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> Incisione integrale della sua musica, me l'ha segnalato stasera elio matassi (a francavilla)
andreademilio
messagio Jul 15 2009, 11:51 PM
Messaggio #1


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http://www.logisma.it/nietzsche.htm matassi sostiene che in questa integrale è compreso anche il Frammento in sé per piano solo, trascurato da precedenti editioni (non so se si trovi in rete, immagino di sì) . questo frammento di circa 3 minuti è, sempre secondo matassi, il più romantico mai composto nella storia. perché? tranquilli, non sono degan e quindi non vi risponderò ''sono fatti miei''! perché si chiude a riccio, è ciclico, edifica un modo sul suo nulla, è una kleine kunstwerk, una piccola opera d'arte, per dirla con schlegel ( non so quale dei due). rosen, nella sua monumentale La generatione romantica, oltre 1000 pp, trascura nic.

presente anche il nostro andrea fiamma!

gratie all'Oboina per avermi involontariamente aperto alla musica classica, cioè che sta nella sua classis, classe inconcussa. ( cerchiamo sul ditionario ''inconcusso'', possibilmente nel devoto oli)


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AndreaF.
messagio Jul 16 2009, 11:25 AM
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Sì interessante la conferenza di ieri anche se eccessivamente storica. Non ha rischiato! Mi sarebbe piaciuta più libertà, maggiore voglia di aprirsi alla questione e coraggio di farsi trascinare dal discorso, così sono stati trascinanti i bei pezzi eseguiti dai ragazzi. Questa storia del riccio e del frammento in sè mi ha incuriosito e peccato non averlo avuto subito a disposizione ma speriamo di provvedere presto.

L'approccio di Matassi mi ha bloccato un pochino e ho avuto il dubbio che stesse, più che altro, comunicando il contenuto del proprio testo. Mi sarebbe piaciuto chiedere qualcosa su Benjamin ma alla fine ho rinunciato anche perchè non avevo domande ma osservazioni. Matassi ha citato solo il trauelspiel, che non conosco, ma anche in altri testi di B. si possono trovare spunti interessanti.

Andrè te potrai aiutarmi ad arricchire la mia osservazione perchè non ricordo di preciso i nomi e i riferimenti e, come sai, te hai molta più memoria eheh

Mi riferisco al paradigma della piramide (che non ricordo di chi era), ossia l'idea secondo la quale c'è stata una caduta da una musica assoluta (al vertica) verso il regno della parola e del linguaggio comunicativo, alla base.

Questa idea è affine, per quel che ricordo, a quanto esprimeva Benjamin nei saggi "sulla lingua" e "il compito del traduttore", nel quale utilizzava praticament elo stesso schema, rendeva con l'immagine biblica di Babele. Babele come simbolo della purezza della lingua in un tempo storico messianico e la successiva caduta in seguito ad un "evento" divino l'ha frammentata nelle varie lingue attuali.

Ma l'elemto interessante è nel saggio "sulla lingua" perchè lì B. dice esplicitamente che la lingua è forma. E per forma si intende una sorta di essenza, un'idea, simile ad un suomo (dice lui). Ecco la musica! Il compito del traduttore è allora quello di far riemergere dalla giustapposizione delle lingue, quell'armonia tra le forme, tra i suoni, per risalire verso la lingua pura. La traduzione interlineare, difatti, tipica di alcune vecchie versione della Bibbia, sembra essere per B. il modello ideale epr una corretta traduzione, mai legata al contenuto denotato.

Non mi ha sorpreso, perciò, che a Benjamin piacesse quel tipo di riferimento a piramide.


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Non lodarmi la morte, splendido Odisseo. Vorrei esser bifolco, servire un padrone, un diseredato, che non avesse ricchezza, piuttosto che dominare su tutte l'ombre consunte

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andreademilio
messagio Jul 16 2009, 11:45 AM
Messaggio #3


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dovevi intervenire André:avevi da dire! Siamo sempre lì: se inviti un relatore, quasi sempre lui ripeterà la solita pappardella con cui campa damesi se non da anni. bisognerebbe invece invitarli e, da subito, metterli a dispositione del dialogo, in modo da spremerli come un limone. la loro parola sarebbe giustificata solo come stimolo per il dialogo. ma questo richiede molto più impegno per entrambi. i vecchi non lofaranno, inviteranno relatori per monologhi di presentatione del libro.sta a noi svecchiarli.
Johann Wilhelm Richter, morto nel 1810 a 34 anni,scrive della piramide nell'appendice ai suoi frammenti postumi.


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AndreaF.
messagio Jul 16 2009, 12:06 PM
Messaggio #4


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CITAZIONE(andreademilio @ Jul 16 2009, 12:45 PM) *
dovevi intervenire André:avevi da dire! Siamo sempre lì: se inviti un relatore, quasi sempre lui ripeterà la solita pappardella con cui campa damesi se non da anni. bisognerebbe invece invitarli e, da subito, metterli a dispositione del dialogo, in modo da spremerli come un limone. la loro parola sarebbe giustificata solo come stimolo per il dialogo. ma questo richiede molto più impegno per entrambi. i vecchi non lofaranno, inviteranno relatori per monologhi di presentatione del libro.sta a noi svecchiarli.
Johann Wilhelm Richter, morto nel 1810 a 34 anni,scrive della piramide nell'appendice ai suoi frammenti postumi.


Ma è lo stesso Richter del Cristo perduto??


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andreademilio
messagio Jul 16 2009, 05:55 PM
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sul momento ci avevo pensato anch'io, ma non è. quello è johann paul richter, universalmente noto come jean paul: scelsequesto pseudonimo in onore delsuo idolo rousseau, volgendo in francese i suoi due nomi tedeschi. Non è proprio Cristo perduto, bensì Cristo risorto che annuncia la non esistenxa di dio (più o meno così). perduto è dio e l'umanità che ci ha sempre sperato.
correggimi pureAndré quando sbaglio: kunstwerke, ad esempio. amicus Andrea, sed magis veritas.


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andreademilio
messagio Jul 16 2009, 05:57 PM
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non sei d'accordo (''daccordo'' non mi piace) sulla vitale necessità di invitare i relatori per dialogare e comunque restare al servitio dei presenti?


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AndreaF.
messagio Jul 16 2009, 07:27 PM
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Sì sono d'accordo ma è difficile trovare una formula adatta.


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andreademilio
messagio Jul 17 2009, 12:17 PM
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basterebbe evitare formule (cioè violentare la vita) e invece adattarci volta per volta alla situatione. ma poi il Potere come farebbe a godere del suo dominio, e i dominati della loro servitù volontaria? e se invece tutto stesse nel mostrare che è possibile cambiare? secondo me l'uomo non è cattivo, ergo necessità dell'ordine, della repressione. secondo me basterebbe farci del bene a vicenda, liberare le pulsioni.
comunque peggio degli attuali monologhi non c'è nulla. è il solito discorso: perché accontentarci se potremmo addirittura esser felici? abbiamo 20 anni, è troppo presto per i compromessi con la realtà.


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