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Sandro Inviato il: Oct 13 2009, 09:15 AM


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Molto tempo fa ho visto che avevato messo un file in adobe che, mi sembra di ricordare, racontava un sogno di Nietzsche dove,credo, c'era un drago...Il file, forse, era stato inserito da Andrea. Aiutatemi a ritrovarlo nel caso si trova ancora nel forum oppure reinseritelo per favore.
Grazie
Saluti
S.
  Forum: Nietzsche spazio libero · Anteprima Messaggio: #8392 · Risposte: 0 · Visite: 3,800

Sandro Inviato il: Aug 27 2008, 09:06 PM


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CITAZIONE(AndreaF. @ Aug 27 2008, 07:00 PM) *
Guarda, basta scrivere su google "padre quirino salomone"

Ecco cosa esce come primo risultato
Padre Quirino Salomone

Convento Francescano S. Bernardino

Via Veneto, 1 - 67100 L'Aquila.

Tel./Fax: (+39) 0862-22255

eMail: quirins@virgilio.it

www.celestinoquinto.org

Grazie, se è il caso vi faccio sapere...
  Forum: Nietzsche spazio libero · Anteprima Messaggio: #6240 · Risposte: 18 · Visite: 19,323

Sandro Inviato il: Aug 27 2008, 04:38 PM


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CITAZIONE
Una messa in memoria del filosofo Nietzsche
La clamorosa iniziativa è del rettore di San Bernardino: non era un Anticristo
di Fabio Iuliano


Fonte:
http://ilcentro.repubblica.it/


L'AQUILA. E' considerato uno dei nemici storici della Chiesa cattolica. Ma oggi pomeriggio all'Aquila, alle 19,30, nella basilica di San Bernardino, verrà celebrata una messa in sua memoria a 108 anni dalla morte. Stiamo parlando del filosofo tedesco Friedrich Wilhelm Nietzsche. L'iniziativa è del rettore della basilica di San Bernardino, padre Quirino Salomone, francescano.

Nietzsche resta tra i maggiori filosofi occidentali di ogni tempo. La lettura delle sue opere più famose - Ecce Homo, Così parlò Zharatustra e soprattutto l'Anticristo - ha spinto molti a ritenere il pensiero di Nietzsche quanto di più distante dal messaggio della chiesa. Qualche giorno fa, tuttavia, padre Quirino Salomone (che è tra l'altro fra i maggiori studiosi della figura di Papa Celestino V) ha deciso di accettare l'invito del professor Arturo Conte, docente universitario oggi in pensione e profondo conoscitore del filosofo tedesco, ad organizzare una celebrazione religiosa.

«In un periodo chiave per la nostra città come quello della Perdonanza», ha spiegato Padre Quirino, «abbiamo deciso di organizzare questa iniziativa, per spingere i cristiani a valutare il pensiero del filosofo tedesco da un'altra prospettiva. Vogliamo inquadrare la sua figura da una prospettiva cristiana di misericordia. Per questo motivo, a fine celebrazione, ci ritroveremo in sacrestia per un incontro di approfondimento sul vero testamento di Nietzsche».

Il professor Conte, già direttore del Centro di igiene mentale, contesta fermamente l'opinione che Nietzche sia da considerare l'anticristo dei tempi moderni. «Il filosofo denuncia la chiesa secolare e colonialista», spiega Conte, «proprio come Gesù aveva contestato il sinedrio e le aspettative "imperial-messianiche" che accompagnarono la sua venuta. Alla base di tutto», aggiunge, «c'è la confusione fra il "Cristo evangelico" e il "messia biblico". Il "messia" sta su un trono ed è osannato dalla sua gente, il "Cristo", invece è quello dei poveri, degli ultimi».


L'idea dell'anticristo venne a Nietzsche proprio a causa di questa equazione ricorrente (Cristo uguale messia) che domina le pratiche religiose. «I conquistatori hano scambiato la spada con la croce», prosegue Conte, «e sugli scudi dei crociati è stampigliata una croce a forma di spada». Una prospettiva del tutto simile si intuisce quando si parla dell'atteggiamento del prossimo. Nietzsche parlava dell'amore del remoto e del futuro come più elevato dell'amore del prossimo, il suo messaggio si può intuire un'apertura nei confronti di tutto quello che è "straniero".

La condanna per alcune posizioni della chiesa secolare, avvicina Nietzsche alla prospetttiva di Celestino V che si rinunciò alla tiara papale, dopo essere entrato a contatto con gli scandali della chiesa dell'epoca. Questo episodio è riproposto da Conte in analogia con un passaggio di Ecce Homo in cui Nietzsche racconta il suo personale desiderio di evadere da Roma, per andare all'Aquila. Nelle prossime settimane verrà organizzato un con[/b]i studi alla Cattedra Bernardiniana.
(24 agosto 2008)


Mi fate avere,per favore, l'inidrizzo di posta elettronica di padre Quirino?
Grazie!
Ciao
  Forum: Nietzsche spazio libero · Anteprima Messaggio: #6237 · Risposte: 18 · Visite: 19,323

Sandro Inviato il: May 27 2008, 07:45 PM


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CITAZIONE(Stirner @ May 27 2008, 06:18 PM) *
In base ai valori che esprimeva.

Cesare...Napoleone... erano forti.

Marx...Stalin...deboli


E' vero. Difatti dal punto di vista cristiano, Gandhi è un forte.
Ma, appunto, il punto di vista cristiano è l'opposto di quello di Nietzsche.
Se il cristianesimo è la morale dei deboli, di conseguenza tutti coloro che hanno una morale
simile(appunto gandhi) sono inevitabilemnte dei deboli.
Su "Stalin" purtroppo non concordo molto considerando che il comunismo sovietico è stato a suo
modo "forte". Forse Lenin, al posto di Stalin.
Ciao
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #5575 · Risposte: 16 · Visite: 53,609

Sandro Inviato il: May 27 2008, 05:48 PM


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CITAZIONE(nemo @ May 27 2008, 04:33 PM) *
ha portato un messaggio profondo?

quale?

Mi dispiace ma non vi seguo.
Sto parlando dei "deboli"...
ciao
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #5569 · Risposte: 16 · Visite: 53,609

Sandro Inviato il: May 27 2008, 05:28 PM


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CITAZIONE(nemo @ May 27 2008, 04:24 PM) *
E un forte???

Cesare
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #5567 · Risposte: 16 · Visite: 53,609

Sandro Inviato il: May 27 2008, 05:01 PM


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CITAZIONE(Stirner @ May 27 2008, 03:50 PM) *
Non bisogna intendere i deboli alla maniera di Darwin o unicamente dentro una prospettiva naturalistica. Puoi farmi qualche esempio di "debole" che ha portato un messaggio profondo???

Mahatma Gandhi?
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #5565 · Risposte: 16 · Visite: 53,609

Sandro Inviato il: May 27 2008, 04:01 PM


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Nietzsche e Marx sono stati storicamente fraintesi nella loro utopia ma, del resto, Marcuse sosteneva che proprie le utopie muovono i grandi ideali della storia e quindi anticonformismo e mutamento sociale. Nietzsche e Marx sono stati i grandi rivoluzionari del XX secolo e lo continuano a essere anche adesso, non meno del secolo appena trascorso anche se con altri mezzi interpretativi. Dobbiamo molto a questi due ribelli ma di sicuro ora sappiamo che essi sono solo stati terribilmente fraintesi. Non possiamo con la nostra cultura e con i nostri mezzi riuscire a realizzare pienamente il superuomo o il comunismo marxista dato che l'esperienza storica vissuta fino adesso , seppur in modo assai differente dal pensiero originale di Nietzsche e Marx, dimostra vivamente l'impossibilità pratica,nella nostra epoca, di applicare integralmente i due movimenti di pensiero. Entrambi hanno fatto una buona diagnosi ma una difficile terapia per i nostri tempi e, di conseguenza, falliscono nella liberazione della natura umana fatta di deboli e di forti,di ricchi e di poveri.


Marx


La critica inesatta che è stata sostenuta al marxismo, in linea massima, è questa: Il comunismo distrugge,certo, molte falsità ma alla fine pianifica e cancella perché in nome della dittatura del proletariato instaura una cultura totalitaria dell'uguaglianza destinata al livellamento sociale. Se tutto è di tutti vuol dire che niente è di nessuno. Se l'utile è sempre ripartito in parti uguali vuol dire che non vedi mai il risultato dei tuoi sacrifici e quindi non hai interesse a crescere o a migliorare. Nulla può essere modificato dalle tue capacità o esigenza personali. Diventi, insomma, una sorta di "impiegato statale" in qualsiasi ramo dell'attività umana. Questo significa inevitabilmente essere sempre come gli altri e mai distinguersi quando invece ciascuno di noi ha ovviamente dei propri bisogni e dei propri valori e non può mai essere assimilato totalmente a una fredda e arida redistribuzione statale, terribilmente uguale per tutti. Questa analisi, seppur esagerata, va considerata solo e comunque nel contesto di un marxismo incompiuto e di questo periodo storico e non nel futuro dove il progresso civile e tecnologico potrà rendere possibile un diverso e plausibile approccio al comunismo, attraverso un sano sistema produttivo e retributivo.



Nietzsche


La critica,questa volta esatta, al nietzscheanesimo consite che Nietzsche denuncia senz'altro anche molte falsità ma alla fine gerarchizza e opprime perché giustificando il solo agire dei migliori ,in quanto essi si pongono al di sopra del bene e del male, finisce per promuovere una dura gerarchia sociale a discapito dei deboli e degli schiavi che devono rimanere tali perché considerati dei mediocri. Questi deboli e mediocri con la loro morale cristiana o con il mito socialista hanno indebolito la creatività e l'ascesa dei migliori e ,di conseguenza,vanno tolti di mezzo e con ogni mezzo: <<Primo principio del nostro amore per gli uomini: i deboli e i malriusciti devono soccombere . E bisogna anche dar loro una mano in tal senso.[...]Che cos'è più dannoso di qualsiasi vizio? Agire pietosamente verso tutti i malriusciti e i deboli >>(Nietzsche) Tale affermazione, effettivamente, è una vera assurdità visto che spesso i messaggi più profondi e originali provengono proprio dai deboli. Senza tenere conto che spesso quei "deboli" sono in realtà degli svantaggiati o degli emarginati e non del persone incapaci di lottare.

Legame tra Nietzsche e Marx

Eppure,paradossalmente, questi incredibili pensatori esprimono una comune tendenza a liberarsi,attraverso il relativismo morale, dalle catene imposte dalla morale dominante che impone la propria ideologia a discapito delle fondamentali libertà umane. In virtù di questo principio libertario, sia Marx che Nietzsche manifestano l'esigenza umana di organizzare una società amorale in cui l' uomo possa divenire sè stesso, nella piena espressione delle proprie potenziali facoltà. Il "regno della libertà" di Marx che <<comincia soltanto là dove cessa il lavoro determinato dalla necessità e dalla finalità esterna>> è forse una volontà di potenza in cui il mondo dionisiaco é <<un mostro di forza, senza principio, senza fine, una quantità di energia fissa e bronzea, che non diventa nè più piccola nè più grande, che non si consuma, ma solo si trasforma, che nella sua totalità é una grandezza invariabile>>?
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #5563 · Risposte: 16 · Visite: 53,609

Sandro Inviato il: Apr 22 2008, 10:59 AM


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La mia passione per la "Digital Art"
Articolo + esposizione di qualche lavoro. Nell'articolo viene citato Nietzsche...
http://www.radicalsocialismo.it/index.php?...02&Itemid=1

Ciao
  Forum: Arte · Anteprima Messaggio: #5213 · Risposte: 8 · Visite: 7,858

Sandro Inviato il: Apr 10 2008, 08:04 PM


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http://www.lastampa.it/multimedia/multimed...&tipo=#mpos

Dal blog:
http://blog.libero.it/ArabeFelici/4428261.html

"Luciani Santo Subito

Scusate, ma cosa vi aspettavate da Luca Luciani, top manager della Telecom?


Uno con quella faccia e quella cultura al massimo può fare il pornostar.
Questo il testo del suo discorso:

CITAZIONE
Questo è il messaggio a cui tengo molto.Perché ho la faccia incazzata ? (Perché vieni meglio in foto ed in video?) Ho la faccia incazzata perché respiro sfiducia, respiro aria di aspettativa, respiro quelle facce da senso critico, come quando uno vede una partita di pallone e non ce la fa e tutti sono professori. (ma che vuol dire? uno che vede una partita di pallone e sono tutti professori? ) Perché? Perché la gente legge i giornali, vede il titolo, si rimbalza, si crea dei grandi film che sono tutte cazzate! (Ma di cosa? Ma quando? Ma che dici? ) Oggi non parlo di Alessandro, (Ma Alessandro chi? Quello di Ale e Franz? ) parlo di Napoleone. Napoleone a Waterloo -- una pianura, in Belgio -- fece il suo capolavoro (esatto: fece morire in un giorno solo 49.000 soldati.). Tutti lo davano per... fatto, per cotto, per la supremazia degli avversari (e tutti avevano ragione) -- c'aveva cinque grandissime nazioni contro (cinque? Si chiamava settima coalizione, erano sette Luchi’) , delle forze in campo. Però strategia, chiarezza delle idee, determinazione, forza: Napoleone fece il suo capolavoro a Waterloo (ha ragione, fece un capolavoro: malgrado strategia, chiarezza delle idee, determinazione e forza riuscì ad incappare in una disfatta storica. Mica facile).Allora, le facce scettiche, le facce di... non servono a un cazzo. (Sono scettici perché stanno guardando una persona che guadagna centinaia di migliaia di euro all’anno sparare cazzate planetarie) Questa è una delle aziende più belle che esiste al mondo. E allora, forte di questa convinzione, noi dobbiamo dimostrare che questo è un fatto. Piangersi addosso non serve assolutamente a niente.E come nel momento duro, dagli spalti la gente ti dice "ehhh la squadra non gira, non corrono"... bene , correte di più, stringete i denti: prova di carattere. E allora dagli spalti vi applaudiranno perché voi andrete e segnerete. Come fece Napoletone a Waterloo. (Ossia, tutti cassintegrati) "



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  Forum: Area libera generale · Anteprima Messaggio: #5120 · Risposte: 0 · Visite: 2,203

Sandro Inviato il: Apr 10 2008, 08:04 PM


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http://www.lastampa.it/multimedia/multimed...&tipo=#mpos

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http://blog.libero.it/ArabeFelici/4428261.html

"Luciani Santo Subito

Scusate, ma cosa vi aspettavate da Luca Luciani, top manager della Telecom?


Uno con quella faccia e quella cultura al massimo può fare il pornostar.
Questo il testo del suo discorso:

CITAZIONE
Questo è il messaggio a cui tengo molto.Perché ho la faccia incazzata ? (Perché vieni meglio in foto ed in video?) Ho la faccia incazzata perché respiro sfiducia, respiro aria di aspettativa, respiro quelle facce da senso critico, come quando uno vede una partita di pallone e non ce la fa e tutti sono professori. (ma che vuol dire? uno che vede una partita di pallone e sono tutti professori? ) Perché? Perché la gente legge i giornali, vede il titolo, si rimbalza, si crea dei grandi film che sono tutte cazzate! (Ma di cosa? Ma quando? Ma che dici? ) Oggi non parlo di Alessandro, (Ma Alessandro chi? Quello di Ale e Franz? ) parlo di Napoleone. Napoleone a Waterloo -- una pianura, in Belgio -- fece il suo capolavoro (esatto: fece morire in un giorno solo 49.000 soldati.). Tutti lo davano per... fatto, per cotto, per la supremazia degli avversari (e tutti avevano ragione) -- c'aveva cinque grandissime nazioni contro (cinque? Si chiamava settima coalizione, erano sette Luchi’) , delle forze in campo. Però strategia, chiarezza delle idee, determinazione, forza: Napoleone fece il suo capolavoro a Waterloo (ha ragione, fece un capolavoro: malgrado strategia, chiarezza delle idee, determinazione e forza riuscì ad incappare in una disfatta storica. Mica facile).Allora, le facce scettiche, le facce di... non servono a un cazzo. (Sono scettici perché stanno guardando una persona che guadagna centinaia di migliaia di euro all’anno sparare cazzate planetarie) Questa è una delle aziende più belle che esiste al mondo. E allora, forte di questa convinzione, noi dobbiamo dimostrare che questo è un fatto. Piangersi addosso non serve assolutamente a niente.E come nel momento duro, dagli spalti la gente ti dice "ehhh la squadra non gira, non corrono"... bene , correte di più, stringete i denti: prova di carattere. E allora dagli spalti vi applaudiranno perché voi andrete e segnerete. Come fece Napoletone a Waterloo. (Ossia, tutti cassintegrati) "



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  Forum: Area libera generale · Anteprima Messaggio: #5119 · Risposte: 0 · Visite: 2,200

Sandro Inviato il: Mar 23 2008, 03:07 PM


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CITAZIONE(lou @ Mar 23 2008, 02:03 PM) *
Mors et vita
duello conflixere mirando :
dux vitae mortus, regnat vivus.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.



Grazie,Lou. wink.gif
Ottime parole che calzano a pennello con la poesia.
Saluti
  Forum: Letteratura e Poesia · Anteprima Messaggio: #5016 · Risposte: 3 · Visite: 5,215

Sandro Inviato il: Mar 22 2008, 01:00 PM


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Jesus


Raggi di luce abbaglianti
trafiggono le foglie
e scintillano sui ruscelli.
Sento la musica
di un caldo venticello.
Quel calore sonante respira soave
sulle radici del bosco.
L'aria, prima
smarrita e depressa,
ora sorride,sorride luminosa!
Jesus!
Il battito del cuore
pompa il Tuo Amore
nelle vene di un fusto
rigoglioso e spumeggiante.
Sulle onde
di un limpido laghetto,
tra il balzellare degli scoiattoli,
sento gioire la Natura.
Il Tuo alito,
allo spirar del vento,
effonde aroma
sulla robusta corteccia.
Il Tuo sguardo
fa amoreggiare le foglie,
ove scorgo il brioso
danzare della verde chioma.
Alla Croce,
immersa nella radiosa luce
di un bosco elettrizzato,
noi gridiamo al cielo:
JESUS CHRISTUS SEI VIVO!
  Forum: Letteratura e Poesia · Anteprima Messaggio: #5013 · Risposte: 3 · Visite: 5,215

Sandro Inviato il: Mar 21 2008, 09:20 AM


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Cercare Dio in Nietzsche è uno dei paradossi teologici degli ultimi anni?
A pensarci bene,forse, non lo è. Cristo è stato il più eretico e bestemmiatore mai
esistito per i farisei. Combattere tutte le falsità e ipocrisie è sempre
un grave atto di eresia. Lo hanno fatto Galileo, Giordano Bruno,
San Francesco e Caravaggio, tanto per citare alcuni nomi ma in altri tempi. Ma adesso nell'epoca della
<<morte di Dio>> chi può essere il più eretico contro la modernità prometeica e la cattiva cristianità?
Solo personaggi radicali,atei e rivoluzionari come Nietzsche possono,paradossalmente,
assolvere il compito cristiano di abbattere inutili e mediocri muri di falsità culturali che hanno
eretto ambigue quanto assurde architetture sociali o psicologiche. Ecco perché Nietzsche ha <<stimolato>>il cristianesimo ,anche se in un modo brutale e deviato dal punto di vista cristiano. Se osserviamo bene cosa fa la Chiesa ,in questi giorni di pasqua in cui dovremmo essere allegri per festeggiare la resurrezione del Cristo, notiamo ancora una necrofilia viscerale nel <<Cristo Morto>>
che ci inchioda così tanto da farci dimenticare poi la gioia della rinascita di Dio. Ma questo non è niente se si pensa ancora all'ostinarsi della chiesa in assurdità teologiche come la
<<sempre vergine Maria>> o altre sciocchezze legate a fattori come la claustrofilia
delle monache di clausura. Se si pensa a queste cose, forse Nietzsche è stato il più <<cristiano>> di tutti!
Buona Pasqua!
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #5005 · Risposte: 65 · Visite: 223,919

Sandro Inviato il: Mar 17 2008, 01:26 PM


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Dal sito: "Corso tenuto dal prof. M. Ravera e dal dr. P. D. Bubbio nel secondo semestre 2004 – 2005 presso l’ Università di Torino. Appunti presi, scritti e sistematizzati da Diego Fusaro."

http://www.filosofico.net/filrelsacrificio5.htm

CITAZIONE
Va tuttavia precisato che l’obiettivo polemico di Nietzsche è sempre la religione cristiana, e mai la figura di Cristo: addirittura egli può sostenere che “non c’è nulla di più contrario al Vangelo del sacrificio”


ciao
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #4944 · Risposte: 65 · Visite: 223,919

Sandro Inviato il: Mar 17 2008, 11:05 AM


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CITAZIONE(NIHILO @ Mar 17 2008, 09:23 AM) *
...per terra si intende l'ente nel suo insieme, cioè
l'universo, composto solo da materia - e antimateria -:
questo nella concezione laica, che pertanto esclude il cielo,
cioè l'aldilà.
Non c'è conciliazione, convergenza tra il pensiero di Nietzsche
ed il cristianesimo, si escludono reciprocamente, non ci vedo
nulla di strano.
Penso che la stessa dottrina teologica cattolica ortodossa,
implicitamente o esplicitamente, convenga su questo punto.


Nulla in contario ma io non mi riferisco alla vita terrena intesa teologicamente ma a quella vita
terrena vissuta con armonia,equilibrio,amore,gioia. Un rapporto disalienato con la natura e con il prossimo, insomma. Il cristianesimo non ha mai negato questi valori così come non li ha mai negato il paganesimo.
La cristianità cattolica di stampo inquisitorio invece sì. Ma questo è un altro discorso.
Saluti
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #4941 · Risposte: 65 · Visite: 223,919

Sandro Inviato il: Mar 16 2008, 12:46 PM


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CITAZIONE(lou @ Mar 16 2008, 09:53 AM) *
e invece si, perchè si può appartenere pienamente alla terra mirando alle cose del cielo, come al sottosuolo
perchè se la terra e il sottosuolo sono frutto della Creazione..come possono essere qualcosa di malevolo??

io non riesco a leggere di vattimo
o della posizione di severino
ma ho un mio pensiero di cattolicaromana
che spero nn sia eresia

Premessa:
Il mio Maestro mi ha insegnato che tutto ciò che accade o Dio lo vuole o Dio lo permette

dunque perchè ha permesso che il pensiero di Nietzsche imprintasse di sè questo secolo e forse quelli a venire?
dove si situa il valore da trattenere come bagaglio per la storia culturale dell'uomo?

Io ho trovato la risposta nella sottolineatura che N. fa dell'amore per il sè umano, qui e ora


In base a queste parole riporto una parte di un mio piccolo articolo in merito

CITAZIONE
Un aspetto importante che invece può provocare in futuro il pensiero di Nietzsche è per certi versi la riscoperta di una creativa cristianità, al momento poco valorizzata, che dovrebbe risorgere dalle ceneri di questo sistema massificante e pianificato.
Gran parte della contestazione nietzscheana è storicamente servita ad esprimere la funzione creativa e distruttiva della volontà di potenza e non ad eleggere un superuomo pagano che non è umanamente possibile e tanto meno concretizzabile nella moderna struttura sociale, dove nichilismo e mercato sono una cosa sola. Paradossalmente, il cristianesimo è destinato a tornare come guida ma in una veste rinnovata e vitale che nemmeno Nietzsche si sarebbe mai immaginato. Con una maggiore apertura del cristianesimo possiamo finalmente esprimere nuovi valori in un contesto tale da ispirare quell'equilibrio dionisiaco-apollineo tanto caro a Nietzsche. Di conseguenza, il grande filosofo tedesco ha involontariamente stimolato il cristianesimo. Quando Nietzsche afferma che quello che «si fa per amore, è sempre al di là del bene e del male» finisce inevitabilmente per incoraggiare un'etica evangelica anche se questo può sembrare apparentemente assurdo. Spesso si parla di Nietzsche in funzione completamente anticristiana, ma se si studia a fondo questo pensatore si finisce per comprendere nel tempo che il suo pensiero non mira proprio alla totale distruzione dei principi cristiani ma viceversa si tratta, in parte e in un certo senso, di una innovativa reinterpretazione di alcuni importanti ideali evangelici, anche se ciò è difficilmente comprensibile. Non a caso «Girard è un filosofo emblematico: cattolico ma anche nietzschiano, che vede nel filosofo dell’anticristo il più grande teologo dopo San Paolo» (Cristina Ferroni). Si pensi per esempio all'idea di Gianni Vattimo riguardo allo sviluppo di un cristianesimo comprensivo e libertario che tiene conto dell'esperienza del pensiero di Nietzsche. Difatti, Cristina Ferroni scrive che «il cristianesimo di Vattimo, se per molti aspetti si accorda con quello di Girard – al quale in realtà deve molto - è fortemente radicato nel principio dell’amore e della carità contro ogni forma d’autorità. Per il filosofo torinese, l’atto di voler definire una natura umana, di fissare un principio universale che regola l’agire degli uomini è violento e autoritario. Così come lo era stato per Nietzsche e per Heidegger, qualunque fissazione di strutture è per Vattimo un atto di autorità, e quindi sostanzialmente un atto anticristiano».
Come il pensiero umanistico-rinascimentale ha provocato una forte emancipazione nella mentalità cristiana, così deve accadere anche con alcuni aspetti del pensiero di Nietzsche, per favorire un cristianesimo dinamico, aperto e totalmente attivo nell'amore verso il prossimo. Si tratta di una riscoperta ispirata a quel "dionisismo cristiano" vissuto con entusiasmo dai primi cristiani, privo di fariseismo e sempre pronto a diffondere ovunque amore, libertà e vitalismo. E' realmente possibile vivere, in quest'ottica di idee legate a una particolare e sana influenza nicciana, un cristianesimo rinforzato, capace di sollecitare nell'uomo la potenza creativa della spiritualità.

Link sul "cristianesimo di vattimo"

http://www.caffeeuropa.it/attualita01/133l...ta-vattimo.html

Saluti
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #4933 · Risposte: 65 · Visite: 223,919

Sandro Inviato il: Mar 10 2008, 10:26 AM


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Forse, questo link prò chiarire meglio tutto

René Girard – Gianni Vattimo, Verità o fede debole? Dialogo su cristianesimo e relativismo.
http://www.recensionifilosofiche.it/crono/...ard-vattimo.htm

ciao
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #4885 · Risposte: 65 · Visite: 223,919

Sandro Inviato il: Mar 10 2008, 09:28 AM


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CITAZIONE(NIHILO @ Mar 10 2008, 08:39 AM) *
.....senso della terra sta per negazione di qualunque trascendenza,
di qualunque aldilà della terra.Poi coi sofismi si può giustificare tutto,
ma se già il tuo discorso viene vagliato secondo i canoni della logica
formale, è di per sè contraddittorio.


Eppure Heidegger considera Nietzsche l'<<ultimo metafisico>>...

CITAZIONE
.....senso della terra sta per negazione di qualunque trascendenza,
di qualunque aldilà della terra


E' esattamente quello che sostiene vattimo quando dice :-Grazie a Dio sono ateo-
ciao
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #4883 · Risposte: 65 · Visite: 223,919

Sandro Inviato il: Mar 8 2008, 07:21 PM


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CITAZIONE
Nietzsche è il profeta del senso della terra,
Cristo è il profeta della redenzione e della salvezza.


E chi ti dice che il << senso della terra>> non possa incrociarsi
in qualche modo con la <<redenzione>> o <<la salvezza>>
Il paradasso è proprio questo. Come sostiene Cristina Ferroni, perchè Girard è << cattolico ma anche nietzschiano>> e <<vede nel filosofo dell’anticristo il più grande teologo dopo San Paolo.>>?
Gesù è salito sulla croce perchè non via sia l'inferno sulla terra e quindi si rivolge a uno <<stile di vita>> legato a un <<senso della terra>> in cui :<<Così come lo era stato per Nietzsche e per Heidegger, qualunque fissazione di strutture è per Vattimo un atto di autorità, e quindi sostanzialmente un atto anticristiano.>>(C. Ferroni)
Capisco che non si può sinteitizzare in questo modo e che il <<senso della terra >> di Nietzsche non è quello cristiano ma a volte Zarathustra sembra così <<cristiano>> e Cristo così <<dionisiaco>>.
Saluti
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Sandro Inviato il: Mar 8 2008, 01:40 PM


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Leggetivi questo link:

Meglio Nietzsche o il cristianesimo?

http://www.corrispondenzaromana.it/articol...tianesimo-.html

Qualcuno di voi ha letto questo testo:
René Girard, Giuseppe Fornari, Il caso Nietzsche. La ribellione fallita dell’anticristo, Marietti,2002

ciao
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #4869 · Risposte: 65 · Visite: 223,919

Sandro Inviato il: Mar 7 2008, 02:42 PM


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Anche io preferisco Heidegger
CITAZIONE
Il colpo più duro contro Dio non consiste nel ritenerlo inconoscibile(...) ma nell ’innalzarlo a supremo valore
Il fatto che il cristianesimo è antidogmatico e per natura contro ogni forma di idolatria non vuol dire che abbia provocato la "secolarizzazione" che è tutta un'altra cosa. Mi sembra strano che vattimo abbia dato un'interpretazione confusionaria per giustificare un cristianesimo totalmente "libero" e "ateo" alla stesso tempo. Sono interpretazioni un po' rischiose quelle di Vattimo?

Mi dite per favore quali sono le posizioni "più condivisibili" di Heidegger dietro l'influenza di Nietzsche?

Saluti

Ti rinvio,caro NIHILO, i miei saluti e grazie per l'interesse


CITAZIONE(NIHILO @ Mar 7 2008, 01:53 PM) *

Ciao, Sandro, colgo l'occasione per salutarti
per la prima volta.
D'accordo, no agli irrigidimenti dogmatici, ma un conto
è il dogmatismo, un conto è la confusione, la totale
- non dico parziale - mancanza di corenza, il guazzabuglio
concettuale.
Io preferisco le analisi e le rispettive posizioni di Heidegger
e Severino.
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #4866 · Risposte: 65 · Visite: 223,919

Sandro Inviato il: Mar 7 2008, 01:42 PM


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Vi riporto un testo che vi può stimolare:
CITAZIONE
Il cristianesimo di Vattimo, se per molti aspetti si accorda con quello di Girard – e al quale in realtà deve molto - è fortemente radicato nel principio dell’amore e della carità contro ogni forma d’autorità. Per il filosofo torinese, l’atto di voler definire una natura umana, di fissare un principio universale che regola l’agire degli uomini è violento e autoritario. Così come lo era stato per Nietzsche e per Heidegger, qualunque fissazione di strutture è per Vattimo un atto di autorità, e quindi sostanzialmente un atto anticristiano. C’è un’essenza dinamica e rivelativa nel Cristianesimo e il fine della storia e lo scopo della vita è ridurre sempre più i limiti. Ecco perché riprende e “tira” il discorso girardiano verso una dinamicità consumativa del Cristianesimo: sempre meno “idoli”, sempre più “ateismo”. Da qui lo slogan preferito di Vattimo: “grazie a Dio sono ateo”, dove l’ateismo è da intendersi come abbandono di qualsiasi forma di fissità dell’essere, in senso sia religioso che filosofico.


Preso da questo link:
http://www.aifr.it/pagine/letture/046.html

ciao
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #4863 · Risposte: 65 · Visite: 223,919

Sandro Inviato il: Mar 7 2008, 12:10 PM


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CITAZIONE(AndreaF. @ Mar 7 2008, 11:31 AM) *
Bella proposta. Essere esaustivi è difficile, le cose verranno man mano nella discussione:

1) Vattimo è credente?
Tempo fa lo ascoltai dire "sono ateo proprio perchè sono cristiano".
Il che è sicuramente bizzarro ma di chiara ascendenza nietzschiana, si pensi semplicemente all crepuscolo degli Idoli.

2) Cristianesimo
Pensare il Cristianesimo oggi per Vattimo significa pensarlo dopo la Morte di Dio e quindi dopo la fine della metafisica. Ma c'è di più: è stato Gesù stesso a liberarci dagli idoli e riproporci la domanda di verità. Il cristianesimo ha un "vocazione secolarizzante".

Per ben spiegarmi vi linko un blog di un amico, in cui abbiamo discusso del tema.
Lui è molto bravo e sicuramente troverete facili chiarimenti (con le mie obiezioni eheh)

http://emiliocorriero.blogspot.com/2007/12...alta-laico.html



Grazie per la riposta che con calma leggo bene .
Intanto, ti invio una recensione legata a questo contesto:
link sorgente:
http://www.uaar.it/ateismo/opere/162.html


Ho detto che vattimo è credente perchè da come puoi leggere tu stesso qui sotto:
CITAZIONE
una vera e propria ostilità del Vattimo credente nei confronti dell’ateo Arcais
Recensione:
CITAZIONE

Il nostro tempo vede riaccendersi una forte contrapposizione tra pensiero razionale e religioni, con scontri e confronti a volte durissimi su etica, scienza, democrazia, laicismo, dove il grande assente è spesso il dialogo. In una situazione di sostanziale stallo, è interessante questa sorta di “esperimento filosofico” – quasi una riedizione dei salotti illuministi – in cui si incontrano (e scontrano) tre intellettuali diversi, per formazione e idee, come d’Arcais, Onfray e Vattimo.

Il testo comprende tre discorsi introduttivi di ognuno degli autori, cui seguono una serie di capitoli di dibattiti – che rappresentano il nocciolo del libro –, il tutto concluso da tre poscritti “ciechi” (ovvero, stilati senza alcuna visione di ciò che avrebbero scritto gli altri). Tutto ha un che di non sistematico, con notevoli digressioni, punti poco chiariti e accantonati, detti e non detti, in bilico nel dispensare perle fulminanti e conclamare banalità (e assurdità): questa caratteristica, che potrebbe apparire un limite, testimonia in maniera vivida la complessità e la passione del dibattito, rispecchia proprio la ratio del confronto, una specie di moderno simposio nella casa torinese di Arcais, svoltosi nel dicembre del 2006.


Tutto sembra promettere bene, all’insegna di un grande confronto filosofico tra figure di spicco (e in un certo senso, le promesse del libro vengono mantenute): ma il dibattito si infrange su una cortina di incomprensione, a tratti una vera e propria ostilità del Vattimo credente nei confronti dell’ateo Arcais (cui non risparmia mai punzecchiature – invero, distorcendone le posizioni), con Onfray che si pone come una sorta di raccordo tra i due, a volte appoggiando il primo.

Se d’Arcais esordisce con un “sappiamo tutto” volutamente provocatorio, affermando che l’ateismo «dovrebbe essere, già da molto tempo, l’orizzonte “normale” e addirittura ovvio della filosofia» (specie dopo Hume e Darwin), Vattimo controbatte accusando ingenerosamente il primo di «assolutismo scientista», quasi di “imperialismo intellettuale” (che farebbe il paio all’imperialismo capitalistico degli USA), e rifacendosi a una tradizione religiosa e metafisica che ritiene relativisticamente “razionale” e che proclama insostituibile e irrinunciabile. Onfray – pur confermando il suo ateismo – accoglie alcune considerazioni di Vattimo in merito alla pluralità di “ragioni” e di “verità”, ponendo la necessità di «riconsiderare la questione della ragione».


La questione dei valori etici diventa un punto di attrito molto forte, perché è il nocciolo della questione: Vattimo tenta di ricollegare i caratteri della modernità (secolarizzazione, diritti umani, laicità, uguaglianza) al cristianesimo, considerandoli inconcepibili senza quel fulcro storico che sarebbe l’Incarnazione, arrivando a dire cose abbastanza discutibili del tipo «Il vero cristianesimo di quel momento era la Rivoluzione» (francese). Valgono in realtà a poco le puntualizzazioni di Arcais sulle contraddizioni della teologia e le serrate critiche sulla storia del cristianesimo di Onfray, che Vattimo bellamente ignora, riducendo la sua fede ai minimi termini, come una «proposta della carità».


Il ritorno del religioso è un’altra questione trattata; secondo Arcais, ciò è motivato non solo dalle classiche paure umane, ma in generale, oggi, dalla «crisi della politica, la sottrazione di cittadinanza, il potere autoreferenziale della gilda dei politici di professione, e il “fare establishment” di questo potere con quello affaristico (ma anche mafioso, ormai) e mediatico. E la frustrazione di massa che ne consegue». Secondo Onfray, l’etologia in particolare può essere uno spunto per fondare la genealogia dei valori, spiegando le dinamiche di gruppo e quindi quelle politiche. Ma Arcais ha una visione più volontaristica, che valorizza la scelta umana e meno il determinismo; Vattimo invece gli contesta di non poter costruire in maniera logica dei valori atei, perché si ostinerebbe a non comprendere la “grazia”.


La politica deve rispondere alle sfide lanciate dal ritorno del religioso, soprattutto considerando l’aggressività di un certo islam. Arcais e Onfray ribadiscono il rigetto del multiculturalismo, in nome di un’impostazione laica e fondata sui diritti umani, dato che «in nome dell’eguale dignità delle culture si sopprime l’eguale dignità degli individui», mentre per Vattimo questa politica sarebbe l’anticamera dell’imperialismo. La soluzione di Vattimo? «Si può solo sperare che il cristianesimo si “diffonda”, come l’Occidente, in quanto religione via via meno “religiosa”, ridotta all’osso della carità».


Un ruolo particolare, nella costruzione della società del futuro, lo ha ovviamente la scuola. Per Onfray e Arcais l’istruzione deve educare allo spirito critico, alla riflessione, alla convivenza civile – di qui il ruolo particolare riservato alla scienza e alla filosofia – ma Vattimo teme l’imposizione di una sorta di “verità di Stato” di matrice tecno-scientista e utile all’imperialismo occidentale – arrivando persino a scandalizzarsi quando Arcais nega che il creazionismo possa essere imposto nelle scuole in quanto dottrina non scientifica. All’incalzare dei sofismi di Vattimo – che accosta addirittura la questione dell’aborto ai bombardamenti in Iraq – Arcais riserva una stilettata da antologia: «Le obiezioni che mi stai facendo sono le stesse che mi ha rivolto Rocco Buttiglione». Il problema è che ha una bella fetta di ragione.


Il relativismo esasperato di Vattimo, che non sembra accettare una concreta distinzione tra religioni, idee irrazionali e discipline fondate su metodi più attendibili, ha i suoi limiti, tanto che Arcais ribatte: «nella pratica, tu stesso, Gianni, accetti queste verità [scientifiche], ogni volta che accendi la luce…».


Insomma, più che un dibattito, questo libro rischia a tratti di diventare un dialogo tra sordi. Comunque, lascia almeno delle opzioni: l’ateo razionalista e illuminista apprezzerà la granitica andatura di Arcais; per un ateo più sghembo e disincantato andrà bene Onfray; l’agnostico scetticissimo o il credente fai da te preferiranno Vattimo.

Dato che il recensore è chiaramente fazioso, propendendo tra l’Onfray e il d’Arcais, conclude così. Le esternazioni di Vattimo lasciano a volte basiti: il suo “cristianesimo” bricolage – secolarizzato, rammodernato e decontestualizzato –, venato di Nietzsche, post-comunismo e iper-relativismo, ostinatamente cristocentrico, è per certi versi l’espressione filosofica di quella confusione che caratterizza una certa cultura dell’odierna sinistra, un pensiero “debole” – quello sì – che di fatto spiana la strada a quello “forte” di Ratzinger e compagnia – e di cui in fondo è figlio.
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Sandro Inviato il: Mar 7 2008, 09:35 AM


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Pensare il Cristianesimo dopo Nietzsche, secondo il punto di vista di Vattimo.
Voglio fare chiarezza su questo concetto e vi invito a dicuterne.Vi chiedo di aiutarmi.
Non ho capito bene se Vattimo considera l'influenza del pensiero di Nietzsche
come una opportunità per risanare o rinvigorire il cristianesimo. Dato che Vattimo è
credente oltre che ad essere un grande studioso di Nietzsche mi pongo questa domanda.
Saluti
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