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Zagreo Inviato il: Mar 27 2009, 06:26 PM


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CITAZIONE(Sgubonius @ Mar 27 2009, 04:05 PM) *
Non potevi essere più vago! laugh.gif


Su di me o sull'ultimo progetto? laugh.gif
Su di me, non sono certo "conosciuto", opero a livello localissimo rolleyes.gif Non ho una qualifica dichiarata, tipo regista, sceneggiatore, montatore... sono laureato in cinema, mi ritengo un "operatore" del settore che adatta le mansioni al lavoro a cui si rivolge, se dovessi scegliere, preferirei sceneggiatore laugh.gif
Sull'ultimo progetto, è una cosa nata in ambito universitario... la nostra ambizione sarebbe farlo diventare realtà: è un festival teatrale il cui tema portante è la commedia dell'arte (improvvisazione, recitazione a braccio, dialetto, la "maschera" ecc....) che farebbe da ponte tra la tradizione e la realtà contemporanea del territorio...
Tra poco andremo a presentarlo al comune... rolleyes.gif

CITAZIONE(Sgubonius @ Mar 27 2009, 04:05 PM) *
(per il tempo potresti sentire cosa ha da dire Tarkovksij magari, non ho letto "Scolpire il Tempo" ma dev'essere interessante)


Grazie wink.gif Mi sa che con tutto il materiale impazzirò...

CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 27 2009, 05:25 PM) *
Oh Dio, scusami, eh che ne so! Di Deleuze, avevo visto una sua intervista, sapevo chi era, ma me ne rammarico, di lui non avevo letto nulla, finchè Sgub non mi ha fatto una capoccia così, da farmi venire la curiosità di leggerlo.


No problem cool.gif
Allora i 2 testi che ho nominato prima te li consiglio caldamente, se ti piace il cinema! Certo ci vuole una cultura cinematografica immensa per conoscere tutti i film di cui parla Deleuze... io che ho studiato (e sto studiando) cinema non gli sto dietro...
Tra l'altro sopr ne L'Immagine-tempo parla del nostro N., il regista più nietzschiano x lui chi è???................................................................................
................................................................................
.................................................................Orson Welles!

CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 27 2009, 05:25 PM) *
Oggi, leggendo, che con l'arte ci campi, mi viene anche un pò di invidia, che il cinema è diventato il tuo mestiere mi rode dall'invidia.


Speriamo duri!...... biggrin.gif
Cmq ragazzi non vi immaginate quanta esperienza ci vuole per fare qlc di "artistico" nel cinema (o in video se vogliamo)... una cazzo di inquadratura fissa, su un personaggio fermo... dici: che ci vorrà? e invece ti distrugge... E poi i limiti concreti (soldi sopr x capirsi)... tutto è maledettamente vincolato a ciò che ti puoi permettere... anche in piccolo...
Ah per fare lavori di montaggio come questo prova, se puoi, a trovare Adobe Premiere Pro o, se hai il mac, Final Cut... ti divertiresti...
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8081 · Risposte: 31 · Visite: 40,883

Zagreo Inviato il: Mar 27 2009, 02:27 PM


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CITAZIONE(Sgubonius @ Mar 27 2009, 01:25 PM) *
PS: Zagreo, non resisto alla curiosità: che fai di bello nel cinema?? rolleyes.gif


Tendenzialmente scrivo... i lavori di cui parlavo fanno parte del versante più teorico della mia attività... sto per iniziarne uno molto vasto sul "tempo" nel cinema (che riguarda il mio percorso di studi) tongue.gif
Cmq nel concreto adesso sto lavorando ad un progetto che si divide in 2 rami: il primo riguarda la realizzazione di un documentario, però non ne sono il responsabile, diciamo che "appoggio" (sopr. x sceneggiatura e montaggio), il secondo ramo è quello di cui sono in prima persona il responsabile e per cui sto tirando fuori una sceneggiatura cinematografica da un lavoro teatrale... il tema è sociale...
In passato (recente) ho fatto dei lavori sia di montaggio che di ripresa, alcuni di essi erano a scopo più didattico-culturale, altri più finzionale...
Spero anche di poter riuscire nell'organizzazione di un progetto teatrale a lungo termine che ho creato insieme ad alcuni amici\colleghi, anche se so che troverò molti ostacoli finanziari e burocratici... diciamo che x ora questo progetto è il più vago... laugh.gif
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8076 · Risposte: 31 · Visite: 40,883

Zagreo Inviato il: Mar 27 2009, 08:30 AM


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CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 27 2009, 12:16 AM) *
Sarai contento di sapere che Deleuze, che solo qualche volta...Sgub ha soltanto accennato, la pensa esattamente come te, e non viceversa nooo wink.gif


blink.gif oddio... mi sembrava chiaro mi riferissi a Deleuze... che mi tocca sentire...
Ascolta Blacksmith bello, il cinema è il mio studio e, soprattutto, il mio lavoro, in pratica campo di quello (la filosofia è collaterale per la mia vita).
Certo che so che Deleuze, che "Sgub ha soltanto accennato" (scusa Sgub ma con alcuni personaggi qui si cade veram nell'assurdo) "la pensa esattamente come me", ho letto 3 o 4 volte "Immagine-tempo" e "Immagine-movimento" e sono stati e saranno la base dei miei lavori sul cinema... ma "pensarla come lui" è un'opinione tra le tante nel mio ambiente, c'è chi ti dà ragione, ma soprattutto -ed è la maggior parte- c'è chi ti dà contro e anche veementemente... per cui dire che il cinema è filosofia è, per il mio lavoro, solo e semplice opinione personale, una posizione per cui combattere... perchè magari te conosci solo quella ma ce sono molte altre... tra queste, nei miei lavori ho sempre portato avanti fortemente questa idea di cinema, che ha alla base questa concezione deleuziana, ma che poi se ne distacca, è solo il punto di partenza insomma, per pensare il cinema... non è questa la sede per esporlo... faccio solo un esempio: te che rapporti vedi tra Sergio Leone, Proust e Bergson? (è un esempio, non rispondere)
Un mio vecchio professore diceva: "Ma sa 'na sega Deleuze della poetica della fronda!" Aveva ragione? torto? Dipende da come la pensi te, indipendentem da come la pensa Deleuze, che ormai il suo l'ha già detto...
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8073 · Risposte: 31 · Visite: 40,883

Zagreo Inviato il: Mar 25 2009, 10:25 PM


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CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 25 2009, 05:30 PM) *
Non smetterò mai di ringraziarti, poi Za. dai, su, chi ha mai pensato che Fellini con quel film non abbia usato la capoccia, mi sembra riduttivo, questo fraintendimento sull'irrazionalità e sull'abbandono.


Scusa ma leggendo si poteva capire "male", e ho preferito chiarire tongue.gif
Alzi la mano chi aveva capito bene!....scherzo

CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 25 2009, 07:32 PM) *
Non ho letto tantissimi filosofi, ma quello che sento è che la vera filosofia, deve creare, fare cose nuove, come la pittura, il cinema, la letteratura, e lo Zarathustra appartiene a pieno titolo a queste categorie, che per alcuni in questo forum, e non mi riferisco certamente a te, visto che sei stato tu a suggerirmi di rivedere questo capolavoro, sembrano invece delle sotto-categorie.


Sono d'accordo! Cmq in questo forum non ho trovato qualcuno che lo negasse, tu si?
La teoria filosofica è una pratica, e non è certamente più astratta del suo oggetto, è pratica dei concetti. La teoria del cinema ad esempio non si fonda sul cinema, ma sui concetti che il cinema suscita. Il cinema è nuova pratica delle immagini e dei segni, di cui la filosofia può e deve fare la teoria in quanto pratica concettuale....
"cinema" x me è uguale a "filosofia"
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8064 · Risposte: 31 · Visite: 40,883

Zagreo Inviato il: Mar 25 2009, 02:39 PM


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CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 25 2009, 12:54 PM) *
P.S Per fortuna che in questi giorni non c'è Zagreo, altrimenti Silenzio, Silenzio! Ho serissimi problemi agli occhi!


Eccomi laugh.gif
In realtà l'avevo notato tongue.gif ma sono stato zitto rolleyes.gif
Non voglio fare sempre il guastafeste...
Cmq già che ci sono, un po' lo faccio: x capire N. serve una razionalità elevata all'ennesima potenza, altro che irrazionalità!
Non hai idea di quanta razionalità serve per girare un finale come quello... Dipende poi anche da cosa s'intende x irrazionale...
In Fellini ci sono situazioni ottiche e sonore pure, immagini soggettive, ricordi d'infanzia, sogni ecc in cui il personaggio non agisce senza vedersi agire, un vero soggettivismo complice. Ma se cmq l'immagine è soggettiva, mentale o fantasma, non si organizza mai in spettacolo senza diventare oggettiva... wink.gif
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8058 · Risposte: 31 · Visite: 40,883

Zagreo Inviato il: Mar 24 2009, 11:00 AM


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CITAZIONE(rasema74 @ Mar 24 2009, 06:50 AM) *
Il discorso di Nietzsche e' LIMITATO perche' le sue esperienze sono state LIMITATE!!!


N. non ha mai smesso di combattere il sistema del giudizio: non esiste valore superiore alla vita, la vita non dev’essere giudicata né giustificata, è innocente...
Non si tratta di giudicare la vita in nome di un’istanza superiore, si tratta di valutare ogni essere, ogni azione e passione, ogni valore stesso, in rapporto alla vita che essi implicano.
Te giudichi una vita in base ad una scala di esperienze che è solo tua (o del sistema di valori in cui credi), dai arbitrariamente preferenza a tipologie di esperienza piuttosto che ad altre...
Come fai a dire quale esperienza implica più vita?

Fuori dal filosofico: e le tue esperienze sono così non-LIMITATE da poter dire il contrario di N.??
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8047 · Risposte: 24 · Visite: 32,025

Zagreo Inviato il: Mar 23 2009, 06:22 PM


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Scusa Rasema ma di chi si sta parlando? huh.gif pensavo di Nietzsche...
Il mio intervento riporta delle citazioni dalla Nascita della tragedia, l'hai letta? Hai sottolineato Dioniso gioca soffrendo tutta l'opera si basa su questo... "non ci può essere una bella superficie senza una terribile profondità, un'armonia senza un fondo d'orrore"
In pratica è una cosa che ha sempre affermato N., un tema che non cambia e pervade la sua opera dall'inizio alla fine...
Lasciamo perdere l'estasi per favore...non puoi mettere in rapporto l'ex stasis come la pensa la filosofia orientale con l'ex stasis di N., ti dimentichi del dionisiaco... sbagli a dire "senza tensione" perchè N. stesso lo ha specificato, nel Crepuscolo degli idoli fa addirittura il paragone con la tensione dell'eccitazione sessuale... perchè equivocare persino sulle cose in cui è stato più chiaro?
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #8040 · Risposte: 3 · Visite: 8,350

Zagreo Inviato il: Mar 19 2009, 07:03 PM


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Ciao Black, ti propongo una versione più retorica della prima strofa, tanto per giocare, in ricordo dei tempi in cui mi divertivo con la metrica e le rime: laugh.gif

Ben’ e Male son della stessa Moneta
la Testa l’uno e la Croce l’altro,
una volta vien fra le mani un verso,
più tardi ne sveliamo l’altro.
La lettera di San Paolo a’ Galati
comprendi o indegno Cristiano,
la Testa porgesti dei due lati
per veder l’ identico in mano.

  Forum: Arte · Anteprima Messaggio: #7996 · Risposte: 18 · Visite: 13,183

Zagreo Inviato il: Mar 19 2009, 06:13 PM


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Purtroppo non penso che ti sarà molto utile il mio intervento su questo argomento...
Cmq, quando penso ad un paradosso mi viene in mente solo l'inadeguatezza della mente umana, mi spiego: la razionalità umana, con la sua logica è UNO dei molti possibili modi di pensare, se è il migliore o il peggiore non è concesso saperlo, di certo sarebbe arrogante pensare che sia l'unico modo possibile di pensare.
Siamo però spesso convinti che la logicità, la non contradditorietà, ecc. siano alla base di ogni cosa, in realtà sono alla base solo delle cose di cui possiamo avere conoscenza. Le leggi della fisica o le regole che noi vediamo applicate in natura non è che sono già lì, ma sono prodotti e derivati dei nostri processi mentali che noi proiettiamo sulle cose.
Come ragiona l'uomo? Qual'è la più piccola unità di misura del pensiero umano?
E' l'immagine: ogni cosa è assimilata dal cervello umano come immagine, ogni formula scientifica, fisica o matematica, è uno schema, cioè una rappresentazione visiva di qualcosa, ogni concetto è riducibile ad un'immagine...
Anche i pensieri che rifuggono la logicità "occidentale" in realtà usano gli stessi strumenti, poichè il processo del ragionare è uguale in tutti gli uomini, la visualizzazione di un'immagine\concetto...
Non sto facendo un'analisi filosofica, parlo proprio dei meccanismi basilari del cervello umano.
  Forum: Nietzsche spazio libero · Anteprima Messaggio: #7994 · Risposte: 16 · Visite: 11,705

Zagreo Inviato il: Mar 19 2009, 10:43 AM


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CITAZIONE(Nachtlied @ Mar 18 2009, 06:50 PM) *
In ogni caso a me ha sempre fatto riflettere la "superficialità per profondità" dei greci nella FW, perché mi è sempre venuto da associarla all'apollineo. Potrebbe essere che nel riferimento a quella particolare cultura N non smetta di considerare l'apollineo; mentre tale concetto non avrebbe senso in quella contemporanea, che è appunto decadente. E indietro non si torna.


Infatti! La civiltà greca è ormai andata, non ha più senso parlare oggi di apollineo in quei termini...per cui abbiamo perso degli strumenti, ora io chiedo: abbiamo bisogno di altri strumenti nuovi? se si quali sono? ce li indica Nietzsche? qual'è il ruolo dell'arte e della scienza?

CITAZIONE(Sgubonius @ Mar 18 2009, 08:00 PM) *
Qui rimanderei ancora alla questione del soggetto, l'arte non può essere produzione del soggetto che si impadronisce esteticamente del mondo, ma l'estetica deve diventare la weltanschauung fondamentale, "un mondo dove le individuazioni sono impersonali, e le singolarità preindividuali". Non so se è molto chiaro, non lo è del tutto manco per me in verità, però la questione è in questi termini.


Qui siamo ormai nel regno senza fondo di Dioniso, dove ormai non c'è neanche più rappresentazione, ma nascono i simulacri giusto? Non ho letto in modo specifico quel libro di Deleuze, ma ne sto leggendo altri.

CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 18 2009, 08:36 PM) *
Porca miseria, non arrivo neanche in tempo a ricordare, che subito Zagreo non perde l'occasione angry.gif
Scherzo Za, rcordava bene sgub e dice benissimo Nac.


laugh.gif
Ho scritto tutto per avere poi una base salda su cui discutere! wink.gif


CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 18 2009, 08:36 PM) *
Mi ricordavo della lettura delle baccanti e facevo questa sbagliata associazione, certo, che stupido.
Euripide con le sue tragedie, introducendo poi anche il coro, assolve il compito di addomesticare le masse, ammonendo
dal dionisiaco; mi viene in mente quell'episodio della madre in pedra all'ebbrezza dionisiaca, che taglia la testa al figlio convinta che, sia un leone, ricordo male ?


In che senso introducendo il coro? La tragedia è nata con il coro.

CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 18 2009, 08:36 PM) *
Già N. però, sempre nella N.d.T(mi sono stufato di scrivere dallo spirito della musica, mi sa che ha ragione anche qui la Nac.) distingueva di un apollineo-pessimista quello presocratico sad.gif (speriamo, che dio me la mandi buona, altrimenti sono bastonate sulle gengive) e quello ottimista (da Euripide in poi, lui compreso, dico Euripide compreso, non lui, lui,l'altro, ma prorio Euripide). Quindi caso mai ridurrei il campo a cosa è rimasto dell'apollineo-pessimista, o apoliineo-ottimista.


Se infatti leggi bene il mio lungo post, ho distinto l'apollineo "pessimista" presocratico, come dici tu, dalla sua degenerazione socratico-ottimistica che però è già in nuce nel tragico (quindi non è neanche più corretto parlare ancora di apollineo) wink.gif
Poi il problema sarebbe ancora più complicato perchè l'apollineo ad un certo punto della storia della tragedia diventa epos
Secondo noi, come abbiamo già detto, non ci sono più le condizioni per poter parlare di "apollineo-pessimista"...il problema è di cosa parlare ora in una società alessandrina?
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #7985 · Risposte: 36 · Visite: 44,369

Zagreo Inviato il: Mar 18 2009, 03:13 PM


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Inoltre, anche nel N della N.d.t. non avrebbe più senso parlare di apollineo rispetto alla società contemporanea, in quanto, in seguito alla degenerazione della tragedia e all'avvento del socratismo, tale concetto perde il suo senso originario, che poteva esistere solo nella società ellenica.
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #7971 · Risposte: 36 · Visite: 44,369

Zagreo Inviato il: Mar 18 2009, 02:43 PM


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Prima di tutto ringrazio Sgub per aver aperto questo topic...
Vedo che avete già scritto molto, purtroppo in questi giorni il tempo è stato con me parecchio tiranno.

Questo è uno dei temi che prediligo e che ho approfondito con più insistenza.
Per incanalare la discussione nella giusta direzione, bisogna però che vi siano alcuni punti fermi.

La N.d.t. (scusa Black tongue.gif ) si pone sulla domanda fondamentale: perchè i Greci ebbero bisogno della tragedia?
La risposta sta nel concetto, fondamentale per la sua estetica, della strumentalità delle forme artistiche: per poter vivere contro il terrore delle forze titaniche della natura crearono il "geniale edificio della cultura apollinea".
Ma erigere l'ordine degli dei dell'Olimpo non ha significato semplicemente quiete, chiarezza e serenità, sarebbe un'interpretazione del tutto ottimistica della grecità, nonchè un appiattimento.

Non ci può essere "un'armonia senza un fondo d'orrore": "l'ellenismo, l'unica forma in cui è possibile vivere: l'orribile maschera del ballo". La bella forma è dunque una maschera, una finzione, non rispecchia oggettivamente un ordine oggettivo dell'essere.
Ogni statua greca insegna che la bellezza è solo negazione, giustificazione eroica di un'esistenza di per sè ingiustificabile! (volontà di pessimismo ribadita nel Tentativo di autocritica).

L'apollineo è indispensabile alla vita solo nel suo difficilissimo rapporto con il dionisiaco, ma rappresenta anche il principio di degenerazione e decadenza. In che modo? Attraverso il dilagare della razionalità socratica che ha provocato la fine della cultura tragica, essa è una perversione dell'apollineo, ma non più l'apollineo!
La bellezza apollinea aveva assunto in sè la verità neutralizzandola nell'opera d'arte tragica, ma ne perde man mano il controllo.
Nascita e fine della tragedia stanno nell'apollineo, morirà infatti per suicidio.
Apollineo si separa dal dionisiaco (dal quel rapporto fruttuoso), si trasforma nell'ordine della razionalità socratica.

Questa è causa della lacerazione della modernità: la forma apollinea dà orgine alla civiltà formale e decorativa del socratismo estetico. Per cui la forma perde la sua autonomia di puro strumento della volontà tragica!

In questo periodo (dopo muterà) N. ritiene l'arte, la filosofia e la scienza come gradi diversi dello stesso processo di costruzione e cristallizzazione delle figure che permettono all'uomo di imporre alla realtà caotica del divenire la parvenza strutturata dell'essere.
L'ideologia della scienza della civiltà socratica fa sì che l'uomo dimentichi di essere il primo e unico produttore di queste immagini. Dimenticando che il suo rapporto con il reale può essere solo l'atteggiamento estetico della libera e arbitraria
costruzione delle immagini e dei concetti, cade nell'atteggiamento metafisico e postula dietro la finzione delle forme che lui stesso ha costruito la necessità della cosa in sè.
Arte, fil e scienza diventano espressione di un atteggiamento metafisico e ideologico.
Per questo la N.d.T vuol essere una "metafisica da artisti": riscoprire la strumentalità della forma!

L'ottica tragica vuole riportare la consapevolezza che l'arte e la scienza non sono immagine dell'essere ma gli strumenti della volontà del divenire! "vedere la scienza con l'ottica dell'artista e l'arte invece con quella della vita"

Riguardo alla musica, ha ragione Nacht, nella N.d.t. dice che "la musica non è immagine dell'apparenza, o meglio dell'adeguata oggettità della volontà, bensì immediatamente immagine della volontà stessa, e rappresenta dunque, rispetto a ogni fisica del mondo, la metafisica, e rispetto a ogni apparenza, la cosa in sè. Per conseguenza si potrebbe chiamare il mondo altrettanto bene musica fatta corpo quanto volontà fatta corpo"
Secondo N. queste affermazioni schopenhaueriane sono il fondamento di tutta l'estetica (x ora): cmq le corregge perchè x lui la musica non è la volontà, "essa appare come volontà"!

Ricordiamoci che anche se nella tragedia "Dioniso parla la lingua di Apollo e Apollo la lingua di Dioniso", è Dioniso il fenomeno originario.

Bisogna fare chiarezza anche sul percorso della tragedia:

E' la forma d'arte perfetta perchè grazie al raggiunto equilibrio tra i 2 il dionisiaco può essere salvato e conservato come esperienza fondante. Il tragico è l'esplicazione apollinea del dionisiaco: ad un coro dionisiaco (incarnazione di un coro di satiri), sotto l'effetto dell'azione apollinea, si rivela in una visione il proprio stato.

Origini:
Quindi la forma primigenia della tragedia è un "sublime coro di Satiri danzanti e cantanti", fenomeno naturale di cui il coro tragico non è che l'imitazione artistica. Il coro è presupposto per l'eliminazione della separazione tra rappresentazione e pubblico (comunità estetica). No al naturalismo.
Arte come supplemento metafisico posto accanto alla realtà per superarla.
La tragedia dionisiaca consegue lo scopo supremo dell'arte: porre al posto dello Stato e della Società un soverchiante sentimento di unità che riconduce al cuore della natura.

Inizia la forma storica della tragedia che conosciamo, gli eroi sono maschere di Dioniso, sue individuazioni.
Inizia il suicidio, di cui anche Eschilo e Sofocle fanno parte (come ricorda spesso N. nelle conferenze).

Eschilo:
Affianca un secondo attore al primo, iniziano uno sviluppo "drammatico" e un dialogo, che distolgpno il pubblico dal sentimento di unità, inizia a disperdersi il carattere originario della tragedia.

Sofocle:
Non considera il coro come protagonista, da lui in poi si afferma la rappresentazione dei caratteri individuali (e individuati); la preminenza del dialogo pone una contro l'altra la commozione propria del genuino dramma musicale-lirico e il piacere suscitato dallo scioglimento dialettico del nodo tragico. Entrano in campo le armi dialettiche: l'eroe si trasforma in eroe della parola, e gli eroi periscono per superfetazione dell'elemento logico (Edipo). Il nesso riflessione-tragedia esploderà con Euripide.


Euripide:
La degenerazione della tragedia pare prossima, Euripide tenta di sfuggirvi, dandole però la mazzata finale.
Euripide ha preso coscienza della crisi, sarebbe quindi un riformatore infelice, perchè attua una riforma socratica della tragedia.
Prende atto che il pubblico non è più in grado di comprendere che la tragedia è un canto levato da uno stato di determinati esseri mitologici. Il suo errore è aver tratto, dall'incongruenza tra intenzione poetica e l'effetto, una ritraduzione in chiave razionale della struttura stessa della tragedia, il "tutto dev'essere razionale". Euripide è la maschera di Socrate, entrambi non erano in grado di capire la tragedia.

Porta sulla scena l'uomo comune, dissolve l'elemento ideale, connesso alla natura di finzione dichiarata. Prima gli eroi non erano maschere fedeli della realtà (no individuazione), l'uomo quotidiano si spinge sulla scena in un'auto-rappres di un universo borghese. L'ispirazione dionisaca si rovescia in una tendenza anti-dionisaca (naturalistica). Ciò si rivela sopr. nel ridimesionamento del ruolo del coro, prima era causa della tragedia, ora reminiscenza.

Socrate è una tendenza che affonda cmq le radici nella tradizione ellenica, ma porta alla luce un elemento anti-ellenico. Socrate è la unilateralizzazione di un elemento distintivo della natura ellenica: la misura; se unita all'antagonista costituisce la natura ellenica, se isolata è non-ellenica.

Se in altri scritti Socrate era avvicinato all'apollineo, nella N.d.T. revoca tale avvicinamento: il socratismo è una degenerazione dell'apollineo! In Euripide c'è il contrasto dionisiaco-socratico, la tragedia muore per questo.
Ma il socratismo è più antico di Socrate, si manifesta già con la tragedia stessa, quando l'aspetto originariamente lirico e musicale viene sostituito dall'azione e dal dialogo (intervento di una coppia di attori in Eschilo).
Il prevalere dell'elemento riflessivo imputato interamente a Euripide (pensatore dotato di talento critico simile a Lessing x N.) segna in realtà l'intera storia della tragedia attica. Il socratismo si manifesta proprio nella dialettica tragica. L'apollineo si trasforma nello schematismo logico. Trionfa ora l'elemento ottimistico.
Il nuovo eroe è Socrate, l'uomo teoretico, eroe dialettico del dramma platonico (ottima spiegazione di Nacht su Platone-Socrate, x cui non mi ci soffermo). L'ottimismo della dialettica dissolve il fondamento metafisico del dolore e distrugge il pessimismo della tragedia.

Mi sa che ho scritto troppo... tongue.gif

Sgub ma che aspetti a leggerla??!!! laugh.gif
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #7970 · Risposte: 36 · Visite: 44,369

Zagreo Inviato il: Mar 17 2009, 09:06 AM


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CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 16 2009, 08:25 PM) *
Anche se, Zagreo, non sono d'accordo sul futurismo come corrente artistica capace di interpretare il dionisiaco.
Nessun'arte può rappresentarlo, può soltanto dagli una forma, ma con la consapevolezza che questa sia temporanea.
Per il fatto stesso che sia di per se stesso un divenire, fluido, come lava, quando lo rappresentiamo anche se magari usiamo il movimento e la velocità, come fece il futurismo, non facciamo che intrappolarlo in una forma. L'apollineo è sempre, e forse rimarrà per sempre, il nostro vano tentativo di eternizzare ciò che non può essere eternizzato. Possiamo, caso mai, sentirne per sempre l'eco della sua stridula risata.


Aspetta Black, il riferimento al futurismo non era per interpretare il dionisiaco, era rivolto solo alla coordinazione psicofisica, alla eccitazione del corpo, dei muscoli, dei nervi, uno stato per nulla romantico o irrazionale ma forse più vicino alla tensione dei muscoli futurista. rolleyes.gif

CITAZIONE(Nachtlied @ Mar 16 2009, 10:29 PM) *
Sicuramente il termine "apollineo" scompare, ma la visione della vita come continua tensione tra la volontà di eternizzare e quella di divenire permane; basti pensare allo stile dello Za: secondo Ferruccio Masini (Lo scriba del caos) il fatto che esso tenda al poetico ma senza mai risolversi completamente nella poesia, riflette esattamente il flusso della vita che diviene, mentre si cerca invano di cristallizzarla in forme. Analogia con questo fatto è appunto la danza, che non si può risolvere ad una mera successione di figure ritmiche, ma al tempo stesso non è nemmeno solo la pura energia dilagante.
Anche EH può essere letto in questa chiave (ovviamente non nel senso dello stile): il "come si diventa ciò che si è" contiene in sé il dionisiaco ("diventa") e l'apollineo ("è"), che sembrerebbero in contrasto, se non fosse presupposta l'unità della persona in cui tali contraddizioni si risolvono.

Penso inoltre che anche l'eterno ritorno possa essere pensato in questi termini: imprimendo il carattere di eternità all'incessante divenire, si dà forma ad un flusso, che tuttavia continua a rimanere tale.


wink.gif

CITAZIONE(Sgubonius @ Mar 17 2009, 12:11 AM) *
Certamente c'è la reductio ad unum della dualità essere/divenire con prevalere del secondo eccetera ma l'apollineo di per sè come spirito artistico ha un legame con quelle manie greche quali l'armonia, il canone di prassitele, la sezione aurea, in definitiva una razionalità direi quasi matematica che non è nemmeno presente come contrappunto nell'ultimo Nietzsche.


Su questo Sgub ci sarebbe da aprire una nuova discussione, non sono del tutto in sintonia.
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Zagreo Inviato il: Mar 16 2009, 02:02 PM


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CITAZIONE(rasema74 @ Mar 16 2009, 07:21 AM) *
<<Danza, leggerezza, riso sono le proprietà di Dioniso...Dioniso è giocatore>>

tratto da "NIETZSCHE con antologia di testi" di Gilles Deleuze, edizioni SE, 1997 e 2006 Milano.

Ebbene, mi spieghi come fai a DANZARE, RIDERE e GIOCARE se non sei RILASSATO?


Ciao rasema
il rilassamento non è però da cogliere in quel senso, Dioniso e il dionisiaco non si scindono mai dal dolore e dalla consapevolezza di questo...se nell'arte si cercasse il rilassamento, il riposo, la quiete (ma anche l'ebrezza come stordimento) si cadrebbe nell'errore (secondo N.) del pessimismo romantico...
L'arte dionisiaca, traboccante di vitalità, vive della tensione tra il desiderio apollineo di eternizzare e il desiderio dionisaco di divenire...
La condizione estetica per N. è benessere e vigore animale, coordinazione psicofisica (più vicina al futurismo forse), perchè l'artista domini attraverso la forma, l'orrore dell'esistenza.
Dioniso gioca soffrendo..."quanto dovette soffrire questo popolo per poter diventare così bello"
Non si può essere rilassati mentre si mette alla prova il nostro spirito misurando quanta verità\orrore siamo in grado di sopportare...
Dietro ogni bella superficie c'è un baratro profondo...Dioniso lo sa...
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #7942 · Risposte: 128 · Visite: 552,974

Zagreo Inviato il: Mar 15 2009, 09:19 PM


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CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 15 2009, 08:03 PM) *
Soltanto perchè non ho chiesto a te di aiutarmi nel mio stupido racconto, c'è bisogno di fare tutto sto' casino.


blink.gif

laugh.gif Che stai dicendo??!!! Che c'entra ora il tuo romanzo??!!! Non cambiar discorso come al solito...dai... tongue.gif laugh.gif
Ho fatto casino perchè ti sei riferito solo a me per delle cose che hanno scritto anche gli altri...per cui c'era un motivo...
Ma che vuoi che mi freghi dell'aiutarti o no col tuo racconto, non ho neppure il tempo di leggere quello che hai messo per ora!

CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 15 2009, 08:03 PM) *
Dai Zagreo, ti offro una pace, neanche una tregua ? huh.gif


Non fraintendere, io non ho mai fatto la guerra con nessuno...dico le cose con chiarezza, non mi piace che solo perchè siamo davanti ad un pc ci si manchi di rispetto o ci si prenda per il c$%&...sarai d'accordo no? laugh.gif
Hai avuto un comportamento quantomeno discutibile...
Una volta chiarito amici come prima...

Anzi ti do un consiglio da amico e da scrittore (anch'io sto scrivendo): hai registrato i diritti del tuo racconto??
Sul web è alla portata di chiunque e non tutti si fanno tanti scrupoli...
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Zagreo Inviato il: Mar 15 2009, 11:38 AM


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CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 14 2009, 11:37 PM) *
Non mi riferivo ne a te Nachtlied ne a Sgubonius ne tantomeno a Freddie ma volevo minzionare soltanto Zagribo.


Dai che così diventi penoso!!!!...come facevi a riferirti solo a me, che ho scritto soltanto un terzo dei messaggi della discussione e in cui dicevo le cose le STESSE COSE che dicevano Sgub, Nacht e Freddie???? AH AH AH!!!!!

CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 14 2009, 10:06 AM) *
ho letto poi post che lo hanno commentato.
...
Ragazzi non siate così superficiali, non voglio far polemica, ma bisogna ascoltare attentamente. Poi magari potrebbe essere stato non completamente chiaro ma avrebbe voluto forse più tempo, come dice poi in conclusione.


Vedo che sono tutti plurali... laugh.gif

In pratica ti sei accorto che ti inimicavi coloro ai quali hai chiesto aiuto per il romanzo e hai cambiato versione eh?!
Scommetto anche che avrai mandato loro dei PM con scritto di aiutarti per il romanzo... e ora che si sono risentiti cambi le carte in tavola...
Ne ho conosciuti tanti come te...
  Forum: Video · Anteprima Messaggio: #7931 · Risposte: 27 · Visite: 23,820

Zagreo Inviato il: Mar 14 2009, 03:00 PM


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CITAZIONE(Zagreo @ Feb 20 2009, 09:55 AM) *
Non me ne voglia il signor Massoni ma sarebbe più corretto dire: "Voglio avanzare un'ipotesi sul legame tra dionisiaco-apollineo e le forme di organizzazione sociale" piuttosto che prendere a pretesto una domanda a cui poi non risponde, anzi credo che amplifichi i dubbi della persona che ha inviato la mail...sull'ipotesi si è già detto: va bene Bachofen, van bene i culti della Dea Madre, van bene i miti greci che fanno presagire un culto religioso della donna prima dell'arrivo degli Achei...però insomma già dire "matriarcato" comporta la parola archein dal greco comandare, quindi si comanda su qualcuno o qualcosa, e questa è già una forma di organizzazione sociale...come si può affiancarla al dionisiaco che è di per sè pre-civile, fuori da ogni ordine sociale e avulso da ogni forma di strutturazione gerachica della società!? rolleyes.gif


Mi autoquoto
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Zagreo Inviato il: Mar 14 2009, 02:34 PM


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CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 14 2009, 10:06 AM) *
Ho ascoltato attentamente il video, interessante, ho letto poi post che lo hanno commentato.
Cosa dire, ho notato che non è stato ben compreso, perchè la distinzione tra dionisiaco-matriarcato e apollineo-patriarcato
ha un suo fondamento. Quello che ci vuole dire, anche se non è esatto quando parla di forme, nel senzo che attribuisce alla figura spigolosa anzi piramidile dell'apollineo e della rotondità per il dionisiaco, qui fa secondo me un errore concettuale, poichè l'apollineo è il contenitore e il dionisiaco non è altro che il contenuto, o meglio visto che secondo Hegel il "rapporto assoluto di forma e contenuto" è visto come "il rovesciarsi dell’uno nell’altro, sì che il contenuto altro non è che il rovesciarsi della forma in contenuto, e la forma altro non è che il rovesciarsi del contenuto in forma". Qui farei una distinsione nel senso che l'apollineo è caso mai il tentativo di dare forma al dionisiaco, vuole caso mai intrappolarlo nel proprio contenitore ed è quello che la società micenea è riuscita a fare. Quindi quando parla di matriarcato, di donna, cita molte cose dimenticandosi delle baccanti, fondamentale per approfondire questo interessantissimo argomento, intende una volontà di sopraffazione, di costrizione, in una visione patriarcale apollinea che vuole intrappolare dentro una propria forma con la prepotenza tutta maschile il dionisiaco che essendo madre terra, natura (per questo matriarcale), tende come appunto un fiume carsico a riemerge da quella forma che gli è stata imposta.
Ragazzi non siate così superficiali, non voglio far polemica, ma bisogna ascoltare attentamente.


Mi sembra che l'unico superficiale qui sia tu, non hai ascoltato attentamente neppure le nostre risposte.
Dici sempre "non voglio far polemica" e poi fai interventi assurdi che non c' entrano una beneamata cippa con quello di cui si parla...
Arrivi nel forum e ti metti a dire: te sei presuntuoso, voi siete troppo accademici, qui siete superficiali, non dovete fare citazioni colte...come se tu giudicassi dall'alto di un pulpito...
Ecco il nuovo portatore di verità! Lui ci dirà come agire nel miglior modo possibile, come scrivere no, perchè l'ortografia non sembra il tuo forte "senzo" "distinsione"...
Basta anche con questa solfa dello scrivere male i nomi degli utenti...abbi almeno un po' di rispetto: ha scritto un romanzo... e prenditi 3 secondi per controllare!...anzichè spontaneo diventi stucchevole...
Leggi meglio le nostre risposte, forse capirai perchè l'abbiamo criticato...

CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 14 2009, 10:06 AM) *
Poi magari potrebbe essere stato non completamente chiaro ma avrebbe voluto forse più tempo, come dice poi in conclusione.


Ma che c'entra la chiarezza?!...ha affrontato un argomento che non ci incastrava nulla con la domanda! Ma proprio NULLA!
Che poi è un po' quello che fai te...
Questo abbiamo criticato in primis!
In te rivedo proprio il simbolo della finta cultura odierna, di cui prima si parlava...

CITAZIONE(Nachtlied @ Mar 14 2009, 01:16 PM) *
Nessuno ha detto che la distinzione di cui si parla non sia fondata!!!

Abbiamo solo considerato il fatto che non è stato eseguito il compito richiesto: in una mail si legge (più o meno, riporto solo il concetto) "Perché N. dà più importanza all'aspetto irrazionale che a quello razionale dell'uomo, che viene invece esaltato da Socrate?"; anziché chiarire subito che:
1) Apollineo e dionisiaco non sono semplicemente due aspetti dell'uomo, ma due concetti ben più ampi ecc...;
2) Non è che l'apollineo viene privilegiato rispetto al dionisiaco a partire da Socrate, ma viene considerato in maniera separata, perdendo così il suo significato ecc...;
Parte da una corrispondenza matriarcato-dionisiaco, patriarcato-apollineo, che avrebbe invece dovuto spiegare in seguito!

Ti assicuro che non siamo stati affatto superficiali nella visione e nell'ascolto, o almeno non quanto lo sei stato tu nella lettura dei nostri commenti, da quello che risulta leggendo ciò che hai scritto...


wink.gif
cmq tempo perso mi sa...
  Forum: Video · Anteprima Messaggio: #7922 · Risposte: 27 · Visite: 23,820

Zagreo Inviato il: Mar 13 2009, 09:07 AM


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CITAZIONE(Colui che ha trovato @ Mar 12 2009, 07:57 PM) *
L'eterno ritorno non è una dottrina scientifica, e non è neppure un PENSIERO in senso stretto. Figuriamoci se la sua genesi sia legata a tale principio...


blink.gif

CITAZIONE(Nachtlied @ Mar 12 2009, 11:34 PM) *
Oddio, in realtà è vero che l'eterno ritorno di Nietzsche si estende oltre, ma l'origine è senz'altro scientifica.
N. aveva letto Otto Caspari e Duhring (nella loro critica alla filosofia dell'inconscio di von Hartmann), che, proprio influenzati dal secondo principio della termodinamica, avevano postulato la possibilità del ritorno al nulla originario e poi di nuovo al tutto.
Certo, la svolta che l'e.r. acquista con Nietzsche è legata alla possibilità estrema a cui è portato: mentre per Caspari e Duhring (ma anche per Renan e Blanqui!), l'e.r. può dare origine a mondi sosia, estendendosi anche nello spazio, e quindi alla speranza di mondi migliori, per Nietzsche il pensiero dell'e.r. è veramente "abissale", solo se postulato in maniera soltanto temporale, facendo sì che ci sia un unico nodo di cause da cui non si può uscire.
Solo se pensato così, infatti, l'e.r. può spazzare via ogni residuo di divinità, come quello appunto della speranza di un mondo migliore, e quindi di una vita migliore. Di conseguenza, solo portato all'estremo può essere effettivamente e con successo superato.
Più volte N. sottolinea quanto la sua sia "la più scientifica delle ipotesi".
Ripeto, il fatto che si estenda oltre è un altro discorso.

Non dimentichiamoci che anche la volontà di potenza ha origini scientifiche (se non erro risale alla teoria dei centri di forza di Boscovich, che era uno scienziato del settecento...).


ottimo

CITAZIONE(Colui che ha trovato @ Mar 13 2009, 12:32 AM) *
Così si riduce Nietzsche ad un commentatore della scienza...


perchè scusa??
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #7885 · Risposte: 16 · Visite: 27,904

Zagreo Inviato il: Mar 12 2009, 01:20 PM


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CITAZIONE(Sgubonius @ Mar 12 2009, 12:43 PM) *
Certamente, però d'altronde è anche vero che rimane un problema esclusivamente storico, e quindi anche superfluo.
Fondamentale insomma è il pensiero in sè, e quindi soprattutto quello di Nietzsche, Eraclito serve solo da spalla. Lo stesso Heidegger di fatto sfrutta Eraclito o Holderlin per i suoi porci comodi filosofici.


Sicuro, infatti il mio intervento voleva essere volto proprio a sottolineare come N. assorbisse concetti altrui, accomodandoli alle sue necessità.

CITAZIONE(Sgubonius @ Mar 12 2009, 12:43 PM) *
Riguardo al fuoco comunque ci sono almeno 6-7 frammenti in cui ne parla, e peraltro la stessa fusis è etimologicamente legata a fos luce e quindi al fuoco stesso attraverso la fiaccola che è simbolo di Artemide protrettrice di Efeso e vera e propria divinità di riferimento per Eraclito (nel tempio della quale nasconderà i suoi libri). Ciò non toglie comunque che siano interpretazioni, ma non esistendo fatti queste sono abbastanza rivalutate!!


E' la mia formazione che mi spinge a dubitare anche delle interpretazioni più attendibili tongue.gif
Premesso che non ho letto l'Eraclito di Heidegger.

Anzi -e poi chiudo perchè il tema era il nichilismo- un'altro punto in comune con Eraclito è proprio la cultura aristocratica, elitaria, a cui fai riferimento proprio nell'altro topic wink.gif
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #7880 · Risposte: 45 · Visite: 130,648

Zagreo Inviato il: Mar 12 2009, 12:19 PM


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Il tuo intervento è certamente da apprezzare, il legame tra Eraclito e Nietzsche è per certi versi indubbio.
Si sa che per N. Eraclito è stato l’unico filosofo a cui appartenga veramente l’aggettivo tragico, a lui si rifà per i concetti di vergehen, werden, rifiuto dell’essere, vernichten, ja-sagen zum leben, eterno ritorno, ecc…
Quello che invece mi fa dubitare è l’interpretazione così precisa del filosofo di Efeso, mi pare ci siano troppe difficoltà date dal suo stile oracolare e dall’uso degli aforismi, già all’epoca era considerato criptico e Aristotele stesso lo definiva l’oscuro. La stessa insistenza sull’incessante divenire che regola la realtà sarà estremizzata da Cratilo.
Avere una visione chiara del suo pensiero era difficile allora, impossibile ora. Si rischia di volerci vedere agganci (non dico i tuoi in particolare) che non ci sono.
Ecco perché io sarei un poco più cauto nell’accostamento quasi totale a N. di un filosofo che poco si preoccupava di essere capito dagli interlocutori.
Prima hai parlato di fuoco e logos, ma è attraverso Aristotele che veniamo a sapere che l’archè per Eraclito era il fuoco, e in realtà i frammenti che ne parlano non lo escludono…però non escludono neanche un semplice uso metaforico dell’elemento (similmente al caso del gioco del fanciullo) per il fatto che il fuoco è sempre vivo, in continuo movimento, diverso in ogni momento dal momento precedente, ma allo stesso tempo sempre uguale a se stesso.
Ed è per questo che io sarei più propenso a lavorare ad un livello inferiore rispetto a quello in cui ti poni, cioè sul testo, sulla metafora in Eraclito e la ripresa (secondo me variata) in N.
Secondo me è proprio per la carenza “storica” che non si può definire con certezza se la differenza sia o meno di essenza del pensiero.
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #7877 · Risposte: 45 · Visite: 130,648

Zagreo Inviato il: Mar 11 2009, 08:46 PM


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CITAZIONE(Sgubonius @ Mar 11 2009, 02:10 PM) *
Hai ragione ho controllato e mi ero confuso io, in Eraclito (il frammento è il 52) si parla di un gioco da scacchiera (gli astragali erano in un altro detto di Eraclito dove era il filosofo stesso che ci giocava con dei bambini), ma sarei propenso a non considerare il suo un gioco "strategico", nel senso che il muovere i pezzi sulla scacchiera è da intendersi come il movimento del fuoco che una sua logica, il Logos appunto di cui eraclito parla spesso, ma che non è in alcun modo una logica di stampo aristotelico/metafisico e quindi strategica, è altro dalle logiche umane (fr.1: "Di questo lógos che è sempre gli uomini non hanno intelligenza").

Ho appena terminato di leggere l'Eraclito di Heidegger, e il filosofo tedesco è molto abile nello sciogliere queste questioni. L'idea qui vigente è sostanzialmente la medesima del fanciullo che fa e disfa i cumuli di sabbia, in quanto sposta le particelle che compongono l'universo creando e distruggendo, ma il tutto giocando, innocentemente, similmente alle Parche per usare altra mitologia. E solo questa innocenza può dominare l'eternità che è di per sè oltre bene e male (che fanno parte degli opposti in lotta) e quindi si va all'eterno ritorno e torniamo a Nietzsche.


Si sono sostanzialmente d'accordo nel non confondere la "strategia" con la logica di stampo aristotelico/metafisico.
Interessante il discorso sull'innocenza di Heidegger
Io sono più indirizzato verso una visione del fanciullo di N. come ritratto d'artista, rappresentazione di una forza plastica che non si placa nel raggiungimento di uno stato, ma distrugge per poi costruire da capo (innalza mucchi di sabbia e li disperde): in pratica l'operare artistico. Si riallaccia all'essere-divenire, come giustificazione del divenire, "solo come fenomeni estetici l'esistenza e il mondo sono eternamente giustificati".
In questo senso starebbe la differenza con il gioco del fanciullo eracliteo che, secondo me, ha una componente più "progettata" (e temporale), cioè si concentra sul significato di disporre, mettere un ordine tra le pedine, governare le disposizioni che si susseguono sulla scacchiera. Mi sembra addirittura che qualcuno abbia voluto (erroneamente) leggervi l'origine del gioco degli scacchi.
Questa è solo la mia posizione, ben conscio della difficoltà nell'interpretare Eraclito. wink.gif
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #7873 · Risposte: 45 · Visite: 130,648

Zagreo Inviato il: Mar 11 2009, 10:45 AM


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CITAZIONE(Nachtlied @ Mar 11 2009, 10:35 AM) *
biggrin.gif tongue.gif laugh.gif Ah, ah, ah!!! laugh.gif tongue.gif biggrin.gif
Sul "pirla" avevo sorvolato allegramente, meglio lasciar perdere!
Blacksmith ha spiegato che non bisogna stare troppo attenti quando si digita sulla tastiera, bisogna scrivere di getto... Penso che lui faccia così, per questo vengono fuori certe parole strane come "Natiled" o "hce" ecc... laugh.gif


Non ci vuole tanto, dopo che uno ha scritto, a cliccare sul pulsantino Edit e correggere no?!
Beata ingenuità...fosse quello il sintomo di una scrittura spontanea e creativa...
  Forum: Nietzsche spazio libero · Anteprima Messaggio: #7869 · Risposte: 69 · Visite: 188,892

Zagreo Inviato il: Mar 11 2009, 10:14 AM


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Nachtlied lo sapevi che noi siamo pirla perchè gli siamo andati a dire di stare attento ad usare la parola "Genio"???
Si scoprono sempre cose nuove...

CITAZIONE(BlackSmith @ Mar 10 2009, 08:18 PM) *
Diciamo che è stato un genio, arriva il pirla e ti dice... Attento lo sapevi cosa dice dei geni.


Anzi scusa riformulo, Natiled lo sapove hce noi siano pirla prechè gli saimo ahndati adire di stary attetno ad usrae al parola "Geino"???....così ho scritto di getto, e sono più spontaneo... laugh.gif
  Forum: Nietzsche spazio libero · Anteprima Messaggio: #7866 · Risposte: 69 · Visite: 188,892

Zagreo Inviato il: Mar 11 2009, 09:37 AM


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CITAZIONE(Sgubonius @ Mar 10 2009, 07:13 PM) *
Non credo ci siano così tante differenze, il gioco del bambino Eracliteo sono gli astragali, ovvero dei dadi, non c'è strategia nei dadi!


Mi pare di ricordare che due sono le immagini del fanciullo eracliteo, ma quella a cui fa riferimento N. nella GT è questa, anche se lui la cambia nel gioco dei mucchi di sabbia (eliminando dunque la componente strategica), creando l'immagine dell'artista fanciullo, ripresa anche in PHG:
"L'eternità è un fanciullo che gioca, muovendo i pezzi sulla scacchiera: di un fanciullo è il regno." (Eraclito frammento 123)

Dato che il mio username fa riferimento al mito orfico di Zagreo tongue.gif , nato da Zeus e Core (Persefone), lacerato dai Titani, fatto rinascere dal padre, colgo l'occasione per ricordare che nella teologia orfica noi troviamo per l'appunto un fanciullo, un fanciullo che gioca ai dadi: è Dioniso, ucciso dai Titani per l'appunto mentre era occupato in questo gioco.
Tant'è vero questo che tra i simboli della passione del dio, cioè tra gli oggetti che commemoravano la morte del fanciullo divino, vi era l'astragalo, cioè il dado; e fanciullo era detto per antonomasia dagli orfici Zagreo, così come per noi Gesù è antonomasticamente il bambino, stando a un frammento vascolare e a talune inscrizioni trovate nel Kabirion di Tebe,
dove si nomina un fanciullo che si dimostra identico a Dioniso. rolleyes.gif
  Forum: Nietzsche Pensiero · Anteprima Messaggio: #7865 · Risposte: 45 · Visite: 130,648

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