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> DIO è MORTO?
nemo
messagio Apr 11 2008, 01:31 PM
Messaggio #81





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CITAZIONE(lou @ Apr 11 2008, 02:29 PM) *
uhmmmmmm cool.gif
vedremo...a weimar ti farò lo sgambetto
preparati nemo


Solo se eccedo con la birra (ma è piuttosto facile)

puoi farmi cadere

ma ricorda:

se cado, mi rialzo sempre!!!
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NIHILO
messagio Apr 11 2008, 01:35 PM
Messaggio #82


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...cosa c'ha di male Giacomino Leopardi?
Non l'avrebbero preso nelle giovanili dell'atalanta,
ma per il resto penso non ci sia nulla da dire.
Per la cronaca conosceva molte più lingue, antiche
e moderne, di Nietzsche.
Ho visto un suo autoritratto che si fece quando era adoloscente,
non era neanche brutto, però sempr'a sudà su quee carte!
Pur'a notte!!
GIACOMO IL PIU' GRANDE ITALIANO.


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Colui che ha ...
messagio Apr 11 2008, 01:55 PM
Messaggio #83


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CITAZIONE(NIHILO @ Apr 11 2008, 02:35 PM) *
...cosa c'ha di male Giacomino Leopardi?
Non l'avrebbero preso nelle giovanili dell'atalanta,
ma per il resto penso non ci sia nulla da dire.
Per la cronaca conosceva molte più lingue, antiche
e moderne, di Nietzsche.
Ho visto un suo autoritratto che si fece quando era adoloscente,
non era neanche brutto, però sempr'a sudà su quee carte!
Pur'a notte!!
GIACOMO IL PIU' GRANDE ITALIANO.


Leopardi è popolare, ma nulla di più; non c'è la profondità in lui di un Tasso o Foscolo o un Dante; doveva semmai studiare di meno e vivere di più... o scrivere meglio visto che nessuno che ha letto tutti i Canti di Leopardi può dire che sia il più grande scrittore italiano. laugh.gif Allora Manzoni il più grande romanzieri di tutti i tempi laugh.gif . Leopardi è un grande nella letteratura italiana, ma non è così geniale come vogliono insegnarci a scuola. dry.gif


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messagio Apr 11 2008, 01:59 PM
Messaggio #84


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CITAZIONE(lou @ Apr 11 2008, 02:14 PM) *
daiiiiiiiiii
cercavo pindaro sul wiki e cosa ti trovo?!?!?
Citazioni su Pindaro
" e io sopporto soltanto più poeti, che tra l'altro hanno anche dei pensieri, come Pindaro e Leopardi" (Friedrich Nietzsche)
ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
hhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
hhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh cool.gif

cmq a Leopardi preferisco senzadubbio Efestione...gran bella stazza d'efebo!!!


Nietzsche ama Leopardi come pensatore, ove in effetti è migliore che come poeta; mentre Pindaro è tutta un'altra stazza tongue.gif non c'è nemmeno da considerare Leopardi e Pindaro, è come dire Nietzsche e Hartman.



E sulla scia di Dante!

Sì scesi del cerchio dei decadenti
giù per il baratro dei rei fedeli:
più scemenza stringe come fra denti.
Stavvi Ester orribilmente e à rei veli,
per Diletta iudica con occhi spenti,
ringhia a me e a Nemo giusto falsi celi.
Noi in vano cerchiamo di far tornare
loro da loro a noi alle terre care.


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NIHILO
messagio Apr 11 2008, 02:04 PM
Messaggio #85


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Non sono un ricercatore, quindi - lo dico obiettivamente - non sono
preparato come te, però personalmente resto del'opinione che Leopardi
accanto a Dante - questo sì - è il più grande.
Molti filologi, tra i quali Nietzsche - scusa se è poco - e gente come
Schopenhauer - idem - lo hanno considerato uno dei più grandi della
letteratura universale.


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messagio Apr 11 2008, 02:12 PM
Messaggio #86


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CITAZIONE(NIHILO @ Apr 11 2008, 03:04 PM) *
Non sono un ricercatore, quindi - lo dico obiettivamente - non sono
preparato come te, però personalmente resto del'opinione che Leopardi
accanto a Dante - questo sì - è il più grande.
Molti filologi, tra i quali Nietzsche - scusa se è poco - e gente come
Schopenhauer - idem - lo hanno considerato uno dei più grandi della
letteratura universale.



Perché non leggevano Tasso, se si leggono le Rime di quell'uomo veramente geniale si comprende che Leopardi ha rubato quasi tutto da lui e lo ha scopiazzato per bene, poi molto lo ha preso da poeti minori; è un grande capitolo di chiusura e un rivoluzionario nelle forme ma nei contenuti è un petrarca e nulla più... ciò non toglie che è un genio, che è bello da leggere e che giustamente debba essere studiato; è solo che volevo ricordare che c'è di meglio non certo volevo dire che sia brutto. C'è gente come Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, Foscolo, Tasso, Ariosto, Dante, Pindaro, Teognide, Mimnermo, Shakespeare, D'Annunzio; tutti autori che prediligo sul cantore di Recanati.


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NIHILO
messagio Apr 11 2008, 02:21 PM
Messaggio #87


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E di Hoelderlin cosa pensi?


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lou
messagio Apr 11 2008, 02:34 PM
Messaggio #88


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CITAZIONE(Il Ricercatore @ Apr 11 2008, 02:59 PM) *
Sì scesi del cerchio dei decadenti
giù per il baratro dei rei fedeli:
più scemenza stringe come fra denti.
Stavvi Ester orribilmente e à rei veli,
per Diletta iudica con occhi spenti,
ringhia a me e a Nemo giusto falsi celi.
Noi in vano cerchiamo di far tornare
loro da loro a noi alle terre care.


ohhhhhhhhh
dai, ora vola smile.gif innalzati in un volo pindarico e scosceso
risali dal tuo letto di febbre
Dio seppelente
descrivimi i tuoi cieli finiti che sono quelli che vedo anch'io
solo quelli che insieme riusciamo a fiutare e colorire,
azzurri


poi, mentre voi tornate...
io..vado più in là

ma solo quando lo desidero
quando non lo desidero resto con voi

mi piace sentire il riso dell'umano


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"Osa tutto...non avere bisogno di niente"
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messagio Apr 11 2008, 02:45 PM
Messaggio #89


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CITAZIONE(NIHILO @ Apr 11 2008, 03:21 PM) *
E di Hoelderlin cosa pensi?


Un grande, lo prediligo anche al Goethe poeta (rinnovo la mia considerazione che Goethe è un grande romanziere non un grande poeta, o meglio è maggiore come romanziere che come poeta), anche se non sopporto l'idea che sia nato lo stesso anno di Hegel o che abbia studiato Kant laugh.gif .


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nemo
messagio Apr 11 2008, 04:02 PM
Messaggio #90





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CITAZIONE(lou @ Apr 11 2008, 03:34 PM) *
poi, mentre voi tornate...
io..vado più in là


Più in là, dove?

è già difficile stare qua

come si vorrebbe, almeno...
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NIHILO
messagio Apr 14 2008, 08:57 AM
Messaggio #91


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CITAZIONE(Il Ricercatore @ Apr 11 2008, 01:12 PM) *
Perché non leggevano Tasso, se si leggono le Rime di quell'uomo veramente geniale si comprende che Leopardi ha rubato quasi tutto da lui e lo ha scopiazzato per bene, poi molto lo ha preso da poeti minori; è un grande capitolo di chiusura e un rivoluzionario nelle forme ma nei contenuti è un petrarca e nulla più... ciò non toglie che è un genio, che è bello da leggere e che giustamente debba essere studiato; è solo che volevo ricordare che c'è di meglio non certo volevo dire che sia brutto. C'è gente come Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, Foscolo, Tasso, Ariosto, Dante, Pindaro, Teognide, Mimnermo, Shakespeare, D'Annunzio; tutti autori che prediligo sul cantore di Recanati.

De Sanctis non ha letto il Tasso, e neanche Nietzsche, e neanche Umberto Bosco?


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messagio Apr 14 2008, 09:24 PM
Messaggio #92


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CITAZIONE(NIHILO @ Apr 14 2008, 09:57 AM) *
De Sanctis non ha letto il Tasso, e neanche Nietzsche, e neanche Umberto Bosco?


Nietzsche non comprese Euripide, non apprezzava Dante.
Leopardi non apprezzava Petrarca... morale? Non i grandi vengono apprezzati da tutti... figuriamoci se un critico può comprendere tutti e poi dubito che De Sanctis abbia letto tutto il Canzoniere di Tasso... o che abbia capito così tanto Nietzsche... leggere è una cosa, capire un'altra, apprezzare tutt'altro e infine superare è più difficile...

E poi basta parlare di letteratura, parliamo di pensieri...

ps potrei anche dire che ad esempio Nietzsche non aprezzi Hugo oppure che enfatizzi troppo il Goethe poeta, come per esempio abbia trascurato Foscolo, anche se tutte le sue scelte avevano dei motivi filosofici (Ugo era troppo patriottico...) e sinceramente dubito anche che Nietzsche comprendesse appieno Pindaro come alla fine ne hanno capito ben poco gli stessi Foscolo e Leopardi che conoscevano egregiamente il greco.


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NIHILO
messagio Apr 15 2008, 07:44 AM
Messaggio #93


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Tutto questo discorso per giungere alla conclusione che sia il tuo che
il mio sono apprezzamenti soggettivi, sebbene riguardo a poeti di enorme caratura,
tra i quali leopardi.
E' un pò come dover eleggere mis Italia: quale?
Sono tutte stupende!


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messagio Apr 15 2008, 12:28 PM
Messaggio #94


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CITAZIONE(NIHILO @ Apr 15 2008, 08:44 AM) *
Tutto questo discorso per giungere alla conclusione che sia il tuo che
il mio sono apprezzamenti soggettivi, sebbene riguardo a poeti di enorme caratura,
tra i quali leopardi.
E' un pò come dover eleggere mis Italia: quale?
Sono tutte stupende!


No... in arte si sa sempre chi sono i migliori. Dante, Pindaro e Nietzsche non hanno uguali e ben lo sa chi li ha letti e adorati. wink.gif Niente di soggettivo nelle faccende dello spirito vero.


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Alexc
messagio Jul 7 2008, 01:50 PM
Messaggio #95


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CITAZIONE(E.R. @ Dec 7 2007, 06:17 PM) *
Dio, oggi, è veramente morto o è l'uomo incapace di cercarlo?

Mi sembra che l'uomo moderno abbia abbandonato Dio e sia solo in balia del male, ben lontano dal "superuomo" auspicato dal filosofo......

Cosa ne pensate?
Ciao a tutti, sono nuovo di questo forum ed al mio primo post! Provando a rispondere a questa difficile domanda vorrei dire che in qualche modo l'uomo che viene dopo la morte di dio può essere già considerato inparte unsuperuomo perchè privo di una metafisica tradizionale e di un fondamento teoretico. E' vero che anche altre civiltà hanno ucciso i loro dei, ma sostituendoli con altri. La nostra invece è una civiltà che punta su altre essenze, più immanenti, e tralascia la fede in un dio pur conservando la fede in altri saperi come la scienza e la tecnica (o anche il denaro). Io credo però che dio muoia veramente nel momento in cui vine sostituito da un altra verità che lo renda impossibile, non doverosamente teoretica ma anche di vita, una verità-guida, che soddisfi allo stesso modo l'uomo senza però ingannarlo. Il superuomo può essere una risposta però, oggi come oggi, è una netta utopia, basta guardarsi attorno. Rischia perciò di diventare una fede che porta l'uomo a confondersi e ad interrogarsi proprio come facciamo noi in questo momento.
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Sgubonius
messagio Jul 7 2008, 03:12 PM
Messaggio #96


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CITAZIONE(Alexc @ Jul 7 2008, 02:50 PM) *
Io credo però che dio muoia veramente nel momento in cui vine sostituito da un altra verità che lo renda impossibile, non doverosamente teoretica ma anche di vita, una verità-guida, che soddisfi allo stesso modo l'uomo senza però ingannarlo. Il superuomo può essere una risposta però, oggi come oggi, è una netta utopia, basta guardarsi attorno. Rischia perciò di diventare una fede che porta l'uomo a confondersi e ad interrogarsi proprio come facciamo noi in questo momento.


Dio è un idea, e come tale ogni idea/verità è un nuovo dio (nello zarathustra viene detto di continuo). In particolare mi pare che oggi non siamo senza dio più che in passato (il nuovo idolo, lo stato, è il più comune). Non vedo neanche come una verità possa renderlo impossibile, soprattutto non vedo chi possa essere garante di tale verità se non dio stesso.
Il superuomo è oggi come sempre l'unica risposta insieme alla nolontà a questa anti-dialettica e anti-metafisica incondizionata.
Sull'utopismo del superuomo è un bel dibattito, però non è certo una questione di tempo (soprattutto se ciclico). O il superuomo è già stato e sempre sarà oppure non sarà mai.
Non c'è confusione in verità, infatti è proprio questo il problema del forum, c'è poco da discutere!


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NIHILO
messagio Jul 7 2008, 04:40 PM
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Il secolo dello Stato/Dio è stato quello scorso, il ventesimo.
La situazione geopolitica e geoeconomica attuale, in piena evoluzione,
dimostra che anche questo idolo si è dissolto, specie a seguito dello sfacelo
dell'impero sovietico.
Siamo in pieno nichilismo attivo, nonostante le due guerre mondiali superate
- una terza è imminente, o perlomeno in qualche misura probabile -.
La questione della morte di Dio è anch'essa chiusa, resta quella del superamento
dell'uomo.


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Sgubonius
messagio Jul 7 2008, 06:00 PM
Messaggio #98


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CITAZIONE(NIHILO @ Jul 7 2008, 05:40 PM) *
Siamo in pieno nichilismo attivo


Dici?
Chi lo sa! Io credo che la maggioranza degli uomini non sia in grado di sopportare la nausea del grande serpente, per non parlare di quanto esso si morde la coda! Premesso che sono abbastanza anti-evoluzionista (e certamente anti-progressista) penso che non esista uomo senza dio (inteso proprio come apparato concettuale trascendente). Solo una piccola percentuale degli uomini circa costante nel tempo può svincolarsi da questo impulso di individuazione.

Una cosa l'hai detta molto bene, il dio dell'era moderna se c'è è sicuramente il soggetto. Oggi tutti sopravvalutiamo noi stessi, vogliamo sempre il meglio, vogliamo i diritti, un mondo a nostra immagine... per la maggior parte delle persone la cosa rimane ad un livello superficiale (boom delle palestre e dell'industria estetica per esempio), per altri diventa un intellettualismo sfrenato, ma c'è poca differenza.

«Uomini superiori, il vostro male peggiore è: voi tutti non avete imparato a
danzare come si deve – a danzare senza curarvi di voi e al di sopra di voi
stessi! Che importa se siete falliti!
Quante cose sono ancora possibili! E allora "imparate" a ridere, senza curarvi
di voi e al di sopra di voi stessi! Elevate i vostri cuori, buoni ballerini, in alto!
più in alto! E non dimenticatemi la buona risata!
Questa corona di colui che ride, questa corona intrecciata di rose: a voi, fratelli,
getto questa corona! Io ho santificato il riso; uomini superiori, "imparatemi" – a ridere!»


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NIHILO
messagio Jul 8 2008, 07:48 AM
Messaggio #99


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Effettivamente il nichilismo attivo riguarda una minoranza degli umani,
che però compone i ceti dominanti, cioè le elitès che presiedono agli
apparati tecnologici, politico-amministrativi ed economico-finanziari:
valendosi delle realizzazioni della tecnica, essi prtoducono questo potentissimo
movimento nichilistico.
La maggioranza, come tu giustamente osservi, è ingoiata dal vortice del nichlismo
passivo - gli uomini più brutti - che ha fagocitato l'assassino di Dio del terzo libro dello
Zara.


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Arsenio
messagio Jul 8 2008, 12:09 PM
Messaggio #100


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L'altra notte, in uno slancio creativo, ho scritto una poesia in forma di prosa che vorrei condividere con voi:

Questa è la fine dei miei occhi,
sbattuti nei borghi ardimentosi, devastati.
Questa, dicono, essere una forma di libertà: l’apertura di sé.
Ma è la vita che s’è resa invivibile,
non sussistono più le cristallizzazioni,
lo scambio, il luogo di fertilità, dov’altro incanalare le mie pupille?
dove sussistono gli appigli? potresti fottertene,
certamente, ma sarebbe un rinviare, un plagiare l’esistenza.
E’ il deserto che incombe, il deserto è una prigione, la prigione più grande.
Il deserto è la forma in cui spaziare è possibile, lasciare l’onda libera, crearsi,
ma è la prigione più perversa,
quella dove non ci sono cinte murarie,
dove la prigione sei tu, senza scampo.
ma allora, seguendo il filo, sarebbe meglio una prigione di carta o
una prigione di cemento, dove si cela l’essere trasceso, il pensiero che, a forza, s’incanala,
il soggiacente, l’alibi a non volgere lo sguardo su di se.
No, seppure meglio, ciò nulla risolve.
Siamo sempre nella stessa dimensione,
nello stesso ambito di parola.
Non si scinde quanto detto, è un tutt’uno, è la forma dominante d’immersione.
V’è soluzione solo nell’atto puro di negazione,
nella parte che distrugge e mai in quella che modifica.
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