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> Nietzsche e il disagio della modernità
Sandro
messagio May 17 2007, 05:03 PM
Messaggio #21


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CITAZIONE(lae @ May 15 2007, 11:01 PM) *
No figurati, ti ringrazio per la risposta. Il fatto è questo (per come penso ''io'') che la volontà di potenza in fondo in fondo se infischia dei legami con la ragione strumentale o sostanziale (ammettendone l'esistenza) e anche di quella costruzione mentale che tu chiami soggetto e poni al centro dell'azione. L'oltreuomo trova il libero arbitrio in un gioco di punti di volontà che la volontà di potenza pone (o fa porre da una costruzione che si chiama intelletto?) come tali per accrescere appunto la sua potenza. Ne finge l'esistenza (se serve?). Trovo inoltre che l'agire diventa vitale quanto più in modo fluido riesce a manifestarsi la volontà di potenza che in una sua forma possiamo chiamare vita. Questi famosi spiriti liberi non è che sono liberi proprio perchè costretti in una forma: la propria?
E alla tua domanda iniziale posso rispondere ''ni'' perchè la vdp non penso si possa ridurre a risposta a un disagio, uno svilimento, una crisi post-moderna: sì, anche, ma non solo. Non è che agendo fedelmente al poprio senso della terra e ''affermando'' la propria vdp è siamo certi che si sia più ''liberi''? Più autentici? Più felici? Più o meno accettati dalla società? Meno conformisti? Più creativi, azzardo un forse. Più forti sì, questo è sicuro.
Scusami se sono fuori tema o confusa. Be' volevo esprimere questo abbozzo, prendilo così, perchè ho il sospetto che alla fine di tutto la vdp sia più semplice da vivere che da spiegare.
ciao^_^


Il discorso è complesso e la riposta è,credo, un po' difficile. La vdp è senz'altro naturale e spontanea come quella di un essere umano pienamente libero nel proprio modo di essere. La vdp non è una 'questione di scelta' ,come dici tu, perchè è infatti automatica come una pianta che cresce spontaneamente con i propri rami, eliminando automaticamente ogni resistenza incontrata. Quello che avviene deve semplicemente avvenire, senza 'riflessioni' o 'conclusioni'. Hai pienamente ragione. Solo che il problema,dal mio punto di vista, è un altro. Nietzsche osserva l'uomo come un animale malato e intrappolato. Di conseguenza, egli insegna la vdp proprio come una liberazione istintiva e creativa e non come un'ideologia o una "scelta".
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lae
messagio May 25 2007, 01:36 PM
Messaggio #22


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La vdp non è una 'questione di scelta' ,come dici tu, perchè è infatti automatica come una pianta che cresce spontaneamente con i propri rami, eliminando automaticamente ogni resistenza incontrata.
Se la Vdp elimina automaticamente ogni resistenza incontrata non si avrebbe nessun problema o disagio in questa o in altra società? E cmq io non dico che è una questione di scelta, ma nell'agire tu superi ogni resistenza incontrata? Accadrà pure qualcosa. C'è un tassello in mezzo, quello che neanche Nietzsche è riuscito a superare.
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Sandro
messagio May 25 2007, 01:46 PM
Messaggio #23


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CITAZIONE(lae @ May 25 2007, 12:36 PM) *
La vdp non è una 'questione di scelta' ,come dici tu, perchè è infatti automatica come una pianta che cresce spontaneamente con i propri rami, eliminando automaticamente ogni resistenza incontrata.
Se la Vdp elimina automaticamente ogni resistenza incontrata non si avrebbe nessun problema o disagio in questa o in altra società? E cmq io non dico che è una questione di scelta, ma nell'agire tu superi ogni resistenza incontrata? Accadrà pure qualcosa. C'è un tassello in mezzo, quello che neanche Nietzsche è riuscito a superare.

Credo che Nietzsche voglia semplicente dire che la vdp regna dentro di noi e che dobbiamo semplicemente lasciarla vivere. Il disagio avviene se la vdp rimane inibita.Le difficoltà non rappresentano alcun problema.Per questo Nietzsche ha pensato all' amor fati: essere contenti di affrontare la realtà per quanto dura e incomprensibile possa rivelarsi.
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AndreaF.
messagio May 26 2007, 12:42 PM
Messaggio #24


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CITAZIONE(Sandro @ May 25 2007, 02:46 PM) *
Credo che Nietzsche voglia semplicente dire che la vdp regna dentro di noi e che dobbiamo semplicemente lasciarla vivere. Il disagio avviene se la vdp rimane inibita.Le difficoltà non rappresentano alcun problema.Per questo Nietzsche ha pensato all' amor fati: essere contenti di affrontare la realtà per quanto dura e incomprensibile possa rivelarsi.


Vero.
(tra l'altro bel "riassunto")


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Non lodarmi la morte, splendido Odisseo. Vorrei esser bifolco, servire un padrone, un diseredato, che non avesse ricchezza, piuttosto che dominare su tutte l'ombre consunte

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