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> Freud e la gatta narcisa
NIHILO
messagio Mar 11 2008, 09:40 AM
Messaggio #21


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....nulla del genere, è solo prendere in considerazione
uno stato di fatto.
Il sociologo Max Weber sottolineò l'utilità
della poligamia per la conservazione di un popolo,
e anch'io la vedo come un sano istituto del diritto islamico,
che potrebbe essere adottato anche presso di noi
- anche se questo può sembrare anacronistico -.


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lou
messagio Mar 11 2008, 10:34 AM
Messaggio #22


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CITAZIONE(NIHILO @ Mar 11 2008, 08:45 AM) *
il destino degli occidentali a scomparire.
L'unica soluzione sarebbe l'introduzione della poligamia......


comprendo quello che vuoi dire
ma penso che sia nel naturale procedere degli eventi
noi stessi siamo frutto della mescolanza di etnie/razze
siamo sangue spurio e ibrido che trae la propria forza
anche dalla sovrapposizione di culture/tradizioni/gesti
oltre che dall'unione dei geni


Ps. io naturalmente propenderei per la poliandria
il mio ideale di donna: madre terra...


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NIHILO
messagio Mar 11 2008, 11:14 AM
Messaggio #23


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....sai però che sul piano funzionale
la poliandria è meno effficiente, atteso
il potenziale procreativo della donna,
alquanto ridotto rispetto a quello dell'uomo.
C'è poi anche un altro problema: dove mettere
tanti bimbi quando la popolazione senile aumenta
continuamente?
Lo dico con la massima neutralità.


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lou
messagio Mar 11 2008, 11:28 AM
Messaggio #24


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Dicono che sia l'uomo ad essere meno fertile rispetto al passato
poi naturalmente dipende dalle qualità individuali
di regola la vita sceglie di perpetuarsi in individui che hanno vigore vitale

la poliandria in fondo è la ricerca religiosa della perfezione:
l'umano è limitato
ogni uomo risponde ad una esigenza diversa

forse ma nn so
forse mi illudo


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nemo
messagio Mar 11 2008, 11:37 AM
Messaggio #25





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CITAZIONE(NIHILO @ Mar 11 2008, 09:40 AM) *
....nulla del genere, è solo prendere in considerazione
uno stato di fatto.
Il sociologo Max Weber sottolineò l'utilità
della poligamia per la conservazione di un popolo,
e anch'io la vedo come un sano istituto del diritto islamico,
che potrebbe essere adottato anche presso di noi
- anche se questo può sembrare anacronistico -.


Mah...che dire?

io personalmente,da molti anni auspico la fine del genere umano

madre terra, davvero non lo merita!!!
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lou
messagio Mar 11 2008, 09:12 PM
Messaggio #26


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Freud conclude:" Per altre donne ancora, non è necessario attendere la nascita di un figlio perchè possa compiersi il processo evolutivo che dal narcisismo( secondario) porta all'amore d'oggetto. Prima della pubertà esse si sono sentite maschi e la loro evoluzione è proceduta per un tratto secondo un orientamento maschile; anche dopo che tale tendenza è stata interrotta per l'intervento della maturità femminile, queste donne serbano l'attitudine ad anelare a un ideale mascolino che, a ben vedere, altro non è che la prosecuzione della natura maschile insita in loro dall'epoca della fanciullezza"


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lou
messagio Mar 11 2008, 09:17 PM
Messaggio #27


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Salvador Dalì
Metamorfosi di Narciso, 1937


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Jerry
messagio Mar 13 2008, 12:05 PM
Messaggio #28


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Lou, se ti può essere utile, quanto segue sono mie riflessioni del 2004 sul narcisismo. L'ho riletto e la penso ancora così.

Sul narcismo



SAPIENS, UT LOQUATUR, MULTO PRIUS CONSIDERET (Il sapiente, per parlare, ci pensi molto prima) (S. Gerolamo), ideale per chiosare gli esternatori a gogò, i dichiaratori onnivori, i cercatori di trafiletti, di take, e di microfoni, espressione tanto stantia quanto non compromissoria.

SALUS POPULI SUPREMA LEX ESTO (La salvezza del popolo sia la legge suprema) (Cicerone, De Legibus, III, 3), aforisma passpartout, che serve a giustificare ogni lodevole azione politica, anche quelle meno lodevoli. Si consiglia, tuttavia, di farvi ricorso "cum grano salis", per poter conservare una pallida patina di plausibilità. Bisogna riconoscere tuttavia che, scandita con ritmo solenne e con atteggiamento compreso, fa sempre la sua bella figura (a proposito di narcisismo...).

Un essere umano ama, oppure odia l'altro a seconda se quest'altro gli somiglia o non gli somiglia?

Chi si somiglia si piglia?

E allora perché poi le famiglie si sfaldano?

Tutto ciò che guardiamo, ascoltiamo, contempliamo, diciamo, ci rinvia l'eco pura e semplice del nostro io?

Magari fosse così! La sua eco purtroppo riguarda solo la nostra persona, la nostra maschera.

Certamente è difficile uscire dal sé mascherato, o persona. Ma è possibile aumentare quel minuscolo punto del nostro personalismo, verso dimensioni universali, come si farebbe gonfiando un pallone che finisse per inglobare il mondo intero, facendo però molta attenzione a non esplodere, perché senza l'io si esplode, anche se gli androginismi amorevoli delle donne-narciso, nuove “Atene” di atenei nuovi dello statalismo, involve nel “voi” o nel “noi”.

L'unica possibilità, che perfino il narcisismo, se autentico, può offrire, è infatti di essere portatore di un’immagine dell’io fino alla sua consapevole partecipazione alla vita cosmica.

Ogni uomo sente inconsciamente che una "informazione" più "forte" della sua persona è "incisa" in lui, come nella memoria di un calcolatore. Questa informazione è data dalla specie umana. Ognuno contiene potenzialmente tutto ciò che la specie contiene. Il sapere inserisce certamente rispetto e tolleranza, ma se è automatico non è sapere, e prima o poi si autodistrugge.

Infatti i diversi tipi di educazione vigenti, e le circostanze, fanno sì che noi proviamo la sensazione di "separarci" da questa appartenenza alla specie. Sorge un isolamento, che è in contraddizione con ciò che è "inscritto" in noi. Allora, ad ogni istante, tentiamo di ritrovare questa appartenenza, tramite relazioni umane e tramite amore. Il "narcisismo" diventa allora il mistico tentativo di estenderci, di ingrandire il nostro campo di coscienza.

Certamente il narcisismo è inerente alla natura umana, e proviene dal bisogno che ogni essere prova nel realizzarsi totalmente, attraverso qualsiasi mezzo, dato che nel "grande amore" del narcisismo, l'uomo diventa maschio e femmina, la donna diventa femmina e maschio, ed a questo punto basta aprire un ufficio di ANDROGINATO AFFETTIVO, divertente gioco per deformatori deformi.

In esso faremo scuola degli attributi che occorrono.

Quali?

Gli attributi della dea (naturalmente!): la lancia per ferire, l'elmo per cablarsi il cranio affinché mai si incontri l'io reale, e l'egida in comune col supremo dio. Non aveva forse, la "dea degli atenei", l'egida in comune con Zeus? Il suo animale favorito era la civetta, e la sua pianta, l'olivo, il cui prodotto pedagogico, di fascista memoria, faceva brillare i suoi glauchi occhi.

La nozione di androgino è vecchia come l'umanità. In certe tradizioni Dio era androgino prima della creazione (o piuttosto, prima che creasse se stesso, creando la materia!). Era l'UNO. Si è quindi diviso in due principi: maschio e femmina. Il coito di questi due era davvero un "coito ergo BUMMMM" (come la bomba di Ginsberg!). Davvero invidiabile. Grandi amanti, "fusi" l'uno nell'altro. E dunque non vi è dubbio che il mega amore ripete l'UNO originale: i due sessi, "fusi" in UNO, evocanti quell'androginato che precedette la creazione del mondo! Quest'amore sarebbe, in fondo, il simbolo di Dio!

Considerato sotto questo aspetto, il cosiddetto narcisismo non è più una "discesa" verso l'egoismo arido e sterile (o egoità?), ma un'"ascesa" a spirale verso le vie della specie umana (o subumanità?).

È comunque possibile che ci sia del vero nel detto "Chi si somiglia si piglia", se non altro per pigliarsi un po' per il culo. Questo forse sarebbe più saggio. Ma il detto del popolo è detto di Dio. Allora significa che dev'esserci qualcosa in più. Forse il detto dovrebbe essere detto così: “Chi si piglia poi si somiglia perché l’amore fa assomigliare a chi si ama”.

Se invece l'amore è la superficiale traduzione umana di quell'informazione esterna, si direbbe che queste due persone "traducano" allo stesso modo, parlino la stessa lingua affettiva, abbiano lo stesso livello interpretativo del reale. In effetti, si somigliano. Ma non hanno incominciato a somigliarsi amandosi. Si sono pigliati solo per il fatto che si somigliano già, questi due faciloni cosmici della morale eterodiretta. Ma ciò cambia tutto.

Una persona è l'eco dell'altra. La prima è il riflesso della seconda. L'amore diventa allora un gioco di specchi. Ognuno ritrova la propria immagine nell'altro. In fondo, il grande amore è allora un gioco di sosia. Oppure è la ragione per la quale certi amori sono passeggeri. La somiglianza, infatti, sempre e soltanto apparente o parziale, fa sì che l'amore se ne va non appena si sfalda quella sensazione di somiglianza. Infatti si procede per sensazioni, emozioni, sentimentalismi, sbaciucchiamenti, leccate canine, leccaculismi vari. Purché non ci sia pensiero, va bene tutto, anche il dittatore. L'essenziale è che sia "uomo politico infiammato da ideali patriottici e post-risorgimentali"! Povera Italia, e povero mondo sempre più malmondato.

Così, ogni amore non sarebbe altro che la ricerca di sé? Ogni amore diventerebbe narcisismo? Invece di dire: "Tu mi somigli, dunque io TI amo", si dovrebbe dichiarare: "Tu mi somigli, dunque io MI amo. Grazie"? Grazie a te, che sei la mia immagine?

Per molti sembra che sia così, ma solo dando al termine "narcisismo" un senso peggiorativo, insano, patologico. Il che non è sempre vero, secondo me.

Nel campo della famiglia, come della società o della politica, il bisogno di potere proviene certamente da questa ricerca patologica di somiglianza. Molti educatori esigono inconsciamente che il bambino somigli loro, al fine di provare quell'"espansione" di sé degli scoppiati male, cioè senza io. Ciò, beninteso, avviene di rado. A meno che il bambino non "forzi" la sua somiglianza con l'educatore allo scopo di essere amato, o di essere promosso (se è più scaltro). E questo è ciò che si verifica in numerose forme di sottomissione, di masochismo o di identificazione.

Si comprende allora come questo bisogno di somiglianza provochi numerose forme di tirannia, di ostilità, di critiche acerbe, ecc. Ed è spesso così. Produce quasi sempre bisogni di avere ragione, irritazioni di fronte al comportamento dell'altro, collere, discordie. E tutto è sotteso da questo atteggiamento interiore: "L'altro non mi somiglia? Questo è segno che "manco" di una sensazione di crescita di me stesso, e mi ritrovo isolato e separato dalla sensazione di specie umana che è inscritta in me".

E così ci si involve: semplicemente perché non si vuole essere un io.

Si preferisce il potere di ciò che è marcio e putrefatto alla possibilità di essere felici in una sana egoità, in un sano egoismo.

Il potere dei marcioni si fonda infatti sulla volontà inconscia che tutti condividano le idee e l'ideale di colui (o di colei) che ne decreta l'imposizione. Anche in questo caso, c'è lo stesso bisogno di somiglianza, dunque, di "amore". La peggiore dittatura nasconde infatti questi stessi bisogni, degradati e corrotti. Essi sfociano spesso in odio verso colui che "non somiglia", con tutte le conseguenze, percepibili ogni giorno nell'immensa gamma dei comportamenti di odio e di riduzione dell'altro a una condizione di schiavitù.

"Amare il prossimo come se stessi non significa amare ugualmente tutti gli esseri, giacché io non amo ugualmente tutti i modi della mia stessa esistenza", diceva a ragione Simone Weil (S. W., "La Pesanteur et la Grâce", Ed. Plon).

Oltretutto, amare tutti significherebbe che il mondo intero è fatto a nostra somiglianza. Ma ciò, se è vero, non dimostrerebbe ugualmente che, prima di ogni altra cosa, si tratta di somigliare a se stessi? Senza QUESTA realizzazione, tutto diventa falsità, frase fatta, falsa somiglianza, falsa relazione, e falso amore.

Amen.

Padre Bistecconi
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WonderWoman
messagio Mar 14 2008, 05:32 PM
Messaggio #29


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CITAZIONE(NIHILO @ Mar 11 2008, 09:40 AM) *
....nulla del genere, è solo prendere in considerazione
uno stato di fatto.
Il sociologo Max Weber sottolineò l'utilità
della poligamia per la conservazione di un popolo,
e anch'io la vedo come un sano istituto del diritto islamico,
che potrebbe essere adottato anche presso di noi
- anche se questo può sembrare anacronistico -.


ma se già si fa fatica a fare e a mantenere un figlio, come pensi di mantenere due o più mogli e la relativa prole?
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lou
messagio Mar 16 2008, 09:50 PM
Messaggio #30


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Dansa di Narcìs
Jo i soj neri di amòur
né frut né rosignòul
dut intèir coma un flòur
i brami sensa sen.

Soj levat ienfra li violis
intant ch’a sclariva,
ciantànt un ciant dismintiàt
ta la not vualiva.
Mi soj dit: «Narcìs!»
e un spirt cu’l me vis
al scuriva la erba
cu’l clar dai so ris.

DANZA DI NARCISO. Io sono nero di amore, né fanciullo né usignolo, tutto intero come un fiore, desidero senza desiderio.
Mi sono alzato tra le viole, mentre albeggiava, cantando un canto dimenticato nella notte uguale. Mi sono detto: «Narciso!», e uno spirito col mio viso oscurava l’erba al chiarore dei suoi ricci.
(da Suite furlana, II Danze)

Pier Paolo Pasolini


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lou
messagio Apr 6 2008, 08:17 PM
Messaggio #31


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che emozione!
in questo momento la gatta randagia sta partorendo

io non ho quasi mai amato i gatti ma ora...

la randagia venne nel mio giardino il luglio scorso
miagolava insistentemente sotto la finestra della mia cucina
aveva il ventre gonfio perchè era incinta
ed io, per sfinimento e solidarietà fra femmine
cominciai a sfamarla

poi partorì 4 micetti, belli, sani, vitali,miagolanti
e dopo un mese se ne andò, lei sola, di nuovo libera,
loro rimasero a mio totale carico

una settimana fa l'ho rivista sul mio balcone:
grande! cosa fai qui? le ho chiesto
ma era evidente, di nuovo il ventre le esplodeva

micia!!! di nuovo!
ora è là fuori che partorisce , l'ho vista lavare i suoi cuccioli
non si nasconde
non mi teme
è là, sotto il glicine che flagra profumo e bellezza
è una micia esteta!


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lou
messagio Apr 6 2008, 08:22 PM
Messaggio #32


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A lei dedico queste parole di Lou, modeste nella forma ma intense di significato
-Friedrich le usò come testo per un suo brano musicale -
parole di una ragazza ventenne che celebrava la vita ma che non ebbe il coraggio di trasmetterla


Alla mia gatta e a tutte le femmine che la vita abbracciano:

Preghiera alla vita
Certo, così un amico ama l'amico
come io amo te, vita misteriosa,
sia che io in Te io abbia esultato, pianto
sia che Tu mi abbia dato felicità, o dolore.

Io t'amo con tutte le tue afflizioni:
e se tu mi devi sopraffare,
mi strapperò dal tuo braccio
come ci si strappa dal petto di un amico.

Con tutte le mie forze ti stringo a me!
Lascia che le tue fiamme mi assalgano,
lascia che nelle vampe della lotta io
possa sondare il baratro del tuo mistero.

Essere, pensare per millenni!
Prendimi fra le tue braccia :
non hai più altra felicità da darmi-
bene- hai ancora la Tua pena

Lou Andreas Salomé, 1881


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nemo
messagio Apr 6 2008, 09:54 PM
Messaggio #33





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La vita
e l'amore
in fondo
non ha colore
non ha specie
non ha grandezze
nè misure

ma ha cuore
passione
desiderio

e tanto
tanto

infinito istinto...
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