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marduk Inviato il: Apr 22 2009, 02:14 PM


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Beh però mi pare ci sia o una visione pessimista della tecnica (vista come una cosa troppo diversa dalla natura - mentre potrebbe esserne il prolungamento. Noi siamo ancora nell'evoluzione, alla ricerca di strategie adattive e di controllo) oppure una visione eccessivamente paradisiaca. La tecnica non eliminerà il dolore né il sentimento. e se dovesse eliminare le forme attuali di dolore (vecchiaia, malattia, ecc) chissà quali altri ci saranno! chissà quali orizzonti ci aprirà questo futuro tecnologico, quali fonti di arte, conoscenze, sensiblità che oggi nemmeno possiamo immaginare. I Greci lasciamoli ai Greci.

La tenica ridurrà lo spazio di destino e casualità, l'indifferenza della natura, le differenze sociali, il terrore per l'ingnoto. Ma ci saranno chissà quali altri stimoli per l'uomo nell'era della tecnica!

Io non avevo accennato a clonazione o eugenetica perché queste non saranno le forme tecnologiche future secondo me, resteranno come possibilità certo. Io mi riferisco a forme tecnologiche comunicative (che già oggi sono la maggioranza) ad esempio!


PS: in ogni caso il codice genetico contiene ben poco di quello che oguno di noi è. La clonazione già esiste in natura e sono i gemelli. Ognuno di noi è frutto di stimoli ambientali e culturali, il suo codice dice ben poco. Ridurci a un filamento di DNA (come vorrebbero anche molti antiabortisti) significa ripoproporre un materialismo determinista sotto altra specie.
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8122 · Risposte: 18 · Visite: 15,854

marduk Inviato il: Apr 20 2009, 06:28 PM


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Sono d'accordissimo con te e credo che tu abbia colto nel segno evidenziando un punto su cui molti interpreti di N. si dividono.
Come si qualifica l'agire dell'uomo sul mondo? Finora secondo la logica del dominio, la quale, frutto della paura, ha creato simboli crudi, morali ascetiche, volontà di obbedienza (al già-stato ad esempio). Ma tutta questa "preistoria" dell'uomo lo renderà "capace di perfezionarsi in modo libero" producendo simboli non più frutto della paura bensì di pura esuberanza creativa (maschera dionisiaca).
Come dici tu, parlare di opera d'arte è pericoloso, però almeno l'arte, anche nel mondo apollineo, ha spesso dimostrato di non vergogarsi di essere menzogna (a differenza di religione, scienza ecc...).

Non sono però molto d'accordo sul lasciare che il mondo sia così com'è ... dunque io penso che anche qui ci sia uno sbilanciamento che possa ingenerare una fatalistica accettazione di tutto ciò che è. Intendo dire che l'oltreuomo continuerà a produrre simboli, ma non più segnati dalla logica del dominio. E potrebbe farlo ad esempio attraverso un tecnica non più pensata in termini heideggeriani di sopraffazione, ma in grado ad esempio di affrancare l'essere umano da quelle necessità che hanno causato la nascita delle differenze sociali (le quali hanno generato le morali metafisiche....). In altre parole io vedo nella tecnica la prosecutrice dell'attività artistica dell'uomo e in grado di emanciparlo dalle costrizioni della natura e da quelle sociali...(cioè io penso alla tecnica in stratrek, per farla breve wink.gif !)
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8118 · Risposte: 18 · Visite: 15,854

marduk Inviato il: Apr 19 2009, 10:54 PM


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tutto sta nel chiarire il significato dei termini e il loro contesto storico nonché il modo in cui N. li usa.

L'errore in effetti presupporrebbe un vero, un giusto, da cui differenziarsi. Ma, sappiamo, "col mondo vero, abbiamo eliminato anche quello apparente": ossia non c'è verso dunque non c'è errore. Ma perché N. continua a paralre di errore?

1) per non ricadere nella trappola metafisica di assengnare agli errori una struttura ontologica fissa, salda, immutabile.

2) (ma legato a 1) per comparare l'attività dell'uomo nel mondo a quella dell'artista che crea, inventa, produce. Si può parlare di errore in una pittura o in una poesia? soprattutto l'arte contemporanea ha eliminato ogni ciriterio sovra-artistico in base al quale essere giudicata (il bello ad esempio), per restare pura creatività. Anche nella poesia gli "errori" grammaticali sono "licenze poetiche".

Così il mondo dell'uomo (la sua storia, le sua attività spirituali e non) è l'opera d'arte dell'uomo.
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8112 · Risposte: 18 · Visite: 15,854

marduk Inviato il: Jan 18 2008, 09:04 PM


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Dal mio punto di vista, la libertà che caraterizza una democrazia sana viene meno quando una persona o un gruppo di persone vengono considerate al di sopra di ogni contestazione possibile. Alcuni professori e alcuni studenti contestano la visita, la magistratura contesta alcuni politici - chi lede la libertà? chi contesta o chi considera papa e politici incontestabili? Si badi che nessuno ha impedito al papa di andare alla Sapienza, gli è stato detto di No da alcuni, ma sarebbe potuto andare, magari per parlare anche con quelle persone. La motivazione: "non si va a fare visita quando la famiglia che invita si divide" mi sembra debole. Perchè questa "famiglia" non si dovrebbe dividere? Forse si presuppone che un papa o un politico non possa e non debba essere criticato? Forse si presuppone che in ogni caso qualsiasi cosa avesse detto il papa, sarebbe stata d'utilità per tutti, credenti e non?
Mi sembra che si stia giudicando questo avvenimento proprio da questo presupposto: ovunque vada un papa, qualsiasi cosa faccia un politico, nessuno, nè cittadino nè magistratura, può e deve alzare un dito.
Democrazia è anche contestazione.
Alla luce anche dell'avvenimento che ha coinvolto Mastella & company ... si grida alla crisi di governo, ma a me sarebbe "piaciuto" vedere una crisi di governo insorgere per problemi con la spazzatura a Napoli ad esempio o le morti bianche. Invece no. Quando il gruppo clericale o politico viene toccato, foss'anche solo da un giudice o da 67 professori e un pugno di studenti, si grida alla fine delle libertà, che invece a mio avviso sono finite proprio quando queste persone vengono percepite come intoccabili.
  Forum: Area libera generale · Anteprima Messaggio: #4154 · Risposte: 12 · Visite: 6,632

marduk Inviato il: Nov 6 2007, 11:24 PM


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Per caso sono incappato nell'aforisma 472 di Umano Troppo Umano (parte ottava). E' un po' troppo lunghetto per riportarlo, però vi inviterei a leggerlo bene perchè secondo me N. traccia quadro chiaro e lucido della storia dello Stato europeo dai suoi tempi ai nostri fino ad arrivare a una prospettiva futura - che Nietzsche intuisce e secondo me non è molto lontana dall'avverarsi (visto cosa succede negli Stati Uniti). Il finale, ve lo anticipo, è ottimista... laugh.gif
Che ne pensate?
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #2983 · Risposte: 0 · Visite: 2,073

marduk Inviato il: Nov 3 2007, 10:59 PM


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CITAZIONE
Ma così volli che fosse, così voglio, così vorrò!


Credo non siano necessarie bizzarrie della fantasia o della genetica.
Secondo me questo passo vuole esprimere un sentimento di "compassione" col proprio passato, eliminando ogni rancore, rimorso o senso di colpa.
Un prender pace col proprio passato e con le persone che via via abbiamo incontrato - nel bene o nel male - credo che sia un notevole passo avanti nella strada verso l'oltreuomo.

Il passato può rappresentare un ostacolo alla volontà se rimepie la coscienza di sensi di colpa e doveri pesanti come fardelli. Rischia di frenare la sua creatività - cioè di impedirle di dar forma alla nostra esistenza. Al contario, quello stesso passato può rappresentare una risorsa e una ricchezza se la volontà impara a guardarlo da un'ottica diversa - fino al momento in cui la nostra volontà non esclamerà di non aver mai voluto nulla di diverso - di ri-volere tutto ciò che ci ha preceduto, con una notevole dose di felicità.
Alla fine tutto potrebbe rientrare in un destino personale che la nostra volontà a poco a poco costruisce...
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #2935 · Risposte: 3 · Visite: 3,510

marduk Inviato il: Oct 26 2007, 10:22 PM


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Nell'attesa di approfondire l'argomento, vorrei aggiungere una postilla che mi è ora venuta in mente. Studiando la lingua sumerica sono rimasto molto colpito dal fatto che questa lingua non conosca Soggetto e Oggetto. La grammatica sumerica, come quelle delle lingue cosiddette ergative, si struttura sul rapporto Agente-Paziente.

Esempio:

1) Marco (soggetto) mangia una mela (oggetto)

2) Marco (soggetto) passeggia

Nelle lingue indo-europee "Marco" è in entrambi i casi Soggetto, perchè compie un'azione (mangiare - passeggiare) e "mela" è Oggetto, perchè subisce un'azione. Mentre nel secondo caso non può esserci oggetto perchè il verbo è intrastitivo, cioè coinvolge solo il soggetto.

Nelle lingue ergative:

1) Marco (agente) mangia una mela (paziente)

2 )Marco (paziente) passeggia

Questo schema grammaticale tratta allo stesso modo i nostri oggetti e soggetti intransitivi. Crolla tutta la contrapposizione Io-Mondo, e gran parte della nostra filosofia sarebbe così inesprimibile.

Quindi: La lingua è costruita sui più ingenui pregiudizi. Ora noi leggiamo problemi e disarmonie perchè pensiamo unicamente nella forma del linguaggio - quindi crediamo alla eterna verità della ragione (ad esempio soggetto, predicato, ecc). Noi cessiamo di pensare se vogliamo farlo senza la costrizione del linguaggio, noi giungiamo persino a dubitare di vedere qui un confine in senso proprio. Il pensiero ragionante è un interpretare conformemente a uno schema che noi non possiamo elimiare.
Volontà di potenza, 522
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #2750 · Risposte: 13 · Visite: 9,419

marduk Inviato il: Oct 26 2007, 09:57 PM


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Non mi è piaciuto il programma di questo signore...(eccetto la parte sul rapporto stato e chiesa wink.gif ).
Mi ha fatto rabbrividire la parte sull'istruzione: uomo - cittadino - tecnico o meglio principi morali - leggi dello stato - mestiere. Mi è sembrato un sistema simile a quello platonico: teso a far entrare subito il singolo nella fabbrica delle utilità sociali piegando il Sapere alle sole esigenze produttive del gruppo. Insomma un moralista e positivista che Nietzsche avrebbe,credo, deriso. Un idolatra dello Stato - come un alter deus.
Quasi quasi (e questo stupisce me per primo), leggendolo, mi è sorto un sottile piacere nell'essere italiano: una morale arraffata, una conoscenza delle leggi superficiale e una propensione per il lavoro un po' scricchiolante... ma non sarà forse questa libertà (o perlomeno quella che vorrei per me)? Mah... dry.gif
Non so se scriverò a questo signore, credo che parliamo lingue troppo diverse. Magari gli chiederò che posto avranno gli artisti nel suo Stato...anche se prevedo la risposta.
wink.gif
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marduk Inviato il: Oct 18 2007, 10:55 AM


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Nelle catacombe si seppellivano i morti secondo i riti pagani, cristiani ed ebraici. I primi cristiani si radunavano in case private adattate a templi per il culto, di cui uno dei + belli esempi si trova a Dura Europos (Siria orientale). wink.gif

Il pesce diventa simbolo cristiano solo dalla fine del II - inizi III sec. d.C., non da subito. wink.gif
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #2561 · Risposte: 64 · Visite: 39,486

marduk Inviato il: Oct 17 2007, 06:19 PM


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CITAZIONE
non ho mai conosciuto un nichilista davvero felice...magari tu lo sei Nihilo!

pensa che coincidenza suggestiva: la vostra lunga dissertazione ha per oggetto il pesce.
come sapete già, il pesce era il simbolo di Cristo e i primi cristiani, arrivando in un luogo nuovo,
per farsi riconoscere dai fratelli, disegnavano per terra un pesce:
ictùs, cioè pesce in greco è l'acronimo di Iesus Christos Theou Uios Soter, cioè Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore...

spero che l'Anticristo nn si arrabbi....


laugh.gif mi fa sorridere che qualcuno creda ancora alla storiella dei cristiani che si riconoscevano col pesce! carina per carità, ma non è vera, come per le catacombe e i cristiani uccisi NER COLOSSEO (I libri di storia andrebbero letti). MA a parte questo...direi che di nichilisti felici ne conosco una valanga!! (PS: si translittera ICHTHUS)

Grazie alla morte di dio nemmeno a buttiglione possiamo mettere un cappio al collo per le caxxate che spara! laugh.gif
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #2554 · Risposte: 64 · Visite: 39,486

marduk Inviato il: Oct 15 2007, 08:32 PM


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Auguri, Friedrich.
  Forum: Nietzsche spazio libero · Anteprima Messaggio: #2516 · Risposte: 14 · Visite: 8,842

marduk Inviato il: Oct 13 2007, 07:58 PM


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ohmy.gif scusa il ritardo della risposta paparino, sai com'è, da quando sono diventato demiurgo ho un sacco di affari in giro per l'universo! laugh.gif

(per chi pensa che siamo ci siamo ammattiti: http://it.wikipedia.org/wiki/Marduk_%28divinit%C3%A0%29)

Colgo l'occasione per salutare tutti. Sono stato due mesi in turkmenistan per uno scavo archeologico.... e adesso mi sto riadattando alla civiltà!!
wink.gif
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marduk Inviato il: Aug 5 2007, 04:58 PM


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... nei brani dello Zarathustra " Dei figli e del matrimonio" e "Della castità" sembrerebbe contrastare la tua proposta. Qui N. mostra come la tras-valutazione dei valori non sia semplicemente una creazione di nuovi valori bensì un nuovo modo di rapportarsi a valori che possono anche derivare dalla nostra tradizione.
Quello che vuole salvare N. è secondo me l'Innocenza delle azioni, che non dovrebbero essere sempre oggetto di una "valutazione".
Fare di determinate azioni o enti un Valore è il massimo del nichilismo se vogliamo così interpretare le parole di Heidegger: "il colpo più duro contro Dio...consiste nell'innalzarlo a supremo valore". Perchè dal punto di vista di H. si pone l'uomo al centro della valutazione e non l'Essere e dal punto di vista di N. si perde l'innocenza.

PS:
CITAZIONE
preferiva quella dei nostri lontani antenati, senza coppia o matrimonio
Bisognerebbe definire chi intendi per nostri antenati...e in ogni caso l'antichità ha dato esempi di rapporti familiari molto più stretti e vincolanti dei nostri!
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #1285 · Risposte: 19 · Visite: 12,933

marduk Inviato il: Jul 31 2007, 07:52 PM


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Quel "qualcosa su cui voglio o desidero vivere", finisce per diventare un 'Dio', vuoi o non vuoi...


Non credo. Possiamo fare benissimo a meno di un dio o di più dei. E nella vita di oggi già lo facciamo, eccetto che in alcune circostanze (purtroppo). Quel "qualcosa su cui voglio vivere" non si trasforma in un nuovo dio perchè nè lo considero esterno a me stesso (una "vocazione") nè lo considero parte di un progetto che mi sovrasta. Ma piuttosto una spontaneità. Ad esempio: io stesso "campo" per diventare archeologo: ma non mi inginocchio la sera pregando la Dea Archeologia, nè domando a Chicchessia (un Dio o un Dioniso) di modificare gli eventi perchè mi siano confacenti. E ho già messo in conto l'opzione negativa, quella di non riuscirci. Senza rancori e con ironia. Tutto qui. Nulla di trascendente.

Il Divino è stato il modo efficace e vincente, se vogliamo, con cui molte (non tutte) comunità umane sono riuscite a organizzarsi e sopravvivere. Ha ispirato la politica, le arti e le scienze. Ma non sappiamo ancora cosa ci riservi un futuro senza alcun Divino. Forse ancora di più: un Mozart e un Michelangelo potrebbero essere superati chissà... non voglio porre una caparra sul futuro: in fondo credere in dio è questo: porre caparre e chiedere garanzie. "Dio è stato un errore" ma N. afferma anche che la vita non sarebbe nulla senza l'Errore. Non è solo il Dio storico che N. nega - ma tutto l'umanità che finora ne ha avuto bisogno.

Mi immagino un futuro in cui gli storici collocheranno l'idea di dio tra le "invenzioni" dell'umanità, come noi con una "saggia superiorità" studiamo i primi passi verso l'invenzione della scrittura.
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marduk Inviato il: Jul 31 2007, 07:24 PM


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http://www.giannivattimo.it/Articoli/24.6.2004.html

non sarei così melodrammatico. La vita umana non è soltanto biologica, per fortuna. E prima dei 3 mesi l'embrione non può dirsi nemmeno biologicamente umano. Non è l'egoismo a portare all'aborto. Questa è propaganda demografica.

PS: e la vita umana dei morti civili nelle guerre? come mai nessuna battaglia ideologica in loro favore....non sarà che ci si batte per gli embrioni solo perchè loro non possono parlare. è troppo comodo.
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marduk Inviato il: Jul 29 2007, 07:52 PM


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http://espresso.repubblica.it/dettaglio-archivio/858449
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marduk Inviato il: Jul 20 2007, 07:21 PM


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Se Nietzsche non propone un reale riscatto per i poveri all'interno della "Nuova Vita"o della "Grande Salute", allora il suo pensiero è limitato o fittizio fino a presentarsi come profondamente fallimentare agli occhi dell'umanità intera.


Bella questione. E' poi questo che fa propendere Vattimo per un "oltreuomo di massa", altrimenti quella degli oltreuomini resterà una casta portatrice di una libertà reattiva visto che si fonderebbe su una massa di sfruttati. Se poi vogliamo allargare la questione, possiamo domandarci se ha senso costruire delle democrazie barricate, come sembra stiano diventando le nostre, nelle quali di diritti diventano privilegi di una parte ristretta dell'umanità. Non so cosa penserebbe Nietzsche e partendo dai suoi testi credo che si potrebbero sotentere tanto una ipotesi di un oltreuomo elitario quanto quella di un oltreuomo di massa. Personalmente propendo per la seconda soluzione, non perchè sia "cristianamente" buona, ma perchè finalmente ci porterebbe al di fuori dello schema servo-padrone che ha imperato fino ad ora nelle nostre società e che era considerato necessario da Hegel nella formazione dell'autocoscienza.
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marduk Inviato il: Jul 20 2007, 12:30 PM


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magister galimberti!

In particolare secondo me:

"L'alleanza delle religioni contro l'autonomia dell'uomo"

"La scuola malata"

laugh.gif
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marduk Inviato il: Jul 13 2007, 07:13 PM


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Oltre a concordare con andreademilio, aggiungerei (o confermerei) che:

1) Il valore della solidarietà non deriva necessariamente dalla religione (cristiana), tant'è che nella democrazia ateniese ne abbiamo splendidi esempi.

2) Sull'accordo tra scienza e fede è sempre quest'ultima a farla da padrone, perchè la retta ragione è definita tale solo dalla fede. E fede e ragione possono concordare su quei valori che la fede ha già stabilito. Dunque: potere alla Chiesa.

3) Le paure nei confronti della scienza e del suo utilizzo immorale sono o infondate o causate da un uso metafisico della scienza....ma non è la religione forse a mantenere viva la linfa metafisica in questa societa? Lo scientismo è una forma di religione metafisica. E' l'ombra di Dio che ancora qualcuno adora, ma noi dobbiamo vincere anche questa ombra.
Gli allarmismi sollevati dalla chiesa sono patetici: essa non riesce nemmeno a pensare a un uso non metafisico della scienza. Noi "nichilisti" invece ci stiamo lavorando.

4) Ah l'Eugenetica. Subito chiamata in causa come spauracchio. E' matematicamente impraticabile. E' stato dimostrato che un allele difettoso potrebbe sprarire da una popolazione soltanto dopo circa 10 000 anni di manipolazioni eugenetiche. Nessun regime potrebbe durare tanto.
La programmazione in vitro di un embrione non potrà riguardare il carattere e la personalità della futura persona, perchè questi semplicemente non sono scritti nel suo DNA.
Ma "programmare" la vita non è sempre stato fatto? matrimoni combinati, aborti fatti in casa, eliminazione dei disabili (come nell'antica sparta) ecc...

5) In ultimo. Se io fossi un laico credente, non amerei per nulla il dio-ragione che piace tanto al papa tedesco o il dio-limite di quasi tutti i laici credenti. Preferirei decisamente il dio-irrazionale di Kierkegaard e il dio-tragico di Pascal.

A. M. D. G.

wink.gif
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marduk Inviato il: Jun 27 2007, 04:17 PM


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In ogni caso appare evidente la natura teorica della descrizione dei procedimenti di misura, i quali non costituiscono affatto un "dato immediato".


Ma nemmeno il dato sensibile è immediato. Gli occhi non "vedono", è il cervello a interpretare immagini che si formano sulla retina. A fare i pignoli dovremmo sapere se sulla retina le due immagini si formano così come alla fine ci appaiono, oppure se il cervello, come fa sempre, non compia una ulteriore interpretazione del dato sensibile.
Correttamente dici che l'operazione di misura è teorica, ma lo è anche l'interpretazione del dato sensibile. E' sempre il cervello a essere in gioco! In altre parole non esiste una conoscenza sensibile separata da una conoscenza astratta o teorica, altrimenti "chi inganna chi?" come dice Lae.
Per uscire dal cricolo vizioso basta abbandonare il dualismo platonico tra sensi-ragione, sensibile-astratto ecc ecc.

Vorrei spezzare una lancia a favore dei poveri sensi: se nel corso dell'evoluzione siamo giunti ad sviluppare questo sistema percettivo (sensi-cervello) è perchè a qualcosa sarà servito quando vivevamo nella savana e avevamo a che fare con bestie di tutti i tipi! Quindi...come dire...se una "illusione" ci permette di sopravvivere, tanto meglio! laugh.gif

Infine, la verità ristabilita dall'idea è tautologica come sempre. Sapevo che la torre non poteva avere due pendenze diverse e arrivo a dimostrarlo.
  Forum: Scienza · Anteprima Messaggio: #885 · Risposte: 11 · Visite: 8,754

marduk Inviato il: Jun 25 2007, 06:23 PM


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Proprio perché l'uomo è capace solo di violenza, un messaggio di pace e amore non può essere umano


mah mah io nn mi sento così violento? sarò divino?? laugh.gif
  Forum: Filosofi e Filosofie · Anteprima Messaggio: #856 · Risposte: 2 · Visite: 2,682

marduk Inviato il: Jun 25 2007, 06:20 PM


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... l'operazione di misura è un altro modo di usare i sensi...
  Forum: Scienza · Anteprima Messaggio: #855 · Risposte: 11 · Visite: 8,754

marduk Inviato il: Jun 22 2007, 09:26 PM


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pa rusky!
"come stai?" (e non cak' di là!) e "lustig" nn so cosa significhi! laugh.gif
  Forum: Letteratura e Poesia · Anteprima Messaggio: #788 · Risposte: 14 · Visite: 7,021

marduk Inviato il: Jun 19 2007, 07:41 PM


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Per approfondire il discorso.... il divenire di cui ho parlato sopra non è altro che la forma assunta dal pensiero scientifico contemporaneo. Questo pensiero è il baluardo contro ogni autoritarismo in quanto, come dice Popper, ogni sua affermazione è falsificabile. In altri termini: è scientifica ogni affermazione che sia potenzialmente falsificabile. Questo, in politica, corrisponde alla democrazia: nessuna posizione può essere assoluta.
Al contrario, il pensiero teologico-religioso contiene affermazioni non falsificabili: o perchè sono ritenute rivelate oppure perchè (molto sottilmente) la loro negazione si tramuta in conferma. In politica, gli corrisponde un regime assolutistico.

Più che come contenuti, la scienza ci "libera" come metodo di pensiero. wink.gif
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #741 · Risposte: 33 · Visite: 29,546

marduk Inviato il: Jun 18 2007, 09:24 PM


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quali nuovi valori sono nati dopo la morte di Dio?


Non si tratta semplicemente di creare nuovi valori, ma di non considerare i valori come gabbie, così com'è stato finora. Ritenere che esista una verità oggettiva significa dare un enorme potere a una persona o a un gruppo di persone, che legiferano in nome di verità, valori, divinità immutabili. Una verità oggettiva necessita una società repressiva: non c'è scampo per chi è diverso - o l'emarginazione o l'eliminazione. E' solo questione di tempo.
Il divenire è garanzia di libertà e tolleranza. Il divenire è garanzia di una società aperta e policentrica.
Nel lontano terzo millennio a.C. gli uomini innalzarono i primi altari agli dei - sono passati 5 millenni e guerre e diseguaglianze sociali sono proliferate. Forse questa idea di dio ha fatto il suo tempo e con essa quella di verità.
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #737 · Risposte: 33 · Visite: 29,546

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