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BlackSmith Inviato il: Jul 14 2009, 03:15 PM


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CITAZIONE(Mattia 90 @ Jul 8 2009, 08:08 PM) *
Oggi sono andato in libreria con il mio professore di filosofia e parlando di N. il prof ha affermato: Nietzsche è molto di destra


Poi dici: la scuola..... Mi ricordo il mio Prof. di filosofia al liceo. Innamorato della filosofia di Nietzsche. Stravedeva.
Poverino, poi, non so, quale strana malattia lo colpì nell'ultimo periodo. Era diventato quasi catatonico. Ricordo, che da quel momento incominciò a dare letteralmente i numeri. Dava i voti, per esempio, con un criterio tutto particolare, molto strano, che alcuni di noi avevano decifrato, compreso me. Interrogava a gruppi di tre o quattro e quelli che erano in piedi sulla sua destra, anche se dicevano qualsiasi stupidata o addirittura non dicevano proprio nulla come il sottoscritto, dava sempre un voto sopra il sei. Quelli alla sua sinistra dava sempre voti insufficienti. In filosofia avevo, così, sempre voti alti. Mi fomai così il convincimento che il prof, fosse di destra e per associazione, siccome stravedeva per Nietzsche, anche il filosofo lo doveva essere. Per forza. Poi capii a caro prezzo che, quella era solo una strana conseguenza della sua malattia e noi avevamo maldestramente associato la destra, Nietzsche e il nostro professore e dove metterci per essere interrogati. Infatti un giorno insieme a quelli che sembravano avere capito quello strano meccanismo, pur essendo dal lato destro della sua scrivania, prendemmo tutti delle insufficienze clamorose. Pensammo che era soltanto un fatto occasionale. Ma l'evento si ripetè altre volte. Spiazzondoci completamente. A quel punto entrai letteralmente in crisi. Il professore era di destra, di sinistra, e Nietzsche? Da quell'episodio è nata così la mia curiosità su questo stramaledittissimo filosofo. Non so quanto tutto questo ti sarà d'aiuto. Ma, un consiglio, diffida dei professori.

Ciao Sgub, come stai? In questo periodo ti ho sempre continuato a leggere. Sull'ulisse hai scritto una vera perla.

  Forum: Nietzsche spazio libero · Anteprima Messaggio: #8325 · Risposte: 16 · Visite: 14,881

BlackSmith Inviato il: May 9 2009, 07:25 AM


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CITAZIONE(Joseph de Silentio @ May 8 2009, 10:21 PM) *
"Capolavoro" è un termine che ricorre più volte negli scritti nietzscheani, spesso in riferimento a questioni di estetica (in particolare di musica). Il senso più vicino a quello cui fa riferimento Arsenio, inerente cioè un modo di essere o di sentirsi dell'uomo, è presente - anche qui tuttavia in analogia con la musica - in apertura de "Il caso Wagner". Qui, a proposito della Carmen di Bizet, che definisce un "capolavoro", Nietzsche infatti scrive: "Come rende perfetti una tale opera! Nell'udirla si diventa noi stessi un 'capolavoro' " (WA I, in OFN, vol. VI, t. III, p. 7)


Certo, certo!
Credo cmq che per spiegare quel concetto, bisogna partire dal pensiero post-schopenaureiano di Nietzsche.
Non più, perciò, contemplazione dell'opera d'arte, ma opera d'arte stessa. In buona sostanza una filosofia della sofferenza e del fare e non della sola sofferenza e dell'osservare.
Una vita vissuta come un romanzo. Dove l'autore di un racconto fantastico è il protagonista stesso.
Tutti quelli che insomma hanno fatto della propria vita un'opera d'arte, un capolavoro, grande o piccola che sia, nel bene o nel male.
Una tematica assai rischiosa, ma se dobbiamo dirLa tutta, quello che voleva dire Nietzsche è proprio questo.
Nietzsche non ha soltanto scritto dei capolavori, ma egli stesso, è stato un capolavoro. Zarathusta e Nietzsche insieme sono stati un capolavoro. Dostojevski e Raskolnikov, insieme sono stati un capolavoro, Pollock e le sue gocciolature insieme, Mozart e il suo requiem insieme sono un capolavoro, Einstein e la relatività insieme, etc. etc...
Potremmo citare poi dittatori e statisti, ma qui sorvoliamo.
Una completa fusione tra l'uomo e la sua produzione artistica.
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8138 · Risposte: 9 · Visite: 14,500

BlackSmith Inviato il: May 8 2009, 02:06 PM


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"Era un pomeriggio come gli altri, uno di quei pomeriggi in cui il caldo a Palermo è fuoco. Era proprio uno di quei giorni, con asfissianti folate di vento di scirocco. Rovente, ma nulla in confronto all’inferno che per Lorenzo sarebbe stato a quarantun anni!"

Questo è l'incipit del romanzo "Sangue semente", un romanzo che potrebbe essere meglio definito come una "psicotragicommedia" dei nostri tempi. La storia del curioso protagonista, Lorenzo Tortorella, si svolge tra Palermo e Trento. Lo stile narrativo è contradditorio, come contraddittorio è lo stesso carattere del personaggio principale. La narrazione spesso enfatica, punta molto sul pathos e sull'uso di logorroiche parole auliche, metafore, neologismi, e dotte citazioni che si contrappongono volutamente ad uno stile che anche nei dialoghi suona decisamente modernamente veloce . Una scelta stilistica contraddittoria, ben precisa che si trasferisce coerentemente sulla stessa complicata contraddittorietà del protagonista, facendone emergere una ricchezza caratteriale come in una tela policromatica: comicità, frivolezza, brillanti invenzioni paradossali (prendendo spunto dalle letture di Nietzsche), fanno, perciò, da contraltare alla profonda coscienza di sé, all'autoanalisi esasperata, alla tragedia degli avvenimenti, alla sofferenza.

Lo scrittore, nasce non per caso a Palermo e si trasferisce per caso a Trento, e da buon siciliano rimane sicuramente influenzato dalle letture di Luigi Pirandello e per questo, anche se la storia è sicuramente una tragedia, non poteva che essere affrontata in chiave ironica, paradossale e quasi mai vittimistica. La sua Innocenza, caso mai, andando oltre il fatto giudiziario che lo coinvolge, è un’Innocenza in quanto Uomo: essere per sua natura vulnerabile e fallibile. La storia giudiziaria del Lorenzo Tortorella, fa così, solo da contorno e da spunto per descrivere un mondo e la vita stessa, come qualcosa di imprevedibile e tremendamente bizzarra. Le "accuse" alla superficialità e all'anacronistica macchina Giudiziaria, rimangono perciò, divertenti e drammatici elementi sempre secondari. Qualche procuratore, magistrato, avvocato che dovesse sentirsi offeso, saprà invece ricavare da questa lettura elementi di riflessione e sorrisi senza risentimenti, consapevoli anche loro, come tutti noi, dell’umana fallibilità e del complicato rapporto con la Verità. A prevalere, così, è soprattutto, l'attenta e minuziosa analisi psicologica, applicata chirurgicamente al protagonista principale, scarnificato con l'intento principale di sezionare attraverso lui, l'Uomo stesso: la sua natura vulnerabile, le contraddizioni, la sua poliedricità. L’intento umano disperato e spesso vano di voler dare Ordine al Caos, di essere lineare, decifrabile e comprensibile, si scontra in ogni istante con la sua stessa natura imprevedibile e fragile. Una natura Umana, troppo umana.

Il libro sarà disponibile per la fine di Maggio. o sarà possibile acquistarlo in tutte le librerie o al sito http://www.fermenti-editrice.it



L'intenzione è di devolvere Il ricavato della vendita all'associazione:

A.P.A.S. ASSOCIAZIONE PROVINCIALE DI AIUTO SOCIALE






Scopi

SOSTEGNO A DETENUTI E DIMESSI DAL CARCERE E LORO FAMILIARI PER FAVORIRE IL REINSERIMENTO SOCIALE. INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE SUL TERRITORIO. FORMAZIONE E SOSTEGNO DEI VOLONTARI.


La prego Illustrissimo, perciò, qualora lo ritenesse opportuno, girare questa e-mail a chi potrebbe essere interessato alla lettura del romanzo contribuendo, così, all’aiuto dell’associazione sopracitata.

Saluti Vincent Blacksmith
  Forum: Letteratura e Poesia · Anteprima Messaggio: #8136 · Risposte: 0 · Visite: 3,755

BlackSmith Inviato il: Apr 22 2009, 06:51 PM


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CITAZIONE
Restiamo malriusciti no? è meglio! La perfezione la lasciamo al mondo di Leibniz o alle idee di Platone.

Ciao Sgub! laugh.gif laugh.gif hai ragione , tendiamo alla perfezione, è quello che faremo nei prossimi millenni, ma appunto poi esprimo un concetto che hai ripreso con quella bellissima citazione:<<Ogni eterno piacere anela a ciò che è malriuscito. Perché ogni piacere vuole sé, perciò vuole anche sofferenza! Oh felicità, oh dolore! Oh, spezzati cuore! Uomini superiori, imparate: piacere vuole eternità, – piacere vuole eternità di "tutte" le cose, "vuole profonda, profonda eternità!">>
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8123 · Risposte: 18 · Visite: 18,031

BlackSmith Inviato il: Apr 22 2009, 07:29 AM


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CITAZIONE
In altre parole io vedo nella tecnica la prosecutrice dell'attività artistica dell'uomo e in grado di emanciparlo dalle costrizioni della natura e da quelle sociali...!)


Penso che tu abbia proprio ragione. L'eugenetica, sarà, se non lo è già, non più una sola branca ramo della medicina ma una nuova forma d'arte. La mappa genetica come una tavolozza di colori, per dipingere quello che N. ha decretato ormai morto...!
Assenza di dolore, clonazione, sconfitta delle malettie, dell'invecchiamento, miglioramento della qualità della vita generalizzata e globale, non sono più fantasie ma già orizzonti raggiungibili. Superuomo- immortalità-Dio-Noi stessi. Controindicazioni: perdita di sensibilità, egoismo, assenza di sofferenza e quindi di piacere, riduzione dei sentimenti; elementi che potrebbero un giorno farci rimpiangere di essere stati uomini tanto da ritornare ad esserlo, ammesso che questo passaggio non è già stato fatto e non è abbiamo memoria. Visione fantastica? Banale? Ovvia? Verosimile?

  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8120 · Risposte: 18 · Visite: 18,031

BlackSmith Inviato il: Apr 11 2009, 06:10 AM


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"L'evoluzione darwiniana" è una delle interpretazioni che il regista segue come una linea direttrice fin dall'inizio del film, per poi richiudersi su stessa come un ciclo di vita, morte, rinascita etc.. Bella,sgub,la tua interpretazione sull relativismo che hai ricavato dalle navi spaziali che girano, dalle telecamere senza punti di riferimento etc.., ma credo che le sequenze iniziali del film che risultano poi le più convincenti e spettacolari, indicano quella strada interpretativa, discutibile o meno, ma quella è la strada.
Certo poi inserisce altri elementi e altri ancora, rendendo il film una sequenza discontinua, come tanti flash di un sogno o di una visione. C'ha provato anche lui, riuscendo ad ottenere, e non è poco, soltanto un film straordinario, ma niente di più.
Troppo scontata, per quegli anni, oggi un pò meno,la suggestione che provoca la macchina Hall quando si sostituisce all'uomo.

E io che aspettavo la quarta di copertina wink.gif Cmq, ho già corretto la seconda bozza
  Forum: Nietzsche spazio libero · Anteprima Messaggio: #8101 · Risposte: 4 · Visite: 12,610

BlackSmith Inviato il: Mar 29 2009, 08:24 PM


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Poi scusa, ogni filosofo ha tentato di spiegare la vita, non vedo cosa ci sia di strano nel fatto che lo faccia anche N.
E anzi, mi sembra d'obbligo sottolineare che la VdP non è un principio, un universale, una forma trascendente, ma la vita stessa, e il modo in cui essa si manifesta, come un continuo divenire e un continuo autosuperamento.
Perciò sarebbe un pò come se N ci dicesse: "d'ora in poi, chiamerò la vita e le sue manifestazioni 'volontà di potenza'".

Ps credi che servirebbe uno scienziato per dimostrare la vita e le sue manifestazioni???

Giustissimo Nach, sottoscrivo!
Basta leggere "Delitto e Castico" o "Memorie del sottosuolo", ma basterebbe già soltanto il primo: dove il protagonista del romanzo esprime la VdP con il superamento della morale comunemente intesa. Uccidendo la vecchia usuraia, afferma la sua VdP, superando l'immobilismo con l'agire per applicare una nuova morale utiliritaristica: far del male a fin di bene, quella morale che poi è dell'Uomo Nuovo. Tutto discutibile, ma è questo un aspetto fondamentale dellla VdP ed è un aspetto che come dici benissimo non è un principio universale, una forma trascendentale, ma la vita stessa, specie quella del sottosuolo.....
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8087 · Risposte: 24 · Visite: 33,412

BlackSmith Inviato il: Mar 27 2009, 05:48 PM


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No il marito mi pare si chiami Luigi, potrebbe anche essere lui nella macchina ma poco importa, resta l'immagine di questo vecchio libidinoso. Snaporaz invece dovrebbe essere Guido stesso, non so dirti da dove provenga, vecchio lo è già a 43 anni!
L'unico film in cui si possa vedere una scissione di quel genere (vecchio-giovane) è La Voce della Luna, l'ultimo, che secondo me è altrettanto un capolavoro e si nota anche come Fellini si sia allontanato dal modello classico di film con trama e svolgimento.



No, e che mi sembrava d'aver sentito un suono..., come quello dei fumetti, che utilizza...., all'arrivo in ...., sia ..... quando è in crisi di ispirazione, certo che quel film, Sgub è strapieno di significati, andrebbe ruminato... come ferebbe un erbivoro.
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BlackSmith Inviato il: Mar 27 2009, 05:36 PM


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Direi che l'accostamento è perfetto fino a che non iniziano le parole... Lì secondo me sarebbe bello sfumare e lasciare il sottofondo di Nino Rota che da solo è essenziale per il finale del film. dry.gif

Hai ragione, ho fatto una cosa con mezzi piuttosto spartani, ma la mia intenzione non era che un'idea lontana da voler creare chissà quale corto, ma più vicina a cercare di trasmettere, quello che la parte finale del film mi aveva suscitato emotivamente.

Sai, quella è anche la mia canzone preferita... wub.gif Non saremo gli unici, perchè chi l'ascolta, anzi per chi è ben predisposto ad ascoltarla, è veramente straordinaria.
Purtroppo però non posso dire altrettanto del film... Perdonatemi ma sono gusti!
Adesso te lo dico io: rivedilo

Comunque c'è una frase che mi ha sempre colpito, ed è quando il protagonista (mi sembra, ma non ne sono certa, perché è un pò che non lo vedo) si reca da un prete e gli dice: "non riesco ad essere felice" e lui: "ma il tuo scopo non è essere felice".
Ecco, questo punto mi ha fatto riflettere e l'ho sempre accostato da una parte alle critiche nietzscheane al cristianesimo e alla decadenza in genere; dall'altra allo stesso 'messaggio' di Nietzsche che ci invita a non restare mai fermi in un'oasi "tra figlie del deserto", a convivere con l'angoscia e anzi a farne motivo di ricerca e di autosuperamento... Ma non lo so, forse me lo sono inventato!
Qui non aggiungerei di meglio di quello che ha già detto Sgub.
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8079 · Risposte: 31 · Visite: 42,614

BlackSmith Inviato il: Mar 27 2009, 05:25 PM


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blink.gif oddio... mi sembrava chiaro mi riferissi a Deleuze... che mi tocca sentire...

Oh Dio, scusami, eh che ne so! Di Deleuze, avevo visto una sua intervista, sapevo chi era, ma me ne rammarico, di lui non avevo letto nulla, finchè Sgub non mi ha fatto una capoccia così, da farmi venire la curiosità di leggerlo.
Poi io, faccio tutt'altro mestiere, sempre appassioonato d'arte in genere, ma non è certo diventato il mio mestiere.
Tra parentesi mi ricordo quand'ero ragazzino mi dicevano: "Non vorresti fare mica il Filosofo! L'artista! Qelli lì son degli scanzafatica buoni a nulla, fai l'avvocato piuttosto, o non sò il medico, l'ingegnere, ma il filosofo ah ah ah ah, l'artista, ma sei scemo, sei proprio un mammalucco, il pianoforte, in testa te lo do, la vedi quella tela... ecco vedi che fine fa svuuu, un volo, chi cavolo è sto' capellone con la faccia da beccamorto Schopenauer, Chi? Schopenauer, ma fai cose più allegre, più produttive, questi sono tutti morti poveri e pazzi, cerchiamo di fare i seri"
Oggi, leggendo, che con l'arte ci campi, mi viene anche un pò di invidia, che il cinema è diventato il tuo mestiere mi rode dall'invidia.
Scusami e i miei rallegramenti, ma oggi tutto quello di cui parli in modo professionale per me è solo curiosità e ricordo.

  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8078 · Risposte: 31 · Visite: 42,614

BlackSmith Inviato il: Mar 27 2009, 12:56 AM


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l'amante di Guido, che qui richiama Freud e Schopenhauer con le loro teorie del piacere.

Il vecchio con l'amante di Guido sarebbe Fellini-Guido stesso da vecchio? Poi nel film ho sentito chiamare il marito della sua amante (Sandra Milo) Snaporaz, ho sentito male ?, poi ho anche sentito lo pseudonimo del vecchio Snaporatz wink.gif Sarà lo snaporaz dell'altro film : la città delle donne ? Ne sai qualcosa? wink.gif
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8072 · Risposte: 31 · Visite: 42,614

BlackSmith Inviato il: Mar 27 2009, 12:16 AM


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Dici:
La teoria filosofica è una pratica, e non è certamente più astratta del suo oggetto, è pratica dei concetti. La teoria del cinema ad esempio non si fonda sul cinema, ma sui concetti che il cinema suscita. Il cinema è nuova pratica delle immagini e dei segni, di cui la filosofia può e deve fare la teoria in quanto pratica concettuale....
"cinema" x me è uguale a "filosofia"


Sarai contento di sapere che Deleuze, che solo qualche volta...Sgub ha soltanto accennato, la pensa esattamente come te, e non viceversa nooo wink.gif
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8071 · Risposte: 31 · Visite: 42,614

BlackSmith Inviato il: Mar 26 2009, 08:22 PM


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Dici:Invece è più importante il discorso che hai ingrassetato: il percorso dell'artista si colloca in principio in una incapacità creativa dovuta al sovrabbondare creativo, dionisiaco, infantile, che si simbolizza nel volo come trascendenza del soggetto che si libera dal traffico del mondo contingente per andare alle idee, all'arte come la intende Schopenhauer: contemplazione dell'ideale. Ecco perchè proprio nel sogno iniziale si intravede lui volare e si sovrappongono le immagini della rampa di lancio che sta costruendo per il film, secondo simbolo della verticalità del trascendentalismo (pensa alle monadi di Leibniz, piano di sopra/piano di sotto).
A impedirgli l'eccesso di questo volo (che come insegna Icaro finisce male) ci pensa un avvocato (agente della sua musa peraltro) che legge un copione: "giù, giù definitivamente".


La prima parte del film, quando è intrappolato claustrofobicamente nel traffico, non è casuale che i passeggeri dell'autobus, mostrano i loro corpi vestiti di bianco,nascondendo le teste, e quindi non sono convinto,sgub, che i colori dei vestiti e il loro significato sia di poco conto. Condivido con te l'incapacità di canalizzare creativamente "l'idea" di realizzare un film che prevederebbe la fantastica partenza di una fantomatica navicella spaziale, nell'unico modo che gli riesce, cioè quello di idealizzare con la rappresentazione del volo, cioè che altrimenti non riesce a fare, poichè legato agli arti, impedito dalla zavorra-utile del mondo reale a cui viene richiamato al "giù definitivamente" dell'avvocato.






Quella corda che lo tiene legato è se vuoi la parte apollinea o razionale che, sempre nella trascendenza dell'idea e di un mondo dualistico, lo aiuta a rimanere nella realtà (Freud parlerebbe proprio di "principio di realtà" opposto a quello di piacere che è del bambino, del volo, Nietzsche nella NdT parlava di Lakchos e di principio di individuazione). Nello stesso solco si collocano tutte le figure "senex": il prete, il critico, il produttore, che lo invitano continuamente al suo dovere, alla ragionevolezza, al lavoro produttivo, all'individuazione.
D'accordissimo.

Ora però come già schopenhauer aveva ben visto questo gioco non funziona, e la corda prima o poi si spezza: "non c'è niente di niente, da nessuna parte". Il risultato è il colpo di rivoltella alla tempia, ecco il trionfo dell'aldilà del principio di piacere, ecco il terribile epilogo di ogni dualismo e di ogni trascendentalismo, di ogni soggetto così narcisisticamente e infantilmente legato al suo io...voglio (nell'harem è portata al culmine l'idea) tanto da non saper fare UNA scelta (nelle donne in primis) nella paura di perdere qualcosa. Solo dopo l'annullamento nolontaristico di questa volontà, solo dopo esser salito in macchina col critico e aver abbattuto le impalcature della trascendenza si può dare vita ad un nuovo inizio, un dire di sì, che non sarà più nel segno dei senex e dell'apollineo (trascendenti, dualistici, verticali), bensì nel girotondo che si muove su un piano orizzontale, sulla terra, un girotondo che si chiude in se stesso, un eterno ritorno che non va da nessuna parte, resta lì nella sua musica dionisiaca. "Questa confusione sono io, io come sono e non come vorrei essere". La moglie che gli rimprovera di non averla mai "sposata veramente" è proprio l'incapacità di questo artista a legarsi con fedeltà alla terra che è apparenza, immanenza, sostanza spinoziana, un anello nuziale che è quello della volontà che vuole se stessa, un edipo in senso cosmico (la madre e la moglie come terra/feritilità creativa ancora, il padre come superio/senex/dio/trascendenza arida).

Sei stato chiaro, ma ho notato, come in quasi tutte le recensioni e le interpretazioni, la figura di Maurice viene, quasi rimossa, o quantomeno viene relegata, erroneamente, come una figura di secondo piano. Alla fonte dopo il ritmo incalzante sotto le note della cavalcata delle Valchirie, nella scena quando la scrittrice-filosofa-ammiccante , fidanzata del suo amico, dice "non sentite l'acqua della sorgente?", acqua felice la chiamano i latini dice, e in quel momento appare il Jolly, quello che butta giù i pezzi della scacchiera dell'apollineo, con una risata dionisiaca invita i presenti a fare dei giochi di telepatia e cosa tira fuori dai pensieri di Guido : Asa-Nisi-Masa, quella formuletta magica indispensabile a svelare l'anima junghiana, a cui tu hai giustamente fatto riferimento, ma se l'Anima è l'archetipo junghiano, gli altri personaggi, i senex, la trasgessione che è l'unica ad ammalarsi dell'acqua della fonte, l'unica non malata, dovrebbero essere le ombre dello stesso Guido, insomma se c'è l'anima, ci sone le Ombre, Maurice cos'è se non la figura principale perchè avvenga la Trasformazione.
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BlackSmith Inviato il: Mar 26 2009, 07:56 PM


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CITAZIONE(Nachtlied @ Mar 26 2009, 01:57 PM) *
Oltre che fuorviante è controproducente, nel senso che lo Za deve essere il culmine di un'accurata ricerca e riflessione sul pensiero nietzscheano; leggerlo da solo poterbbe portare a fraintendimenti dai quali poi risulterebbe molto difficile uscire.
Infatti:

Non ho mai detto che queste siano sotto-categorie, né l'ho mai pensato! Perciò, se ti riferisci a me, per favore smetti di farmi dire cose che non ho detto.
E' proprio perché nello Za Nietzsche diventa filosofo-artista-creatore (che, seguendo il filo conduttore inaugurato con la FW, si riassume un'unica persona, cioè nel nuovo tipo di filosofo), che non va presa troppo alla leggera la poesia che ne costituisce il linguaggio, riducendola ad un tipo di poesia puramente rappresentativa, che è appunto quella 'tradizionale'.
La poetica dello Za è molto complessa e problematica (non dimentichiamoci che tiene divisi due gruppi di studiosi e interpreti nietzscheani!) e per questo non ha niente a che vedere con una poesia che è solo forma, come può essere quella romantica (contrariamente a ciò che vorrebbe farci credere, fra l'altro).
Ps non toccatemi i Pink Floyd e soprattutto Shine on me crazy diamond!!! angry.gif tongue.gif


Sono contento di risentirti! Certo che intendevo riferirmi a te, altrimenti come avrei potuto stimolare, provocare, la tua risposta e quindi aspettare ansioso la tua apparizione laugh.gif
Ah Nach, dai, com'è l'accostamento, ci sta, ci sta? Oh quel pezzo dei Pink Floyd, passa il tempo, e non smette ancora di farmi sognare, è il mio preferito.

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BlackSmith Inviato il: Mar 25 2009, 07:32 PM


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Alcune cose riesco a comprenderle meglio, quando di fronte ho qualcuno che crea dei concetti e non si riduce a riportare cosa dice quello o quell’altro, e tu, ti (anacoluto? Ah a proposito ti sei accorto come nella dialettica e nella scrittura, già qui, si tende in generale a riproporre l’identico e a diffidare della differenza? Oh intendiamoci non c’entra nulla con gli errori grammaticali, gli anacoluti, le distrazioni, gli strafalcioni, etc.. ma riflettevo a quanto in generale siamo ostili al senso piuttosto che al senzo e riproponiamo tutti gli stessi pensieri che penzieri differenti ) sei spiegato benissimo. Non ho letto tantissimi filosofi, ma quello che sento è che la vera filosofia, deve creare, fare cose nuove, come la pittura, il cinema, la letteratura, e lo Zarathustra appartiene a pieno titolo a queste categorie, che per alcuni in questo forum, e non mi riferisco certamente a te, visto che sei stato tu a suggerirmi di rivedere questo capolavoro, sembrano invece delle sotto-categorie. Nello Zarathustra Nietzsche diventa filosofo-artista-creatore e non è stato meno di Picasso, cioè voglio dire, che al pari di Picasso, ha creato qualcosa di nuovo, non limitandosi a guardare cos’era stato fatto prima di lui, approvando alcuni, criticando altri, è andato oltre, ha rotto degli schemi, ha posto una linea di demarcazione, un solco incredibile, tra quello che era prima di Nietzsche e quello che ancora ha da venire.

Riguardo al bianco e nero è stata una scelta (nel 1962 c'era già il colore). Non avevo fatto caso, che già in quegli anni si poteva disporre del colore, e questo confermerebbe ancora di più quanto non a caso siano stati scelti gli abiti dei personaggi nei particolari, pur ammettendo che certe cose potrebbero essere casuali, vista la complessità nel gestire tutte quelle comparse. Ma non sarei così tanto certo, che non siano stati meticolosamente scelti nei minimi particolari dal regista.
Guido neanche nella vasca si libera dal nero…, con quel cappello, e non credo sia stato un caso.

La trascendenza/immanenza è soprattutto nella verticalità/orizzontalità della rampa di lancio che come hai fatto notare benissimo viene come abbattuta nel suo trascendere verso l'alto (come compare anche nel primissimo sogno dove Guido vola) dal "nichilismo" del critico. Assorbita questa lezione e superata gli è possibile quel circolo che è puramente orizzontale, terrestre.
Nelle parti grasse, proprio lì, non ho capito una “ cippa”, sempre per citare Zagreo, che aleggia sempre sopra di me…

Io tendo a divagare parlando di questo film però! Ne vale la pena

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BlackSmith Inviato il: Mar 25 2009, 05:30 PM


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CITAZIONE(Sgubonius @ Mar 25 2009, 03:25 PM) *
Direi che serve molta lucidità (razionalità rischia di diventare una questione logica/deduttiva che direi non è proprio rigorosissimo).
Quando sento rinchiudere Fellini nella sola categoria di "onirico/visionario" ho sempre perplessità, nel senso che questo sarebbe solo un abbandono irrazionale alla fantasia, patria dell'inautentico e nemica di ogni reale opera d'arte (l'intorbidimento delle acque per farle sembrare profonde nel "Dei Poeti"). Anche se originariamente pensata come antitesi archetipica fra puer e senex, la "collaborazione" fra il regista e l'intellettuale iper-razionale è necessaria e si rifà anche a quell'ideale tragico che in Nietzsche univa apollineo e dionisiaco. Quell'igiene di cui parla il francofono è lo stesso di cui rimproveravo la mancanza nell'altro topic ai poeti dell'ultima ora. Il volo sfrenato dell'artista estroso necessita di un legame alla terra che gli permetta la realizzazione effettiva, l'immanenza orizzontale (opposta alla trascendenza verticale del sognatore, dell'idealista), la razionalità del critico/intellettuale/senex non potrà mai bastare a questo scopo ma può indicare la strada conferendo la lucidità necessaria ad aprire la via per il suggello che sarà poi nel film la moglie o la musa (derivato dell'anima junghiana), o in Nietzsche l'eterno ritorno che è a tutti gli effetti una sorta di erede dell'apollineo (ne parlavamo anche nel topic apposito) ma senza la componente trascendente che mantiene il dualismo.

Sono d'accordo con te, sulla lucidità-razionalità, non sono d'accordo invece, ma forse non sono stato chiaro, e mi capita spesso, sull'abbandono irrazionale; chi lo ha detto, chi lo ha mai sostenuto! L'abbandono può non essere irrazionale, ma invece assolutamente volontario ed è quello dell'uomo dionisiaco che pur essendo in preda all'abbandono dell'ebrezza, sta fuori di sè, ma è ancora in sè, come staccato dal corpo ma non nella mente, guarda tutto, sopra di lui, è proprio quella poliprospettiva schizofrenica, quella frantumazione dell'io, quella spersonalizzazione di cui tanto hai prima parlato.
Uno dei passaggi interessanti è propio, l'abbandono del "regista" quando sulla scena irrompe, come un disturbo, il "jolly-maestro", rappresentando in quel momento la frantumazione dell'iper-razionalità del "logico-senex", buttando giù i pezzi della scacchiera, è in quel momento, in quell'intrusione discreta e apparentemente distaccata dalla scena che avviene la trasformazione, come elemento chimico fondamentale per ottenere quella magnifica reazione. Non dico che sia l'elemento fondamentale, devono esserci tanti elementi, ma quell'intrusione, è la polvere magica!
Poi ho fatto caso alla mescolanza tra immanenza e trascendenza, rappresentata dal bianco e dal nero, quel film non avrebbe potuto essere girato che con quei due soli colori, alcuni sono solo immanenza altri trascendenza altri ancora l'uno e l'altro contemporaneamente. E' curioso e molto interessante, almeno io, la trovo tale. Guarda chi è soltanto vestito di bianco, guarda chi è vestito normalmente, guarda poi chi ha contemporaneamente le due cose, è fantastico! Fantastico! Non smetterò mai di ringraziarti, poi Za. dai, su, chi ha mai pensato che Fellini con quel film non abbia usato la capoccia, mi sembra riduttivo, questo fraintendimento sull'irrazionalità e sull'abbandono.
http://www.youtube.com/watch?v=uHC_vS6VaOY

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BlackSmith Inviato il: Mar 25 2009, 12:54 PM


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Sarebbe meglio senza Pink Floyd alla fine però! angry.gif

Ho voluto mixare le musiche antiche di Rota con quelle moderne dei Pink Floyd "Shine On You Crazy", e ho scelto quest'ultima poichè mi ricordava che era una di quelle poche canzoni che mi creavano un'atmosfera onirica, mi facevano entrare nel sogno come nei misteri eleusini. La parte finale del film è di una bellezza senza tempo,(ancora grazie Sgub), come la lettura di Nietzsche anche quella è di una bellezza senza tempo. Quando dicevo, quanto siano inutili, mille tomi per capire Nietzsche, ho voluto con questo breve collage, blog, di immagini e suoni, farVi capire come, io, intendo sia l'unico modo per approcciarsi alla lettura dello Z.
Quello non è un testo di filosofia, (non è una polemica Nach), quella cosa lì è una cosa per iniziati, bisogna togliersi le scarpe, prendersi per mano, e lasciandarsi andare in balli e canti immersi nel sogno. L'unione tra realtà e sogno, quelli vestiti di bianco accanto a quelli vestiti normalmente,
poi addirittura c'è qualcuno che vestito di bianco indossa un normalissimo paltò (altro mistero....) è l'unico modo per partecipare a quell'evento. Nella lettura dello Z. come nella parte finale di quel film, non è importante Leggere, ma mettersi in fila.... e girare.
Certo adesso Nietzsche è diventata una moda, ma quando l'ho incontrato diventandone amico è stato in tempi non sospetti wink.gif

P.S Per fortuna che in questi giorni non c'è Zagreo, altrimenti Silenzio, Silenzio! Ho serissimi problemi agli occhi!

http://www.youtube.com/watch?v=uHC_vS6VaOY

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BlackSmith Inviato il: Mar 24 2009, 04:40 PM


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CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 24 2009, 04:37 PM) *

Il sogno si sta trasformando in incubo angry.gif
http://www.youtube.com/watch?v=uHC_vS6VaOYhttp://www.youtube.com/watch?v=uHC_vS6VaOY
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BlackSmith Inviato il: Mar 24 2009, 04:37 PM


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CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 24 2009, 04:36 PM) *
Quanto è inutile la razionalità per sentire Nietzsche.
Un omaggioa chi mi ha dato un'altro spunto per vedere.
Per spiegare Nietzsche, mia cara Nach, un quadro, una poesia, un film, valgono mille tomi di illustri pensatori.
BlackSmith

opss ecco
http://www.youtube.com/watch?v=uHC_vS6VaOY
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BlackSmith Inviato il: Mar 24 2009, 04:36 PM


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Quanto è inutile la razionalità per sentire Nietzsche.
Un omaggioa chi mi ha dato un'altro spunto per vedere.
Per spiegare Nietzsche, mia cara Nach, un quadro, una poesia, un film, valgono mille tomi di illustri pensatori.
BlackSmith
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BlackSmith Inviato il: Mar 23 2009, 07:00 PM


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Perchè uno dovrebbe lasciare dietro di se, un'intera opera, come lo sciancato si lascia dietro di se la sua impronta deforme? Non è questa una mostruosa presunzione, credere che gli altri si gioverebbero dello squallido catalogo degli orrori e degli errori umani. Allora cosa importa cucire insieme brandelli della nostra vita, i vaghi ricordi o i volti delle persone che non si è saputo amare mai!


Ma Nietzsche ha amato più se stesso o gli altri?

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BlackSmith Inviato il: Mar 21 2009, 08:03 PM


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Non sono una persona e il tempo non è mio!! rolleyes.gif

Sono cose che costano mio caro amico, lo so!
Ma noi intellettuali, dico noi, perchè ti considero tale, abbiamo il dovere di rimanere lucidi fino alla fine.
Ci sono già troppe cose superflue al mondo, non è il caso di aggiungere altro disordine al disordine.
Distruggere è meglio che creare, quando non si creano le poche cose necessarie, e poi c'è qualcosa di così chiaro e giusto al mondo che abbia il diritto di vivere? Meglio lasciare andare giù tutto e far spargere sale, come facevano gli antichi, per purificare i campi di battaglia; in fondo avremmo solo bisogno di un pò di igiene, di benzina, di disinfettante. Siamo soffocati dalle parole, dalle immagini,dai suoni, che non hanno ragione di vita, che vengono dal vuoto e vanno verso il vuoto. A un artista, veramente degno di questo nome, non bisognerebbe chiedere che quest'atto di lealtà: educarsi al silenzio.
Ricordi l'elogio di Mallarmé alla pagina bianca, a Rimbaud, un poeta mio caro, nella sua poesia la sua rinuncia è continuare a scrivere " se non si può avere il tutto, il nulla è la vera perfezione". Perdonami quest'eccesso di citazioni, ma mi viene rabbia a pensare che uno dovrebbe lasciare dietro di se, un'intera opera, come lo sciancato si lascia dietro di se la sua impronta deforme, che mostruosa presunzione, credere che gli altri si gioverebbero dello squallido catalogo degli orrori e degli errori umani. Allora cosa importa cucire insieme brandelli della nostra vita, i vaghi ricordi o i volti delle persone che non si è saputo amare mai!
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BlackSmith Inviato il: Mar 21 2009, 07:40 PM


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CITAZIONE(Nachtlied @ Mar 21 2009, 01:41 PM) *
Infatti non mi riferivo espressamente a N, ma alle cose di tutti giorni, nel senso che cerchi sempre di entrare dentro al problema.
Appunto per questo per capire veramente N dovresti entrare dentro il suo pensiero, non attraverso un quadro, ovvio, ma studiando e criticando continuamente.
unsure.gif
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BlackSmith Inviato il: Mar 21 2009, 10:27 AM


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CITAZIONE(Nachtlied @ Mar 20 2009, 09:42 PM) *
Però mi complimento, Blacksmith!
Davvero un bell'inizio! laugh.gif tongue.gif

Forse questo tuo modo di approcciarti alle cose ti sarà utile più di quanto tu creda...


Nach, non mi è servito a niente ! Credo che l'approccio migliore, ha ragione sgub, sia contenuta nell'espressione di Mastroianni, raffigurata nel suo avatar, ogni volta che la osservo penso al finale dello Z.
Nella leggerezza, nel disincanto, nella diffidenza del pensiero, nella smorfia del sorriso è contenuta la "spiegazione" dell'esistenza. La parte finale dello Z. ,infatti, sembra contenere tutti questi elementi: " E ancora una volta Z. piombò dentro se stesso, e si mise a sedere di nuovo sul grande sasso a riflettere". Se dobbiamo cercare di immagginarci Z. seduto in quel sasso, non possiamo fare altro che pensarlo con la stessa espressione dell'immagine ripresa dall'avatar di Sgub. "Improvvisamente balzò in piedi...." L'azione che compie Z. in questo passaggio è evidentemente forzata, sembra tirato per la giacchetta, credo che Z. sarebbe rimasto volentieri seduto ancora per un pò, vuoi per la stanchezza, vuoi perchè si sentì come provocato dall'indovino, che essendo appunto indovino, aveva nella sua perspicacia colto nel segno. Aveva profetizzato il suo fallimento. <<Compassione! La compassione verso l'uomo superiore>>. quando dice che questo ha avuto il suo tempo e quando poi aggiunge " il mio dolore e la mia compassione - che importa tutto ciò! Non fa altro che preannunciare la sua disfatta, la sua leggerezza, il suo disincanto, tutta la diffidenza verso il suo stesso pensiero!
"Orsù! Il leone è venuto, i miei figli sono vicini, Z. si è maturato, la mia ora è venuta", contiene infine quella smorfia di sorriso amorevole, dovuto alla consapevolezza dell'impossibilità di superare questa sua ultima colpa e che chiude la sua opera. In quel finale Lui non crede più a quella "missione" che aveva mosso tutti i passi di Z. , trapela tutto il suo disincanto e se a Z. gli viene la faccia dura come il bronzo, se ne avverte invece la sua faccia plasmabile come la cera, che si scioglie al calore delle cose umane troppo umane, lo stesso sentimento di "invidia" che attribuisce a Dio verso gli uomini, è così trasferito al Superuomo che per quell'ultima sua colpa vuole eternamente ritornare umano troppo umano.
Un Nietzsche, leggero e disincantato, assalito dalla certezza più che dal dubbio e che accenna ad uno straordinario sorriso per preannunciare l'eterno ritorno.
Cmq, volevo ringraziare pubblicamente Sgub, per la sua grandissima disponibilità, ha utilizzato una parte dl suo tempo per aiutarmi a correggere la bozza del mio stupidissimo racconto, dimostrandosi una persona speciale!
Grazie di Cuore Sgub! rolleyes.gif
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BlackSmith Inviato il: Mar 20 2009, 08:04 PM


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CITAZIONE(Nachtlied @ Mar 20 2009, 07:34 PM) *
Ma la vera estetica, per essere dal punto di vista del creatore, deve riflettere il carattere della vita, altrimenti è mera contemplazione... laugh.gif
E la vita è anche questo!
La potenza della differenza non può balenare anche dalla piattezza di un linguaggio che riflette l'assenza di scopo di una moneta lanciata in aria?? wub.gif

Adesso provo un sentimento contrario all'odio!
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