura del proletariato instaura una cultura totalitaria dell'uguaglianza destinata al livellamento sociale. Se tutto è di tutti vuol dire che niente è di nessuno. Se l'utile è sempre ripartito in parti uguali vuol dire che non vedi mai il risultato dei tuoi sacrifici e quindi non hai interesse a crescere o a migliorare. Nulla può essere modificato dalle tue capacità o esigenza personali. Diventi, insomma, una sorta di "impiegato statale" in qualsiasi ramo dell'attività umana. Questo significa inevitabilmente essere sempre come gli altri e mai distinguersi quando invece ciascuno di noi ha ovviamente dei propri bisogni e dei propri valori e non può mai essere assimilato totalmente a una fredda e arida redistribuzione statale, terribilmente uguale per tutti. Questa analisi, seppur esagerata, va considerata solo e comunque nel contesto di un marxismo incompiuto e di questo periodo storico e non nel futuro dove il progresso civile e tecnologico potrà rendere possibile un diverso e plausibile approccio al comunismo, attraverso un sano sistema produttivo e retributivo.



Nietzsche


La critica,questa volta esatta, al nietzscheanesimo consite che Nietzsche denuncia senz'altro anche molte falsità ma alla fine gerarchizza e opprime perché giustificando il solo agire dei migliori ,in quanto essi si pongono al di sopra del bene e del male, finisce per promuovere una dura gerarchia sociale a discapito dei deboli e degli schiavi che devono rimanere tali perché considerati dei mediocri. Questi deboli e mediocri con la loro morale cristiana o con il mito socialista hanno indebolito la creatività e l'ascesa dei migliori e ,di conseguenza,vanno tolti di mezzo e con ogni mezzo: <<Primo principio del nostro amore per gli uomini: i deboli e i malriusciti devono soccombere . E bisogna anche dar loro una mano in tal senso.[...]Che cos'è più dannoso di qualsiasi vizio? Agire pietosamente verso tutti i malriusciti e i deboli >>(Nietzsche) Tale affermazione, effettivamente, è una vera assurdità visto che spesso i messaggi più profondi e originali provengono proprio dai deboli. Senza tenere conto che spesso quei "deboli" sono in realtà degli svantaggiati o degli emarginati e non del persone incapaci di lottare.

Legame tra Nietzsche e Marx

Eppure,paradossalmente, questi incredibili pensatori esprimono una comune tendenza a liberarsi,attraverso il relativismo morale, dalle catene imposte dalla morale dominante che impone la propria ideologia a discapito delle fondamentali libertà umane. In virtù di questo principio libertario, sia Marx che Nietzsche manifestano l'esigenza umana di organizzare una società amorale in cui l' uomo possa divenire sè stesso, nella piena espressione delle proprie potenziali facoltà. Il "regno della libertà" di Marx che <<comincia soltanto là dove cessa il lavoro determinato dalla necessità e dalla finalità esterna>> è forse una volontà di potenza in cui il mondo dionisiaco é <<un mostro di forza, senza principio, senza fine, una quantità di energia fissa e bronzea, che non diventa nè più piccola nè più grande, che non si consuma, ma solo si trasforma, che nella sua totalità é una grandezza invariabile>>?
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Stirner
messagio May 27 2008, 04:50 PM
Messaggio #2


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CITAZIONE(Sandro @ May 27 2008, 05:01 PM) *
Tale affermazione, effettivamente, è una vera assurdità visto che spesso i messaggi più profondi e originali provengono proprio dai deboli. Senza tenere conto che spesso quei "deboli" sono in realtà degli svantaggiati o degli emarginati e non del persone incapaci di lottare.


Non bisogna intendere i deboli alla maniera di Darwin o unicamente dentro una prospettiva naturalistica. Puoi farmi qualche esempio di "debole" che ha portato un messaggio profondo???


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Soltanto con Nietzsche finisce il Medioevo.

Alfred Bäumler.
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Sandro
messagio May 27 2008, 05:01 PM
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CITAZIONE(Stirner @ May 27 2008, 03:50 PM) *
Non bisogna intendere i deboli alla maniera di Darwin o unicamente dentro una prospettiva naturalistica. Puoi farmi qualche esempio di "debole" che ha portato un messaggio profondo???

Mahatma Gandhi?
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nemo
messagio May 27 2008, 05:24 PM
Messaggio #4





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CITAZIONE(Sandro @ May 27 2008, 06:01 PM) *
Mahatma Gandhi?



E un forte???
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Sandro
messagio May 27 2008, 05:28 PM
Messaggio #5


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CITAZIONE(nemo @ May 27 2008, 04:24 PM) *
E un forte???

Cesare
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nemo
messagio May 27 2008, 05:33 PM
Messaggio #6





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CITAZIONE(Sandro @ May 27 2008, 06:28 PM) *
Cesare



ha portato un messaggio profondo?

quale?
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Sandro
messagio May 27 2008, 05:48 PM
Messaggio #7


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CITAZIONE(nemo @ May 27 2008, 04:33 PM) *
ha portato un messaggio profondo?

quale?

Mi dispiace ma non vi seguo.
Sto parlando dei "deboli"...
ciao
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Stirner
messagio May 27 2008, 06:20 PM
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Gandhi è un debole. La sua ideologia è anche debole(per me non ha valore). Gandhi è il DISTRUTTURE dell'India. I rapporti gerarchici della società castale induista sono stati fondamentalmente danneggiati dal teorico della protesta non violenta.

Gandhi: "la violenza è sbagliata anche quando è per una giusta causa". Qesta frase, che riassume in parte il suo pensiero la trovo rivoltante.

P.s. Cesare ha portato un messaggio profondissimo. Non un messaggio filosofico o spirituale. Ma un messaggio politico: egli fu il dominatore di una grande politica...come non ne sono + esistite sulla terra..


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Luigi
messagio May 27 2008, 07:03 PM
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Io non ho ancora capito in base a quale criterio dobbiamo definire un personaggio storico forte o debole.
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Stirner
messagio May 27 2008, 07:18 PM
Messaggio #10


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CITAZIONE(Luigi @ May 27 2008, 08:03 PM) *
Io non ho ancora capito in base a quale criterio dobbiamo definire un personaggio storico forte o debole.



In base ai valori che esprimeva.

Cesare...Napoleone... erano forti.

Marx...Stalin...deboli


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Sandro
messagio May 27 2008, 07:45 PM
Messaggio #11


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CITAZIONE(Stirner @ May 27 2008, 06:18 PM) *
In base ai valori che esprimeva.

Cesare...Napoleone... erano forti.

Marx...Stalin...deboli


E' vero. Difatti dal punto di vista cristiano, Gandhi è un forte.
Ma, appunto, il punto di vista cristiano è l'opposto di quello di Nietzsche.
Se il cristianesimo è la morale dei deboli, di conseguenza tutti coloro che hanno una morale
simile(appunto gandhi) sono inevitabilemnte dei deboli.
Su "Stalin" purtroppo non concordo molto considerando che il comunismo sovietico è stato a suo
modo "forte". Forse Lenin, al posto di Stalin.
Ciao
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Stirner
messagio May 27 2008, 08:15 PM
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Ciao Sandro! Concordo con te su Gandhi.

Diciamo che Stalin è stato un dittatore fortissimo, però i VALORI in cui ha creduto e che ha imposto sono valori decadenti; in questa prospettiva intendo Stalin un debole.


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Luigi
messagio May 27 2008, 10:46 PM
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CITAZIONE(Stirner @ May 27 2008, 06:18 PM) *
In base ai valori che esprimeva.

Cesare...Napoleone... erano forti.

Marx...Stalin...deboli


si..ma mi spieghi più nello specifico cosa intendi per 'grande politica'? conquistare la Gallia?farsi incoronare imperatore?o altro...
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Valeriano
messagio May 28 2008, 01:20 AM
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Per Nietzsche debole è chi si fa portavoce di valori che negano la vita come ha specificato Stirner. In questo senso la mera forza fisica non è di certo un criterio di valutazione. "In ogni società sana si distinguono tre tipi di gravitazione in senso fisiologico, che si condizionano l'un l'altro, ognuno con la sua propria igiene, il suo proprio àmbito di lavoro, il suo proprio sentimento di maestria e di perfezione" e poi: "La natura, non Manu, separa le persone di natura prevalentemente spirituale da quelle in cui domina la Forza Muscolare ... " e le persone di quest' ultimo tipo vengono inserite nella seconda casta non nella prima. Questo però non vuol dire che chiunque sostenga posizioni favorevoli alla vita sia una persona "forte" e viceversa. Nietzsche stesso da giovane come ho letto in un sito polemizzava contro Strauss difendendo lo stile di vita dei santi cristiani cioè l' ascetismo, quindi una condotta avversa al corpo, alla materia e di conseguenza alla vita. Una posizione che notoriamente avrebbe rivoluzionato completamente nel corso del tempo. La distinzione fra persone forti e deboli è molto più sottile e implica molte più precisazioni di quanto sia stato fatto, a mio avviso , nella discussione presente. Ad esempio un fanatico, che si facesse portavoce dei valori di cui sopra, sarebbe una persona forte o il contrario?
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NIHILO
messagio Jun 4 2008, 12:49 PM
Messaggio #15


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CITAZIONE(Sandro @ May 27 2008, 03:01 PM) *
Nietzsche e Marx sono stati storicamente fraintesi nella loro utopia ma, del resto, Marcuse sosteneva che proprie le utopie muovono i grandi ideali della storia e quindi anticonformismo e mutamento sociale. Nietzsche e Marx sono stati i grandi rivoluzionari del XX secolo e lo continuano a essere anche adesso, non meno del secolo appena trascorso anche se con altri mezzi interpretativi. Dobbiamo molto a questi due ribelli ma di sicuro ora sappiamo che essi sono solo stati terribilmente fraintesi. Non possiamo con la nostra cultura e con i nostri mezzi riuscire a realizzare pienamente il superuomo o il comunismo marxista dato che l'esperienza storica vissuta fino adesso , seppur in modo assai differente dal pensiero originale di Nietzsche e Marx, dimostra vivamente l'impossibilità pratica,nella nostra epoca, di applicare integralmente i due movimenti di pensiero. Entrambi hanno fatto una buona diagnosi ma una difficile terapia per i nostri tempi e, di conseguenza, falliscono nella liberazione della natura umana fatta di deboli e di forti,di ricchi e di poveri.


Marx


La critica inesatta che è stata sostenuta al marxismo, in linea massima, è questa: Il comunismo distrugge,certo, molte falsità ma alla fine pianifica e cancella perché in nome della dittatura del proletariato instaura una cultura totalitaria dell'uguaglianza destinata al livellamento sociale. Se tutto è di tutti vuol dire che niente è di nessuno. Se l'utile è sempre ripartito in parti uguali vuol dire che non vedi mai il risultato dei tuoi sacrifici e quindi non hai interesse a crescere o a migliorare. Nulla può essere modificato dalle tue capacità o esigenza personali. Diventi, insomma, una sorta di "impiegato statale" in qualsiasi ramo dell'attività umana. Questo significa inevitabilmente essere sempre come gli altri e mai distinguersi quando invece ciascuno di noi ha ovviamente dei propri bisogni e dei propri valori e non può mai essere assimilato totalmente a una fredda e arida redistribuzione statale, terribilmente uguale per tutti. Questa analisi, seppur esagerata, va considerata solo e comunque nel contesto di un marxismo incompiuto e di questo periodo storico e non nel futuro dove il progresso civile e tecnologico potrà rendere possibile un diverso e plausibile approccio al comunismo, attraverso un sano sistema produttivo e retributivo.

Nietzsche


La critica,questa volta esatta, al nietzscheanesimo consite che Nietzsche denuncia senz'altro anche molte falsità ma alla fine gerarchizza e opprime perché giustificando il solo agire dei migliori ,in quanto essi si pongono al di sopra del bene e del male, finisce per promuovere una dura gerarchia sociale a discapito dei deboli e degli schiavi che devono rimanere tali perché considerati dei mediocri. Questi deboli e mediocri con la loro morale cristiana o con il mito socialista hanno indebolito la creatività e l'ascesa dei migliori e ,di conseguenza,vanno tolti di mezzo e con ogni mezzo: <<Primo principio del nostro amore per gli uomini: i deboli e i malriusciti devono soccombere . E bisogna anche dar loro una mano in tal senso.[...]Che cos'è più dannoso di qualsiasi vizio? Agire pietosamente verso tutti i malriusciti e i deboli >>(Nietzsche) Tale affermazione, effettivamente, è una vera assurdità visto che spesso i messaggi più profondi e originali provengono proprio dai deboli. Senza tenere conto che spesso quei "deboli" sono in realtà degli svantaggiati o degli emarginati e non del persone incapaci di lottare.

Legame tra Nietzsche e Marx

Eppure,paradossalmente, questi incredibili pensatori esprimono una comune tendenza a liberarsi,attraverso il relativismo morale, dalle catene imposte dalla morale dominante che impone la propria ideologia a discapito delle fondamentali libertà umane. In virtù di questo principio libertario, sia Marx che Nietzsche manifestano l'esigenza umana di organizzare una società amorale in cui l' uomo possa divenire sè stesso, nella piena espressione delle proprie potenziali facoltà. Il "regno della libertà" di Marx che <<comincia soltanto là dove cessa il lavoro determinato dalla necessità e dalla finalità esterna>> è forse una volontà di potenza in cui il mondo dionisiaco é <<un mostro di forza, senza principio, senza fine, una quantità di energia fissa e bronzea, che non diventa nè più piccola nè più grande, che non si consuma, ma solo si trasforma, che nella sua totalità é una grandezza invariabile>>?

Secondo me Marx era un'utopista ma Nietzsche no.
Nietzsche perseguì la liberazione dal dogmatismo, ma non auspicò una società di liberi,
al contrario.
Come poi possa realizzarsi la liberazione - dall'alienazione - degli esseri umani in una
società retta dalla dittatura del proletariato, in cui quindi chi si oppone a questa dittatura fa
la fine che sappiamo, me lo dovrebbe spiegare Marx. Quel che storicamente si è realizzato
nei paesi del "socialismo reale" è stata la volontà di potenza del capo supremo e del partito.
Quale sarebbe il marxismo compiuto? Non oso immaginarlo.
Forse la vera sola cosa che hanno in comune questi due filosofi è la concezione materialista e
conseguentemente l'ateismo.
Il superuomo ed il comunismo sono prospettive totalmente antitetiche.
L'unica frase che io conosco di Nietzsche assimilabile ad un concetto marxista è: "ogni
economia è fondata sulla schiavitù" , ma i due pensatori forzano le sue implicazioni in direzioni
estreme ed opposte tra loro.
L'unico uomo di pensiero direttamente riconducibile a Nietzsche è Freud, ma ciò a mio avviso
non va a merito del secondo.
Bè, forse Stirner - quello vero - può considerarsi un fratello o un cugino di Nietzsche.


--------------------
DIE EWIGE SANDUHR DES DASEINS WIRD IMMER WIEDER UMGEDREHT
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Fulcanelli
messagio Jan 30 2011, 04:40 AM
Messaggio #16


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A questo proposito,anche se la discussione è vecchia,vorrei puntualizzare alcune cose.Gandhi ha liberato l'India dal dominio inglese. Detto ciò vorrei sapere,da chi afferma che Gandhi sia stato un debole,se è da 'deboli' praticare l'ahimsa,che sarebbe il corrispondente indiano del grado più elevato nel bu-do giapponese,per intenderci quello in cui il samurai,per consapevolezza suprema,non si batte più perché supera la dicotomia tra soggetto e oggetto,tra aggressore e aggredito e perciò ritiene inconcepibile ogni forma di lotta e di violenza.I 'deboli' a me sembrano gli inglesi,i quali dalla loro sete di dominio erano costretti a sparare sulla folla inerme dando prova della loro brutalità!'Cos'è l'uomo?Una corda tesa tra il bruto e il superuomo'...Per molti versi Nietzsche fa coincidere il superomismo con una morale ipercristiana,ma sa che gli uomini non vogliono essere più virtuosi ma più forti...ma che vuol dire 'essere più forti'?Essere più violenti?disposti a tutto pur di raggiungere i propri fini determinati dalla volontà di dominio?'Anche nello schiavo trovai la volontà di essere padrone'...dunque 'essere più forte' vuol dire avere potere su di un altro uomo.Come si esercita questo potere? con la ragione? con la forza fisica,la coercizione?Ancora:N. considera la morale una forma di coercizione,con i suoi relativi strumenti di tortura.Quali furono le vittime della morale?Gli spiriti liberi,i primi ricercatori nei campi della scienza e della filosofia,i quali si opponevano alla concezione del mondo superstiziosa della Chiesa:attenzione,questi erano vittime,ma N.li considera 'forti'.E che dire degli ebrei,che hanno sempre subito (eccetto negli ultimi tempi)?N. li considera i più forti,tanto è vero che nei messaggi della follia voleva allearsi con i banchieri ebrei per dare inizio alla Grande Politica!Cesare è considerato un 'forte',eppure era epicureo,e l'epicureismo viene considerato da N.come una filosofia da deboli,oltre che omosessuale,il che fa capire come 'forte' e 'virile' non siano proprio sinonimi,al contrario di ciò che si intende in tutte le concezioni di destra e di sinistra che esaltano la forza(fascismo,nazismo,ma anche stalinismo,maoismo,la forza dell'operaio,del contadino eretti,è il caso di dirlo,a valore).Conclusione,delle due una:o N.volutamente crea confusione a tal proposito oppure la confusione regna perché la sostituzione di 'virtuoso' e 'non-virtuoso' con le categorie relative di 'forte' e 'debole',dall'inizio alla fine,non regge.Paradossalmente io credo siano vere tutte e due,anche se non in modo simultaneo.Mi spiego:a volte N. sembra si illuda di voler distruggere la morale per poterla rinnovare(cito a memoria dalla Volontà di potenza:'Non mi si è compreso?Combatto la morale perché un giorno torni a fiorire (cioé,perchè si comprenda l'utilità della morale per la vita umana e non,come si fa ora,concependola come un ideale dannoso per la vita),perchè ciò che viene perseguitato assume valore'.In questo caso il pensiero di N. acquista un senso strategico,un senso educativo,critico e stimolante,consono al compito di educatore che egli stesso riteneva di rivestire.Qui sembra predominare l'idea di un superuomo guidato dalla ragione,un uomo di un'intellettualità superiore e in armonia con i propri istinti naturali,che è reso aristocratico da un'etica eudaimonistica tramite la quale si prende cura del proprio corpo come della mente e che grazie a questa capacità di 'nutrirsi',per così dire,riesce ad offrire molto anche agli altri,che quindi ha dominato e vinto la brutalità e può tranquillamente accedere a quella ipermorale,libera dall'ideale della santità così come dal pungolo della volontà di dominare,perchè non 'vuole' più la potenza:già la possiede in assoluto,non desidera niente se non ciò che richiede la vita stessa(soddifare i desideri necessari e naturali di Epicuro,per intenderci).In cosa consiste la 'confusione voluta'?Nel distorcere questo ideale in modo da non renderlo visibile a tutti.Come?Facendo leva sugli istinti più bassi dell'uomo,facendosi fraintendere apposta,creando un filtro magico che una volta penetrato nelle menti più grossolane le porti sistematicamente all'abrutimento e all'autodistruzione,misconoscendo la funzione vitale di tutte le morali e non solo di quelle contronatura, combattendo la 'morale' in sè e non 'un tipo' di morale!Il 'forte' è forte non grazie a un'educazione,un'etica che lo rende tale,che lo perfeziona fisicamente e psicologicamente,che determina le condizioni ideali per lo sviluppo e la vita dell'individuo...no,il 'forte è tale per 'natura',nasce così,l'aristocratico è tale per status,chi nasce schiavo è 'per natura' tale...e se lo schiavo prende il sopravvento?Lo fa tramite l'inganno,con la morale,quella,appunto,degli schiavi e se vince è grazie al maggior numero.Chi è il superuomo?Cesare Borgia,cioè un'uomo senza scrupoli,un assassino assetato di potere.L'intelligenza è al servizio della sete di potenza,anzi è essa stessa volontà di potenza,perciò non 'conosce' nulla,bensì 'impone' significati,sussume la realtà caotica per renderla gestibile,fruibile,non vi è Essere,ma fluire privo di lògos(perciò questa concezione non è neanche assimilabile a quella eraclitea),il pensiero 'crea' un ordine fittizio che non ha riscontro nel magma fluente e caotico che 'è' la realtà...quel magma che privo di luce e di norma alla fine ha inghiottito Nietzsche stesso!Questa concezione costituisce la base su cui si sviluppa e alligna, nonchè la giustificazione,di qualsiasi totalitarismo,di qualsiasi brutalità e atrocità,dal delitto puro e semplice,fino al genocidio.Bisogna essere duri,forti,non cedere alla pietà verso i deboli,i superflui,affinchè non prendano il sopravvento,ah che compito arduo mettere fine alla vita di questi superflui,di questi esseri inutili,come è difficile vincere il disgusto,la pietà che ancora si affaccia alla coscienza:ma la coscienza stessa è soltanto un residuo medievale,come l'anima,una superstizione,dunque bisogna vincere anche la coscienza!Così pensava tra se e se Himmler,uno squallido ed insignificante omuncolo,un vigliacco fondamentalmente e così le sue SS che da lui venivano istruite!Possibile che N. albergasse in se tali pensieri e sentimenti?Purtroppo la risposta è sì e dopo la pubblicazione di Al di là del bene e del male mi sembra Overbeck sbottò contro questa 'mania per la distinzione' da cui sembra che N. fosse ossessionato.Putroppo quello che in un filosofo è pensiero e idea per altri diviene certezza e azione.Io penso che questa versione per così dire essoterica del proprio pensiero,N. l'abbia elaborata quando Lou von Salomè rivolta,trovandovi in esse una giustificazione al suo,come di qualsiasi donna,spietato e irrisore rifiuto alle avance di N.,le idee del filosofo contro lui stesso!Vi sono delle lettere di N. a Lou in cui egli si appella alla morale,con frasi del tipo 'ma come puoi essere così insensibile,perchè mi hai ingannato ecc.'dove appare chiaro come Lou rappresenti e incarni proprio la figura del 'forte' privo di qualsiasi morale che vuole raggiungere i suoi scopi deridendo e calpestando i sentimenti altrui:N. comprende che il suo pensiero può essere inteso così e nel suo dolore decide di farlo intendere proprio così,come una forma di vendetta.'La mia saggezza vi accecherà!' è uno dei leit motiv dello Zarathustra.Secondo me da allora in poi N. lavora ad essere frainteso e ci lavora tanto fino a credere egli stesso a ciò che man mano stava prendendo forma:ecco perchè la 'confusione indotta' che era inizialmente voluta,prendendo vita propria,diviene predominante fino a che N. stesso crede alla versione essoterica del proprio pensiero e tenta,andando contro se stesso,di dimostrarla,fino alla confusione totale,fino alla distruzione della ragione,fino a perdervisi totalmente,in un empito dionisiaco...ha vinto Lou,aveva ragione lei,ha vinto l'amore,l'amore senza confini,l'amore che tutto dona,persino ciò che ha di più caro,il proprio pensiero,tutto se stesso.Questo io ho compreso,ma forse sbaglio.
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Mickenzio
messagio Aug 30 2015, 01:10 PM
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ciao Fulcanelli,
innanzitutto grazie per il lungo e articolato pensiero che hai condiviso
poi un paio di questioni
mi puoi spiegare cos'è l'eudaimonistica?
secondo, sulla tensione distruttrice e l'ingano/autoinganno nietzschiano
io penso che si sbagli quando parlando di distruzione si collega subito n ai nazisti, come hai fatto tu citando himmler e le ss, o meglio che si pecchi di incompletezza
perché la distruzione non è solo quella operata dai nazisti, anzi la loro non era proprio distruzione, loro volevano costruire il nuovo impero e il nazionalsocialismo, quindi anche se eliminavano e massacravano si ponevano in una posizione di costruttori, eliminavano e massacravano per costruire il loro mondo nuovo
come i comunisti, del resto
come le democrazie in giro per il mondo e le loro bombe democratiche che distruggono e massacrano per "ricostruire" società democratiche filo-occidentali
la distruzione vera è un'altra cosa
citando un libercolo di qualche anno fa, "il nemico è l'uomo" del gruppo 415 di torino, ti dirò che per fare arrivare la luce in una foresta basta abbattere qualche albero (l'esempio anti-ecologico è un po' brutto, lo so), e i raggi di sole arriveranno da soli, senza bisogno di costruire una luce artificiale
quindi secondo me nazismo, fascismo, comunismo etc. come esempi di distruzione-annichilimento non vanno bene
la distruzione si compie in se stessa, liberiamoci dall'ossessione dialettica (hegel marx e compagnia cantante) del "dopo", della pars costruens (cartesio), perché è lì che sorgono i problemi e si affermano nuovi tiranni che in nome di una "nazione", un "popolo" o della "libertà" rovinano tutto
a me personalmente poi i filosofi cessano di interessare quando dall'analisi passano alla proposta, vedi marx e la dittatura del proletariato, o tra i contemporanei vedi bauman che dopo aver analizzato la liquidità delle società post-moderne propone come antidoto un ritorno all'"agorà", alla sfera pubblica (come già habermas) di ellenica memoria
e qui scusate ma mi viene da ridere
tutti vittime dell'ansia del "dover anche proporre qualcosa", "non limitarsi a criticare"
bah
per n vale lo stesso discorso
criticare i valori correnti, ok
sostituirli con nuovi valori.... ma perché?
superare il nichilismo.... ma perché?
secondo me arrivare all'oltre-uomo vuol dire raggiungere la piena consapevolezza della propria fragilità, che è la propria forza
vuol dire ridere piangendo e basta, non scegliere tra il riso e il pianto
quando poi citi l'episodio amoro con la salomé... dunque? sarà stata anche quella la causa dell'ultima evoluzione (che per te mi sembra di capire è un'involuzione) del pensiero nietzschiano... e che male c'è? anche io ho cambaito Weltanschauung dopo episodi tragico/amorosi... che male c'è, non me ne vergogno, l'amore è il sentimento più forte e complesso esperibile dall'essere umano, mi sembra del tutto logico che condizioni anche la propria visione del mondo
ciao,
michele
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