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> Il Nietzsche di Antonio Banfi
andreademilio
messagio Jun 4 2007, 03:33 PM
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Leggendo che il nostro buon Joseph de Silentio considera le lezioni di Banfi ( anni '3o ) con favore, mi è tornato in

mente il seguente giudizio di Luigi Alfieri : '' Quanto a Banfi, non potrai non accorgerti da solo che parla di un N. inesistente.

Forse, ma non ho controllato e non ho tempo e voglia di farlo, si basava sulle primissime traduzioni italiane di N., quelle delle

case editrici Bocca o Monanni, che erano in pratica delle reinvenzioni: brani scelti, con i titoli cambiati e il testo reso molto a

senso (o non senso), puntando all'effetto "filosofo folle". Insomma, non parla di N., ma di uno che non esiste, quindi è un libro

inutile, se non come testimonianza storica. Banfi è un filosofo di qualche rilievo, anche se non ci vedo nulla di particolarmente

attuale, ma come interprete di N. semplicemente non c'è. ''

Cfr. Luigi Alfieri, Banfi interprete di Nietzsche, in “Prassi e Teoria”, n. doppio 1-2, 1975. ( purtroppo non l'ho ancora trovato )


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Joseph de Sil...
messagio Jun 4 2007, 08:48 PM
Messaggio #2


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CITAZIONE(andreademilio @ Jun 4 2007, 02:33 PM) *
Leggendo che il nostro buon Joseph de Silentio considera le lezioni di Banfi ( anni '3o ) con favore, mi è tornato in
mente il seguente giudizio di Luigi Alfieri [...]

Con Freddie ho citato en passant Banfi nel contesto di libri ormai non facilmente reperibili e che riportano interpretazioni per così dire “d’antiquariato” di Nietzsche. Le lezioni di Banfi degli anni Trenta (ma egli si era occupato di Nietzsche già nel 1924) sono trascrizioni di appunti presi da allievi e come tali oggi possono al più servire da introduzione a Nieztsche ma, collocandole nel contesto in cui sono state proposte, risultano importanti ai fini dell’interpretazione di Nietzsche come filosofo a tutti gli effetti: come saprai, in Italia negli anni Trenta – tranne qualche studio comunque importante, e di questo se vuoi possiamo parlare – si pensava ancora a Nietzsche come poeta o al più moralista, erede di Schopenhauer o in generale del Romanticismo etc. Banfi ha il merito di essere uno dei primi (in Italia) a individuare in Nietzsche il potenziale demistificante (secondo quella che sarà la classica lettura “neoilluministica”, tra gli altri, dello stesso Montinari), o a riflettere sui nessi tra la scelta aforistica e il prospettivismo (“Il frammentarismo di Nietzsche non significa l’accendersi e lo spegnersi dell’intuizione; bensì le diverse posizioni dalle quali la realtà va osservata”, p. 88), o ancora a distinguere lo Ubermensch dall’estetizzante Superuomo dannunziano allora tanto in voga, interpretandolo piuttosto, per dirla con Vattimo, come oltre-uomo (“Il superuomo di Nietzsche, è bene chiarire questo punto, non ha nulla a che fare, ad esempio, col superuomo dannunziano, un quid medium fra il libertino e lo Sturmer; per “superuomo” Nietzsche intende l’uomo radicalmente trasformato”, p. 106), e così via. Certo, forse poco rispetto alle gigantesche interpretazioni di Löwith, Jaspers, Heidegger che usciranno di lì a poco, o a quella di Andler allora da poco conclusa, oppure poco rispetto a quanto uscito nei settanta anni che ci separano dal suo lavoro; ma comunque non una cosa così misera o irrilevante come sembra dire Alfieri. E tra l'altro l’ipotesi della lettura nietzscheana di Banfi dalle traduzioni italiane allora disponibili non regge: Banfi aveva studiato a Berlino (dove aveva ascoltato le lezioni su Nietzsche di Simmel) e certo non aveva difficoltà a leggere Nietzsche in tedesco! Certo, nemmeno lui sarà sfuggito alla lettura del Wille zur Macht (che peraltro non annovera tra le opere di Nietzsche), ma se è per questo neanche Heidegger!
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andreademilio
messagio Jun 4 2007, 11:03 PM
Messaggio #3


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Grazie per i riferimenti, Joseph: sei sempre puntuale e giovevole. A quali altri interpreti italiani pensi? E quali sono le loro peculiarità ermeneutiche? Ho inviato la tua risposta ad Alfieri.


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Joseph de Sil...
messagio Jun 5 2007, 08:39 PM
Messaggio #4


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CITAZIONE(andreademilio @ Jun 4 2007, 10:03 PM) *
A quali altri interpreti italiani pensi? E quali sono le loro peculiarità ermeneutiche?

La mia risposta sarà forse un po’ noiosa perché elencativa, ma auspico comunque di soddisfare la tua richiesta. Anzitutto, notando che sei di Pescara, immagino che rivendicherai il primato di D’Annunzio per quanto riguarda le pubblicazioni su Nietzsche in Italia, a partire dall’articolo La bestia elettiva del 1892 alla recensione de Il caso Wagner l’anno dopo, eccetera; ma saprai anche che D’Annunzio, a parte interpretare Nietzsche a dir poco liberamente, lo conosceva anche in modo molto approssimativo: ne aveva letto qualcosa in francese, visto che le prime traduzioni italiane per Monanni, prima dell’edizione “completa” del 1926-27, risalgono al 1898. Tra quelli che hanno scritto su Nietzsche prima di Banfi credo valga la pena menzionare, per esempio, uno dei primi libri su Nietzsche pubblicati in Italia, Federico Nietzsche. La filosofia religiosa, la morale, l’estetica (1898) di Ettore Zoccoli, che vede in Nietzsche un pensatore alla Stirner (non a caso Zoccoli è stato il primo a tradurre L'Unico di Stirner in Italia): secondo l'autore, Nietzsche avrebbe edificato le proprie tesi su un “individualismo anarchico” e dunque non potrebbe dare alcun reale contributo alla filosofia intesa come edificazione d’insieme; oppure Felice Tocco che, in alcuni lavori pubblicati sulla Rivista d’Italia tra il 1897 e il 1898, giudica Nietzsche come un pensatore che tutto rifiuta con disprezzo, il senso comune come la filosofia a lui precedente, e sostiene tra l’altro che “l’interesse speculativo del Nietzsche è molto scarso” e che, in tema di morale, egli è “non più d’un dilettante”; dal canto suo Giacomo Barzellotti (nell’articolo La filosofia di Federico Nietzsche, 1900) lo vede come un epigono di Schopenhauer, a cui comunque sarebbe nettamente inferiore, e lo definisce uno “spirito malato e malsano”; Benedetto Croce nell’ Estetica (1902) considera Nietzsche come ultimo rappresentante dei romantici, artista piuttosto che filosofo; Francesco Orestano (Le idee fondamentali di F. Nietzsche nel suo progressivo svolgimento, 1903), pur riconoscendo a Nietzsche la valenza di filosofo (fino a distinguere vari periodi nella sua produzione) e considerandolo un pensatore affascinante, ritiene che abbia sacrificato troppo le sue riflessioni al “punto di vista della potenza individuale in tutte le sue manifestazioni”; Giovanni Papini (Il crepuscolo dei filosofi, 1906) stigmatizza la filosofia di Nietzsche come lo sfogo di un debole, debolezza che sarebbe evidente anche nella forma aforistica, la quale denuncerebbe l'incapacità di edificare un coerente sistema di pensiero (nel 1913, in Ventiquattro cervelli, egli sarà più indulgente, e lo descriverà come un animo ipersensibile vittima di una storia biografica disperata). Tra le tante voci ritengo interessante quella di Valerio Benuzzi che, nella Prefazione a F. Nietzsche - Lettere scelte e frammenti epistolari (1914), denuncia la moda (ancora oggi in voga!) di appropriarsi di Nietzsche senza conoscerlo, estraendo aforismi qua e là e utilizzandoli come imprimatur per i propri pensieri; invece Manlio Castiglioni (Il poema eroico di Federico Nietzsche, 1924) arriverà a dire che “Nietzsche fa di sé il superuomo”, per non parlare di Margherita Sarfatti (Dux, 1932), che farà di Nietzsche un maestro, neanche a dirlo, di Mussolini. E poi ce ne sono altri ancora (tra i quali anche Tissi, di cui abbiamo parlato)…
CITAZIONE
Ho inviato la tua risposta ad Alfieri

Bene! Quando risponde fammi sapere.
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andreademilio
messagio Jun 5 2007, 09:29 PM
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'' Joseph de Silentio è troppo buono con Banfi. Sì, certo, negli anni Trenta in Italia c'era di molto peggio, e c'è un certo merito nel fatto che Banfi non abbia

sudditanze nei confronti delle letture naziste di Nietzsche dell'epoca, ma se ci dobbiamo mettere ad esaltare uno perché dice meno cazzate di quelle che poteva dire,

i grandi filosofi diventano legioni. E' giustissimo che Banfi è tra i primissimi a considerare N. un filosofo vero (ma pur sempre un "minore interessante"!), ma questo è

oggi un problema inesistente. E siccome non era scemo, essendo tra i primi ad occuparsi di N. è anche uno dei primi a dire cose giuste su di lui, ma siccome anche

questa è una cosa del tutto acquisita, resta vero che è inutile leggerlo adesso, se non per ragioni meramente storiografiche. Certo che Banfi era in grado di leggere

N. in tedesco! Il punto è che evidentemente non l'ha fatto. A suo tempo non sono riuscito a ricostruire da che fonti dipende, ma non certo dalla lettura diretta del

testo, che fin troppo chiaramente non conosce (se non a pezzi e bocconi presi chissà dove). Prova a leggerti il capitolo su "Aurora", che è letteralmente inventato:

sembra dipendere, semmai, da una traduzione marziana. E' né più né meno che la sintesi di un libro inesistente. A voler fare le cose per bene, sarebbe da vedere

quanto dipende da Simmel, e non escludo affatto che di N. sappia precisamente solo quel che aveva appreso da Simmel (che beninteso era un grande, lui).

Mantengo dunque la tesi dell'evidente inutilità di questo testo, salvo, ripeto, che l'intento sia storiografico. '' Luigi Alfieri

Grazie per la carrellata! in proposito, è molto utile il repertorio bibliografico della Stefani


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Joseph de Sil...
messagio Jun 6 2007, 05:12 PM
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Per carità, non vorrei passare per paladino di Banfi: quello che ho fatto – e che ribadisco – è semplicemente rilevare i meriti della sua lettura di Nietzsche nel contesto italiano dell’epoca: lo ha riconosciuto come filosofo e lo ha inquadrato nello sviluppo della sua produzione, integrandone le riflessioni con gli episodi fondamentali della vita. Il senso del mio intervento, in ultima analisi, era quello di sostenere che quello cui Banfi si riferisce non è un Nietzsche “inesistente”. Certo, si tratta di un’interpretazione parziale e non rivoluzionaria, sia rispetto a quelle che ben altri interpreti forniranno di lì a poco sia, soprattutto, rispetto a quelle fornite nel periodo che da Banfi ci separa; proprio per questo dicevo che oggi la sua lettura può essere utile (perché inutile?) al più come introduzione, come tale utilizzabile essenzialmente da chi Nietzsche non lo conosce. Quanto ai difetti e alle imperfezioni, possiamo perdonare a Banfi poiché abbiamo imparato a perdonare anche a interpreti più grandi di lui: tanto per richiamare un mio precedente intervento, non è senza rilievo che l’interpretazione deleuziana dell’eterno ritorno, che così grande successo ha avuto sin da quando è stata proposta, sia fondata su una lettura in traduzione francese del “Wille zur Macht” che porta Deleuze a discutere di un eterno ritorno nietzscheano che non esiste…
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Lord Brett Si...
messagio Jun 6 2007, 08:55 PM
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CITAZIONE(andreademilio @ Jun 5 2007, 08:29 PM) *
"(...) ma se ci dobbiamo mettere ad esaltare uno perché dice meno cazzate di quelle che poteva dire,
i grandi filosofi diventano legioni." L. A.

laugh.gif laugh.gif mi sta venendo una paresi facciale laugh.gif laugh.gif


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messagio Jul 23 2007, 08:16 PM
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CITAZIONE(andreademilio @ Jun 5 2007, 12:03 AM) *
Grazie per i riferimenti, Joseph: sei sempre puntuale e giovevole. A quali altri interpreti italiani pensi? E quali sono le loro peculiarità ermeneutiche? Ho inviato la tua risposta ad Alfieri.


Ciao carissimi,

volevo chiedere a Joseph dove mi consigliava di reperire informazioni sulle prime letture italiane di Nietzsche, l'elenco documentato che esponeva mi sembra molto utile.
Detto poi per inciso Joseph ha inquadrato a mio avviso molto bene la questione Banfi-Nietzsche e non penso che sia utile solo sotto il profilo storiografico rileggere quel testo. Se si rilegge il tutto nel quadro della considerazione banfiana dell'irrazionalismo e dell'esistenzialismo (da Berdjaev ad Abbagnano) ci si rende meglio conto dell'ampiezza di spettro della questione (fermo restando che naturalmente non concordo con l'accostamento Banfi-Derrida fatto per esempio da Formaggio e poi la stessa lettura di Derrida passa per Heidegger...).
Detto ciò...anche a me sta salendo un florilegio di paresi facciali non indifferente.

Ciao e attendo risposta da Joseph...
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andreademilio
messagio Jul 23 2007, 10:04 PM
Messaggio #9


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benvenuto! Manuela Angela Stefani, Nietzsche in Italia. Rassegna bibliografica 1893-1970, Carrucci, Roma 1975 ( temo sia fuori commercio, e dovresti provare in biblioteca: consulta il catalogo opac ) , che non è un semplice elenco ma una presentazione più o meno approfondita.


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Joseph de Sil...
messagio Jul 24 2007, 05:26 AM
Messaggio #10


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CITAZIONE(xxxxxsocratexxxxx @ Jul 23 2007, 07:16 PM) *
volevo chiedere a Joseph dove mi consigliava di reperire informazioni sulle prime letture italiane di Nietzsche

Oltre all' "Appendice B" nel libro di Banfi (che certamente conosci), curata da Roberta Amà e Donatella Cervi, c'è Gaia Michelini, "Nietzsche nell'Italia di D'Annunzio" (Flaccovio 1978).
CITAZIONE(xxxxxsocratexxxxx @ Jul 23 2007, 07:16 PM) *
Detto poi per inciso Joseph ha inquadrato a mio avviso molto bene la questione Banfi-Nietzsche e non penso che sia utile solo sotto il profilo storiografico rileggere quel testo.

Grazie... ovviamente sono d'accordo!
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Lord Brett Si...
messagio Jul 24 2007, 05:47 AM
Messaggio #11


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CITAZIONE(xxxxxsocratexxxxx @ Jul 23 2007, 07:16 PM) *
Detto ciò...anche a me sta salendo un florilegio di paresi facciali non indifferente.


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Freddie
messagio Jul 24 2007, 10:50 AM
Messaggio #12


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Mi permetto di aggiungere carne sul fuoco con un ulteriore carellata dei libri d'epoca che non sono stati presi in esame.
Federico Nietzsche Artista e pensatore di Alois Riehl traduzione italiana autorizzata di Bernardo Attilio Sesta Remo Sandron Editore eehehe anni e prezzo 5 lire tongue.gif
Nietzsche di Silvio Tissi 1928 Edizioni Athena (sempre 5 lire) io ho la seconda edizione e comunque lo abbiamo già affrontato
Federico Nietzsche di V. Beonio-Brocchieri A.F. Formiggini Editore in Roma 1926
E Il Nietzsche di E. Paci che però si passa agli anni '40 e il prezzo non indifferente di lire 15 smile.gif
mi piacerebbe discutere con voi anche questi libri
Salut e comunque come si può notare già dai primi dei secolo la bibliografia su Nietzsche era vasta anche in italia questo FORSE non ha proprio contribuito positivamente alla conoscenza del suo pensiero ANZI spesso ha creato incomprensioni e miti duri a morire.


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Dei buoni denti e uno stomaco forte - t'auguro questo!
E se ti sei trovato col mio libro,
ti troverai di certo anche con me.
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messagio Jul 24 2007, 02:55 PM
Messaggio #13


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grazie a tutti, gentilissimi, veloci e brevi!!
Posso ancora chiedere a Joseph dove Banfi si è occupato nel 1924 di Nietzsche?

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messagio Jul 24 2007, 02:57 PM
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CITAZIONE(xxxxxsocratexxxxx @ Jul 24 2007, 03:55 PM) *
grazie a tutti, gentilissimi, veloci e bravi!!
Posso ancora chiedere a Joseph dove Banfi si è occupato nel 1924 di Nietzsche?

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andreademilio
messagio Jul 24 2007, 05:14 PM
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Vi risulta che il capitolo su Aurora del libro di Banfi sia un' invenzione, come sostiene Luigi Alfieri? Tra i tifosi di Banfi segnalo Massimo Fini:''(...) straordinarie lezioni che Antonio Banfi tenne all'Università di Milano negli anni Trenta, avendo la tempra di dare di Nietzsche, in pieno fascismo e col nazismo alle porte, una lettura non ''di destra'' (...)'' Id., Nietzsche, pagg. 11-12


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andreademilio
messagio Jul 24 2007, 11:27 PM
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Riferendosi ad Aurora, Banfi scrive: ''L'opera è divisa in tre parti, i cui titoli basterebbero a farci ricostruire il senso del complesso. Prima parte: '' Contemplazione''. (...) Seconda parte: ''Gli emigranti''. (...) Terza parte:'' Passio nova''. (...)'' Id., Introduzione a Nietzsche. Lezioni 1933-34, Isedi, Milano 1974, pp. 92-94. Come spiegare ciò?


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Joseph de Sil...
messagio Jul 25 2007, 06:04 AM
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CITAZIONE(xxxxxsocratexxxxx @ Jul 24 2007, 01:55 PM) *
grazie a tutti, gentilissimi, veloci e brevi!!
Posso ancora chiedere a Joseph dove Banfi si è occupato nel 1924 di Nietzsche?

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A. Banfi, Federico Nietzsche, Bocca, Milano, 1924
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Joseph de Sil...
messagio Jul 25 2007, 11:29 AM
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CITAZIONE(andreademilio @ Jul 24 2007, 10:27 PM) *
Riferendosi ad Aurora, Banfi scrive: ''L'opera è divisa in tre parti, i cui titoli basterebbero a farci ricostruire il senso del complesso. Prima parte: '' Contemplazione''. (...) Seconda parte: ''Gli emigranti''. (...) Terza parte:'' Passio nova''. (...)'' Id., Introduzione a Nietzsche. Lezioni 1933-34, Isedi, Milano 1974, pp. 92-94. Come spiegare ciò?

E’ uno degli argomenti forti di Alfieri contro la ricostruzione banfiana di Aurora:

“Prova a leggerti il capitolo su "Aurora", che è letteralmente inventato:
sembra dipendere, semmai, da una traduzione marziana. E' né più né meno che la sintesi di un libro inesistente”.

Senza dubbio Alfieri ha ragione: la divisione proposta da Banfi nelle tre parti che ricordavi non trova riscontro nell’opera, ma vorrei osservare che non è neanche del tutto gratuita. A proposito di Aurora Colli e Montinari scrivono: «Il pathos di questo periodo si esprime principalmente in quella che Nietzsche chiama la “passione nuova” (“Passio nova”, come titolo da dare all’opera nascente, torna spesso negli appunti preparatori di Aurora), cioè la “passione della conoscenza”».

In effetti il taccuino N V 4 dell’autunno 1880 presenta delle tracce in questa direzione, con frammenti che sembrano essere appunto dei titoli:
6 [457] Per la storia dell’onestà.
6 [459] La passione dell’onestà.
6 [461] Passio nova ovvero: sulla passione dell’onestà.
Il titolo “passione dell’onestà” torna anche nel frammento 8 [1] (taccuino N V 5, inverno 1880-1881).

Per ciò che concerne “gli emigranti”, ancora nel gruppo 6:
6 [460] Gli emigranti.

Nel taccuino N V 3 (estate 1880) è invece presente (sempre come abbozzo di titolo) un riferimento alla contemplazione:
4 [311] Vita contemplativa. Avvertimenti e indicazioni per raggiungerla.
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andreademilio
messagio Jul 25 2007, 01:46 PM
Messaggio #19


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Immaginavo si riferisse a qualche postumo, e sapevo della passio nova ( come sempre, grazie per l'acribia, Joseph) ma il testo pubblicato evidentemente non l'ha letto. Comunque non sono così duro come Alfieri ( che però l'opera la lesse tutta e recensì; io no) , anche se non vedo perché leggere Banfi anziché altri ( in questo senso, il testo è inutile).


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messagio Jul 25 2007, 03:47 PM
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A. Banfi, Federico Nietzsche, Bocca, Milano, 1924

Caro joseph credo ci sia un errore. Forse ti riferisci a: Banfi, Antonio Federico Nietzsche / dalle lezioni del prof. A. Banfi ; a cura di Giuliano Carta - Milano - [1934] che è stato poi ristampato col titolo Introduzione a Nietzsche a cura di Formaggio per i tipi di INSEDI nel 1974 (ovvero il testo a cui ci siamo fin'ora riferiti).
Mi risulta molto strano esista questa pubblicazione anche perché non è recensita da nessuna bibliografia banfiana (cfr. R. Salemi o la recentissima Ceglia - aprile 2007)

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